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Una storia di RosannaRobiglio

I misteri della valle

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Pubblicato il 22 aprile 2018 in Humor

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In un intrico di querceti, conifere e castagneti sparsi nella valle, spuntano dimenticati ruderi, e mentre il torrente continua la sua corsa impattando con fragore sui sassi, trote, cavedani e ranocchie convivono placidamente nei laghetti formati da quelle acque.

Lassù, fra verde e cielo, il versante sud a picco sul mare e a due passi dalla costa, è attraversato da zigzaganti sentieri che avanzano fra crinali, rocce, licheni e distese di prati in fiore e lo sguardo si disperde in un mare cobalto che lambisce le frastagliate coste di una vasta parte di Liguria.

Una palestra a cielo aperto per chi pratica caccia, pesca e gite a piedi e in bicicletta, e volendo anche voli in deltaplano.

La parte rivolta ad Alpi e Appennini, è spesso oggetto di violente bufere, temporali e nebbie che consigliano di restare tranquillamente al riparo tra le mura domestiche.

Forse proprio per quell’aspetto mutevole, un’antica leggenda tramandata da generazioni, narra la storia di Tonio, un boscaiolo un po’ bizzarro dalla barba fluente e dai lunghi capelli, che viveva col suo aiutante Bastiano in una di quelle vecchie dimore immerse nel bosco.

Il salone di quella casa era arredato da antiche panche, un grande tavolo e una potente stufa a legna dove nelle fredde sere invernali, gli amici si radunavano intorno al fuoco scoppiettante di caldarroste.

Tonio durante il giorno commerciava legname e riceveva i clienti direttamente nei boschi per scegliere i tronchi più adatti alle proprie esigenze, ma a notte fonda, quando Bastiano dormiva già fra le braccia di Morfeo, lui smanioso di dominare uomini e natura, inseguiva da sempre il sogno di una superba potenza che gli avrebbe procurato la vera felicità, quella tanto desiderata, ma mai ottenuta.

Tutte le notti si trasformava in un autentico mago e stregone e si ritirava in quei tetri sotterranei armeggiando tra gli alambicchi per creare e migliorare i suoi sortilegi.

In una tenebrosa notte autunnale, quando nemmeno la luna aveva il coraggio di apparire, Tonio scoprì che la potenza del male riusciva a compiere qualsiasi impresa e incoraggiato da quella geniale idea, venne sopraffatto dal desiderio di dedicarsi sempre di più alle sue scoperte.

Qualche volta aveva anche provato a metterne in atto qualcuna, ma invece di raggiungere l’agognata felicità, veniva tormentato da inspiegabili inquietudini a cui non riusciva dare una spiegazione, così pensò di doverle perfezionare ancora di più.

Un giorno venne contattato da un famoso costruttore a cui serviva del legname per fabbricare un grosso veliero e, concordato prezzo e giorno della consegna, stipularono il contratto.

Giunta la fatidica data, lo stregone commerciante non in grado di mantenere la promessa fatta, dovette tardare di alcuni giorni la consegna causando però un grave danno economico all'armatore che ritenutosi danneggiato da quel contrattempo, versò al venditore soltanto la metà del prezzo pattuito.

Il boscaiolo non la prese troppo bene e contando molto sulla potenza della sua magia, decise di vendicarsi.

Un mattino all’alba, proprio sulla cresta della montagna che sovrasta la costa rivolta verso il cantiere, si delineò una minacciosa ombra nera che, allargando le braccia, prima con un debole sibilo, poi sempre più forte, seguita da un cupo ululato, si impadronì dell’intera vallata sino a sbottare in un sordo boato che ruppe il sonno di tutti gli abitanti della zona sottostante.

Terrorizzati da tanto frastuono, affacciati alle finestre, scorsero una enorme e ondeggiante ombra nera scendere dalla montagna spingendo fragorosamente centinaia di tronchi di legno fin sulla riva del mare, proprio davanti al cantiere.

La folla al corrente dell’accaduto, credendo davvero al maleficio dello stregone, si recò sul posto per rendersi conto di quanto stava succedendo e tutti ebbero l’impressione di scorgere in quella lugubre ombra, la torva figura di Tonio avvolto nel suo mantello nero.

