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Una storia di TERESAAVERTA

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IL BIGLIETTO NASCOSTO

-LETTERATURA ROSA-

Pubblicato il 13 novembre 2016

UN BIGLIETTO NASCOSTO E' UNA VERITA' MAI RIVELATA...

La presenza di un flauto in quella stanza, uno strumento così dolce, la colse di sorpresa, mentre rovistava tra i ricordi del passato...

Angelica non ne aveva mai visto uno in casa, e non sapeva che suonasse Bryan, non si era mai accorta di quella sua passione.

Ma i libri e il diario, sì; erano così rappresentativi del suo compagno che amava, che sulle labbra le rispuntò un sorriso, una sensazione di cui il suo viso era orfano da sette giorni ormai. Tra i libri c’erano Walden di Henry David Thoreau e Il dottor Živago di Boris Pasternak, insieme a letture più amene come Il terminale uomo di Crichton e addirittura qualche opera di Louis L’Amour.

Bryan amava leggere e riusciva a immergersi con altrettanto entusiasmo in pagine di alta filosofia come in disimpegnati romanzi western. Da bambino aveva una libreria molto antica, cimelio di famiglia: piena della sua collezione, in perfetto ordine, dei gialli degli Hard Boys, ma amava anche i libri di Ray Bradbury.

Quando lei, la dolce e travolgente Angelica, leggeva “La piccola casa nella prateria” o “Black Beauty”, lui sollevava lo sguardo dalle pagine di “Rumore di tuono” solo per dirle come il semplice atto di calpestare una farfalla potesse sostanzialmente mutare il futuro dell’umanità. «Ogni nostra azione ha una ricaduta sul tutto» le spiegava serio e con il suo fare saggio. Poi si dedicava a qualcosa di più leggero, come “Il mio amico Yeller”, e glielo passava, una volta finito, perché lo leggesse anche lei. Quanti pensieri, quanti bei ricordi!

Era una donna felice, sicura; anche nelle sue notti rosa, nel sonno, si svegliava nella casa in riva al mare, dove trascorreva il suo tempo d’amore con l’uomo che amava, vivendo con lui momenti di assoluta felicità. Il rumore delle onde accompagnava prima la veglia, poi il sonno, abbracciati nel tepore dei loro corpi nudi.

Una vita degna di essere vissuta, ma la felicità si sa, ti bussa e molto spesso, se si sente soffocare toglie il disturbo e se ne va. La felicità ha bisogno di respirare, non può essere stretta tra due corpi, tra quattro mura di una stanza meravigliosa in riva al mare; la felicità ama volare, la felicità è libertà... la felicità è oltre oceano.

Mentre i pensieri di Angelica, come le onde del mare agitato, si accavallavano nella sua mente, decise di aprire una bottiglia di vino, anche se era rimasta sola.

Non doveva e non poteva discutere con nessuno, era sola e indipendente, ma soprattutto maledettamente sola. Difendeva quella sua condizione con tutte le sue forze, da sempre. Eppure a volte sentiva l’estremo bisogno di un abbraccio. Di arrendersi e perdersi tra le braccia di un uomo... un abbraccio che la facesse sentire protetta come lo era stata tra le braccia di Bryan. Purtroppo, lui non c’era più, e per lei era la fine di qualcosa, la fine di un indimenticabile momento, e ora arrivava il periodo più difficile sempre più faticoso da sostenere.

-E pensava- “ci sono momenti in cui la vita regala attimi di bellezza inattesa". Smetti di fare una cosa e ti accorgi che attorno a te tutto è perfetto, il dono di un Dio meno distratto del solito. Tutto sembra pulito, sincero, naturale: la nascita di una nuova vita, di un nuovo amore, l'alba di un cambiamento, qualcosa di profondo o semplicemente, la conferma di un affetto tenuto nascosto, di un sentimento segreto, custodito in silenzio dentro di noi con pudore.

Era come se la sua mente come stesse nel cono di luce di un proiettore cinematografico.

Mentre pensava e meditava sulla sua triste vita... con il bicchiere di rosso in mano, fece per sdraiarsi lentamente sul divano, quando suoi occhi si posarono in fondo ai suoi piedi; e come per magia, apparve un foglietto di carta bianca, a terra, all’angolo del sofà. Velocemente allungò la mano e afferrò il biglietto, e lo lesse. Il biglietto aveva una parola “cancellata”. Continuò a guardare il foglio controluce per cercare di capire cosa avesse cancellato. Le cancellature per chi legge, diventano più interessanti di ciò che si legge. Perché non si pensa che siano stati errori di ortografia, ma un ripensamento su una confidenza troppo intima.

-Lesse e rilesse più volte, queste parole-: “Ho una voglia incredibile di viverti". Vorrei vedere il mondo insieme con te, scrivere, leggere, disegnare, o anche semplicemente guardare fuori dalla finestra... osservare la luna che brilla nei tuoi occhi. Dormire mi sembra una perdita di tempo. Ho voglia, solo, di amarti, ho voglia di imparare... l'amore. Qualsiasi cosa, ma imparare. Spero di poter vivere a lungo per gustare tanti e tanti attimi di felicità con te.

Una lacrima bagnò i suoi splendidi occhi, mentre stringeva tra le mani quel biglietto. Stringeva tra le mani la vita di Bryan, il suo Amore, era tutto ciò che le rimaneva di un uomo che aveva portato anche lei, via con sé.

Teresa Averta

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