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Una storia di FernandaPassarelli

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Lo sport che unisce, al di là delle bandiere.

UN TUFFO.......NEL CUORE

L'acqua, placenta d'amore

Pubblicato il 23 dicembre 2017 in Storie d’amore

Tags: sport piscina acqua Brasile adozioni

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Lo sport è riconducibile, generalmente, ad attività agonistiche, durante le quali impegno e sacrificio producono vittorie o sconfitte, con la consapevolezza di aver, comunque, appagato il proprio spirito di partecipazione. E' innegabile però che esiste lo sport come attività fisica, adatta ad un benessere psico-fisico piuttosto che ad un benessere puramente agonistico, dove non è importante ottenere una medaglia o una coppa o un riconoscimento difronte ad una giuria, ma ottenere benefici che giovano al cuore, sia come organo muscolare pulsante che ci tiene in vita, sia al cuore come sentimento, come emozione, come amore.

Quando Biagio e Doriana ricevettero la telefonata di Mariella, responsabile dell'associazione preposta alle adozioni internazionali, erano al centro commerciale, intenti a scegliere le uova di Pasqua per i loro quattro nipoti.

<<Ci siamo!!!>> Esordì Mariella, con un'enfasi che fece intuire un grande sorriso, certo di un sicuro contagio.

Fu Biagio a rispondere e la voce di Mariella lo contagiò, sorrise e, guardando Doriana negli occhi, mise a viva voce.

<<Abbiamo ricevuto una comunicazione dal tribunale di Curitiba, nel sud del Brasile, ci sono due bambine che aspettano con ansia una nuova famiglia, se siete in zona possiamo vederci ed organizzare la partenza>> e quando la telefonata terminò, la coppia, all'unisono, aveva già risposto che stavano arrivando.

Doriana fu la prima a scoppiare a piangere e un commosso Biagio, l'abbracciò teneramente, non curante delle persone che, passeggiando tra un negozio e l'altro, si giravano a guardarli incuriositi, non sapendo che quelle lacrime venivano giù non per la tristezza, ma per una felicità che aveva atteso quasi quattro anni per manifestarsi.

L'arrivo e la permanenza certa nel Paranà, per circa due mesi, faceva paura, ma le foto di Fernanda e Gisele riuscirono a dosare il coraggio necessario per intraprendere il loro cammino adottivo. Un cammino non facile quando sei lontano da casa e senza nessuno dei tuoi cari pronto ad incoraggiarti, non ultimo il problema della lingua, il brasiliano è una delle più musicali al mondo, per chi la riesce a comprendere. A fare da cornice a questo turbinio di emozioni fu il primo incontro con le bambine, al tribunale. Fu sconfortante e spiazzante. Il pianto di entrambe era causato soprattutto dalla differenza delle pettinature di Biagio e Doriana e dei chili in più che sottolineavano una divergenza col book fotografico inviato dall'Italia qualche mese prima.

Nei primi giorni, un'altalena di avvicinamenti ed allontanamenti, faceva da collante a due coppie perfettamente estranee, due genitori timorosi da una parte e due sorelle complici dall'altra. La fiducia si conquista alimentandola giorno per giorno e con molta pazienza e l'amore donato da un padre ed una madre incondizionato e senza nulla a pretendere fa da contrappeso alle numerose provocazioni che ogni bambino abbandonato produce nei confronti di quell'uomo e di quella donna che, con ostinazione, si definiscono i loro nuovi genitori.

La tensione si sciolse al quinto giorno di cammino insieme. Tra le varie attività da fare insieme, c'era il turno della piscina, situata a poche centinaia di metri da dove loro alloggiavano, temporaneamente.

L'acquisto dei costumi permise alle bambine di dare libero sfogo alla loro voglia di misurare i vari costumi colorati, con la speranza di buttarsi in acqua al più presto.

La consapevolezza che le bambine non sapessero nuotare, scatenò in Biagio e Doriana un leggittimo timore dettato dal fatto che la responsabilita nei confronti delle loro figlie era molto alta.

I due si guardarono negli occhi e una volta ottenuto uno slancio di fiducia reciproca, presero i braccioli color arancio e li fecero salire dolcemente dai polsi fino a subito dopo i gomiti. Gli occhi delle bambine, intanto, seguirono quei gesti in silenzio ma con un sorriso, attraverso il quale ogni genitore non vede più barriere per arrivare al cuore del proprio figlio.

I primi a buttarsi in acqua furono Biagio e Doriana e una volta risaliti a galla allungarono le braccia verso Fernanda e Gisele, ferme e buffe, a bordo piscina.

Quell'invito di fiducia permise alle due bambine di scendere in acqua senza paura e felici di poter contare su due adulti che, fino a qualche giorno prima, consideravano degli sconosciuti.

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