Anche lui si convinse che fosse opera sua e sogghignando, felice di essersi vendicato, lanciò un altro robusto maleficio che rotolò a valle altri detriti che si unirono ai precedenti.

Sbigottiti e impauriti continuavano a fissare la cima della montagna, ma poco dopo il cielo si rasserenò e finalmente tutto quel tumulto finì.

Per nulla spaventati da quell’imprevisto, i lavori nel cantiere proseguirono ininterrottamente e il veliero, pronto ed arredato, divenne l’orgoglio di tutta quella gente di mare.

Giunto il momento del varo, quando tutto sembrava a posto, una grande folla, entusiasta di quel capolavoro, si assiepò sulla spiaggia per festeggiare il varo, ma mollati gli ormeggi, come un demone ribelle, il veliero non si mosse.

In suo soccorso intervennero i rinforzi dal vicino porto. La nave venne agganciata con una robusta catena, ma la catena si spezzò ed il superbo veliero rimase fermo come un mulo, al posto di partenza.

I presenti, sempre più convinti della sua maledizione, scagliarono le loro ire contro quella funesta figura facendolo intervenire sul posto del disastro, per porre rimedio a quel guaio.

Mago Tonio, forte di quella ennesima vittoria, si presentò sul pontile e, in netto contrasto con quel mare azzurro, avanzò più funereo che mai.

L’armatore, per placare gli animi dei suoi concittadini, consegnò tutto il dovuto al boscaiolo che, ormai ancora più sicuro di se, iniziò il suo rito con prodigiose formule, ma senza produrre alcun effetto.

Stavolta però sentì crescere in lui quel senso di profondo smarrimento ben conosciuto, ma reagì strillando come un forsennato contro il suo aiutante che mandò di corsa nella casa del bosco a prendere la misteriosa custodia dei suoi poteri magici, col tassativo ordine di non aprirla per nessun motivo.

Bastiano, impaurito da quelle urla, ma sempre servile nei confronti del padrone, tappandosi le orecchie partì veloce come il vento, ma sulla via del ritorno, giunto alle pendici dell’impervia cresta a picco sul mare, ansimante e stanco, si fermò per riprendere forza.

Vinto dalla curiosità di quell’oggetto che si stava rigirando tra le mani, aprì quella arrugginita custodia e da li uscirono tre furibondi calabroni che ronzando con un ritmo incessante, gli giravano intorno, vorticosamente.

Bastiano, stordito dalla sorpresa, per liberarsi da quel fastidioso brusio, corse, inseguito dai calabroni, a perdifiato lungo il sentiero tutto ciottoli della montagna, ma tanta era la paura che quelle rocce gli sembrarono persino un verdeggiante pianoro.

Sempre memore delle urla di Tonio, dopo molta fatica riuscì finalmente a far rientrare quegli stridenti calabroni nella custodia e con quel prezioso tesoro giunse fino al veliero.

Tonio sempre avvolto nel suo mantello nero, stringendo forte la scatola magica, rifece i suoi riti, ma anche stavolta la nave restò immobile al suo posto.

Dopo diversi tentativi, remissivo e umiliato da tanta sconfitta, prese coscienza dell’altra parte della sua malefica potenza e interrogandosi sul bene e sul male, rinsavì.

Inginocchiato in terra si scusò con tutti i presenti, Bastiano compreso, per essere stato tanto prepotente e malvagio. Durante questo umile gesto di cui nemmeno lui credeva di saper fare, la nave, tra lo stupore di tutti, immerse lentamente la sua prua nelle onde e avanzò verso il mare aperto.

Convinto che anche questo facesse parte della sua magia, Tonio seguito dal fedele amico, si avviò mestamente a capo chino verso quelle colline.

Da quel momento rinunciò per sempre alle sue stregonerie dedicandosi esclusivamente alla vendita del legname. Trasformò quei tetri fondi in utili magazzini e quel salone rivide radunati tanti amici della vallata che tra una partita a carte, caldarroste e un buon bicchiere di vino, si raccontavano avventure e disavventure vissute fra quelle valli, mentre il fiume continuava a scorrere, intonando come sempre, la sua dolce melodia.

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