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Una storia di steo

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Ho incontrato un vero vegetariano

ve lo giuro

Pubblicato il 04 maggio 2017

Ultimamente ho fatto due cose: la prima è che ho scoperto Willie Peyote ( canale youtube ), un musicista italiano che apprezzo ogni giorno di più.

La seconda è che ho avuto il grandissimo piacere di avere di reincontrare un mio carissimo amico che non vedevo dalle elementari.

Eravamo grandi amici e, in realtà, lo siamo ancora ora, anche se non ci vedevamo da tanto tempo.

Come capita spesso con persone con cui condividi gli stessi interessi, abbiamo avuto modo di iniziare a lavorare insieme.

Quello che è successo l'altro giorno, mentre vagavamo nei meandri di Behance e dell'internet tutto tra illustrazioni, font, design e artisti di vario genere e generi vari, è che lui dice

- Guarda questo ristorante che sito bello che ha

- ah bello! Come mai lo conosci

- no niente io sono vegetariano e questo ristorante mi piace perché fa [...]

- ah quindi tu sei un vegetariano vero!

- che vuol dire?

- beh, abbiamo a che fare da più di 10 giorni e questa è la prima volta che te lo sento dire

Quando ho detto l'ultima frase che si legge nel dialogo il mio amico si è messo a ridere e abbiamo continuato a lavorare normalmente.

Perché prima ho parlato di Willie Peyote? Perché ci sono due brani del suo nuovo disco

"Educazione Sabauda"

che hanno a che fare proprio con questa simpatica questione dei nazi-vegani, vegetariani, salutisti etc, etc.

I brani sono "Vecchio ho fatto un sogno" e "La dittatura dei Nonfumatori". Vanno rigorosamente ascoltati in sequenza, anche perché il primo è una introduzione narrata al secondo.

L'atmosfera è un futuro distopico ( ? ) in cui è severamente vietato fare cose ordinarie tra le quali fumare e consumare carne.

Citando il testo:

È una questione anche di etica e morale,

Non sottovalutare chi produce carne e chi ne abusa,

da domani chi ordinerà carne al ristorante,

subirà perquisizione all'istante,

prima sul posto e poi a casa,

che quella lì è gente pericolosa

e secondo me nasconde anche qualcosa.

[...]

È introdotto il reato di tortura

ma mica per chi muore a suon di botte in questura,

o per chi sfrutta il lavoro minorile senza nessuna paura, no.

Fare il macellaio è un crimine contro nautra.

Testo completo qui

Ora il punto della questione non è che io voglia fare chissà che morale contro o per questo tipo di pensiero, semplicemente queste poche righe mi hanno fatto ragionare su un qualcosa che fondamentalmente sostengo anche io, ovvero che è tutto relativo e che non esistono cose più o meno importanti ma, al contrario, che esistono momenti in cui certe cose sono più importanti ed altre no.

L'atteggiamento del mio amico è stato quanto di più sincero abbia visto in qualcuno in cui crede in una particolare cosa; te lo dico, io apprendo la notizia, non se ne parla più, non si cerca di convincere che tu sia nel giusto e/o io nello sbagliato, non si deve spiegare la propria etica e morale.

A volte la maniera in cui si dice una cosa è abbastanza per farti apprezzare e rispettare le decisioni di un altro.

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