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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.10: "Il Numero dieci"

La graphic novel Diego Armando Maradona di Paolo Castaldi "intrecciata" a Ten dei Pearl Jam e a Decalogo di Krzysztof Kieslowski.

Pubblicato il 30 ottobre 2015

“Mamma sai perché mi batte forte forte il cuore..

mamma andiamo a Napoli, a Napoli c’è il sole,

lo sanno tutti e poi finchè non la si vede, tanto non si muore…”

La linea del pane - Bisogno di una notte di mezza estate

Riproponiamo la puntata numero 10 della nostra rubrica Intertwine Consiglia, presente sul nostro Blog di Tumblr.

Siamo arrivati alla puntata numero dieci della nostra rubrica. In gergo calcistico si potrebbe dire che siamo arrivati in doppia cifra e i riferimenti al calcio questa volta sono d’obbligo, perché per Intertwine Consiglia pt. 10 abbiamo scelto come tema “il numero 10” e quando si parla di quel numero, a Napoli (e non solo) la mente, la cabala e i ricordi vanno subito a lui, a Diego Armando Maradona.

E’ da lui che iniziamo Intertwine Consiglia pt.10, o meglio, iniziamo dalla graphic novel di Paolo Castaldi dal titolo, guarda caso, “Diego Armando Maradona”.

“Voglio diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires”.

Maradona, 5 luglio 1984, alla presentazione ufficiale allo stadio San Paolo di Napoli.

Dei successi in campo e delle cadute fuori (dal campo) del fuoriclasse argentino sappiamo ormai tutto, per questo è molto originale la prospettiva offerta da Paolo Castaldi. Il suo è un libro di 200 pagine, che l’autore stesso definisce “di parte”, in cui si vuole cercare di spiegare perché Diego è tanto amato da una nazione (Argentina) e da una città (Napoli).

Undici capitoli, come gli undici tocchi che portarono Maradona a segnare il gol più bello di sempre: quello contro l’Inghilterra ai Mondiali del 1986. Quel gol, gli altri successi e tanti episodi rivissuti attraverso le illustrazioni dell’autore.

Il fumetto inizia con il racconto dell’attesa di quella partita, che per gli argentini non era una “semplice partita”, a causa dell’invasione delle Isole Malvinas nel 1982, da parte dell’Inghilterra.

La rappresentazione di Maradona come “simbolo di riscatto” avviene in più momenti.

Nel capitolo “il quarto tocco” Diego diventa il momento di riscossa dall’emarginazione, dallo sfruttamento, dal razzismo, dalla malattia. Il “quarto tocco” infatti è ispirato a un racconto dello scrittore Maurizio De Giovanni, in cui si narra la storica vittoria per 3 a 1 sulla Juventus, a Torino, il 9 novembre 1986, vista attraverso gli occhi di un operaio della tristemente famosa Eternit di Casale Monferrato destinato a soccombere all’amianto.

Il valore simbolico della figura di Maradona è forse l’aspetto centrale dell’opera. C’è Diego che, contro il parere della società e pagando di tasca sua l’assicurazione, va a giocare una partita in un campetto di periferia per raccogliere fondi per un bambino gravemente malato.

L’autore parla anche dei momenti più grigi, ma con delicatezza e pudore. Una scritta bianca, “anche un re può cadere”, su una pagina completamente nera.

Maradona giocò l’ultima partita col Napoli il 24 marzo 1991, contro la Sampdoria della coppia Mancini&Vialli, che quell’anno avrebbe vinto lo scudetto.

Ad agosto di quello stesso anno uscì negli Stati Uniti uno dei dischi più belli degli anni ’90 e non solo:

Ten dei Pearl Jam.

I Pearl Jam sono un gruppo nato nella città e negli anni del grunge: a Seattle nel 1990.

In carriera hanno venduto oltre 60 milioni di copie. Ten è il loro album d’esordio e fu subito un successo clamoroso, tanto che nel giro di due anni arrivò a vendere oltre dodici milioni di copie solo negli States, superando addirittura “Nevermind” dei Nirvana.

Le canzoni di Ten sono estremamente melodiche e mainstream, perfette nella loro semplicità. Molto spesso costruite attorno a un unico riff di chitarra abbinato alla voce potente di Eddie Vedder, autore anche dei testi.

E’ forse l’album più “commerciale” della band, ma anche il più sentito, perché molte canzoni parlano della vita dei componenti del gruppo. In “Alive”, forse il loro pezzo più famoso, si racconta la scoperta da parte di Eddie Vedder, della morte naturale del padre, per anni tenuta nascosta dalla madre.

L’album si apre con la “violenta” Once, che parla del flusso di coscienza di un serial killer, continua con la molto rock Even Flow, mentre una ballata più lenta è Black, la storia di un amore finito. Altro singolo di successo fu Jeremy, ispirato a un vero fatto di cronaca: un adolescente americano che aveva fatto strage dei suoi compagni di classe, per poi togliersi la vita.

In tutto sono 11 canzoni, che fanno di Ten uno degli album più amati e importanti dell'intera scena grunge.

Oggi abbiamo invertito l’ordine del nostro intreccio per cui il film lo troviamo solo alla fine: ecco il Decalogo di Krzysztof Kieslowski.

Il Decalogo in realtà non può essere definito un “film”, perché si tratta di una serie di dieci “mediometraggi”, della durata di circa 55 minuti ciascuno. Il numero dieci in questo caso è quello dei Dieci Comandamenti, ognuno dei quali ispira uno storia.

Tutti gli episodi si svolgono tutte in un grande comprensorio condominiale alla periferia di Varsavia. La narrazione è semplice: si parte da episodi di vita quotidiana, apparentemente banali, ma che spingono a riflettere sul disorientamento della coscienza e sul rapporto tra rigore morale e trasgressione.

In ogni episodio l’azione cresce in modo lento fino a trovare un evento imprevisto che fa emergere il dramma della storia.

E’ qui che il regista sembra porre degli interrogativi nello spettatore, come se volesse chiedergli:

“Come avresti agito tu in simili circostanze? Cosa avresti fatto se fosse capitato a te?”.

In tutti gli episodi (tranne 7 e 10) è presente la figura del “testimone silenzioso”, un personaggio che assiste muto allo svolgimento delle vicende. Alcuni hanno visto in lui l’occhio di Dio, la personificazione della coscienza, oppure un angelo.

In realtà il regista non ha mai rivelato il suo significato al pubblico, ma neanche all’attore stesso che lo interpretava.

Abbiamo riproposto quest'articolo proprio oggi perché il 30 ottobre è il compleanno di Diego Armando Maradona e ci fa piacere farlo leggere a coloro che non l'avevano ancora fatto.

E voi avete avvenimenti o episodi da ricordare e raccontare?

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