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Una storia di Franco.frasca.bhae

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Pettegolezzi

In paese si mormora, al bar, al circolo, nella piazza, in palestra, in chiesa ...

Pubblicato il 28 febbraio 2015

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PETTEGOLEZZI

Chiudo il grosso portone del mio ufficio. Non ho più l’addetto per preoccuparsi

di farlo al posto mio. Ho chiesto al mio capo area , il signor V. di mandarmi un

praticante, uno stagista, insomma qualcuno che mi potesse coadiuvare nel mio

lavoro ma niente da fare, pare che il materiale umano di questi tempi scarseggi.

Pazienza, mi arrangerò. Mi suona il cellulare, è lei. La donna della mia vita , la

signorina G. , ha preparato del risotto ai funghi , mi chiede se questa sera possiamo

cenare insieme. Lei sa che mi è molto difficile , da quelle parti posso farmi

vedere ogni tanto con la scusa di espletare le mie funzioni, ma se lo facessi con

continuità o in orari strambi, i pettegolezzi ci travolgerebbero. Dovete sapere

che io nei tempi morti del mio lavoro organizzo viaggi. Quattro o cinque ogni anno. Di solito il numero dei partecipanti oscilla dai venticinque ai quaranta.

Insomma lei c’è sempre stata. Lei ha diviso la stanza sempre con altre signore

e quando qualche rara volta è entrata nella mia , vi posso assicurare che lo ha

fatto sempre quando tutti gli altri erano impegnati in escursioni o in altre attività

e comunque con una riservatezza quasi maniacale. Eppure qualche vipera ha

intuito e ha sparso il suo veleno, questo purtroppo è inevitabile. Forse più dei

viaggi hanno contribuito ad alimentare le chiacchiere, il mio discreto interessamento

per farle avere un lavoro, ma l’ho fatto anche per altri giovani, o perché è

andata a vivere da sola in un appartamento prima preso in affitto e subito dopo

acquistato. Solo volgari insinuazioni e nulla più. Mi avvio verso casa quando si

avvicina un mio cliente, tutto trafelato “Mi perdoni padre, mia madre sta morendo!

Ha chiesto di lei per la estrema unzione”- “ Prendo l’olio santo e l’acqua

benedetta in sacrestia e arrivo subito !"

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"Non ti curar di lor, ma guarda e passa" sarebbe stato il modo più giusto di pensare a quelle voci, ma il mio impegno nella società non me lo permetteva del tutto. In quei momenti poi avevo ben altro a cui pensare: un'anima da salvare.

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