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Una storia di simonadr

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Essenziale 2049

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Dear Santa, 2049

Pubblicato il 30 novembre 2017

Natale 2049

Papà Natale, dolce signore,

Mandami dei doni per il mio buon cuore.

Il Natale s’avvicina, la gente non ha tempo,

Le auto sfrecciano senza toccare il pavimento.

Desidero quest’anno, essendo stato un buon bambino,

Ricevere un dono sul mio comodino.

Il camino non c’è, è da un po’ che non esiste,

Ora per riscaldarci usiamo macchine mai viste.

Ma se ti va, Papà Natale,

Puoi entrare dal soffitto con la tua slitta digitale:

Ma ciò che mi chiedo, essendo bambino,

Come mangiano le renne se non hanno un corpicino?

Volevo prepararvi i biscotti col latte,

Ma penso preferiate cose più astratte.

Mi piace la tecnologia, si fanno progressi,

Eppure la gente non ha più interessi.

Proprio l’altro giorno ho chiesto alla mamma,

“Facciamo insieme una torta alla panna?”

E lei mi ha risposto piuttosto seccata,

“Chiedi al robot di sfornarti una crostata”.

L’automa che abbiamo sa cucinare,

Ma io preferivo con la mamma giocare.

Il fatto è che Pif, il nostro robottino,

È molto intelligente ma poco birichino.

Non è il genere di amico che un bambino vuole avere,

In un mondo fatto di artifici e poche persone vere.

Perciò quello che ti chiedo ascolta con attenzione,

Non è un libro o un gioco di animazione.

Di quelli ne abbiamo in casa, anche tanti,

Parlano di fate e streghe e giganti.

Mi piacciono perché, quando ci gioco,

Loro compaiono in un magico fuoco.

E giocano con me, come amici affezionati,

Ma in realtà sono esseri computerizzati.

Quando compaiono io mi domando,

“Perché anche se parlano non stanno pensando?”

Se voglio vederli recitare loro subito lo fanno,

Stai pur sicuro che un gran spettacolo organizzeranno.

Eppure se gli faccio domande, per chiacchierare,

Più non sanno cosa devono fare.

Allora io mi infastidisco, poso i giocattoli,

E non voglio più vedere quei mostriciattoli.

Vado da mamma, un poco la assillo,

Ma lei non ha tempo per il suo pupillo.

Lei è troppo impegnata con l’automobile a volare,

O a prenotare una gita su Marte col suo cellulare.

Ed è per questo, Papà Natale,

Che quello che ti chiedo è così essenziale:

Vorrei più tempo coi miei genitori,

E non con omini provvisti di alimentatori.

Non mi serve un androide da compagnia,

Voglio solo una famiglia senza batteria.

Dei genitori che non si attaccano alla presa,

Ma che ogni tanto mi facciano una sorpresa.

Che si ricordino di darmi un bacino,

O di portarmi a spasso un pochino.

Non dico che loro non mi danno amore,

Solo che si dimenticano di me intere ore.

Ti chiedo quest’anno, Papà Natale,

Di regalarmi un futuro in cui sperare:

Fatto di innovazioni e creatività,

Ma anche di amore e semplicità.

Future Santa reading the letter

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