scrivi

Una storia di PietroHunterSan

0

La stirpe dei Nisseno

Storia di una famiglia

Pubblicato il 14 dicembre 2016

Sofia Nisseno

Vagavo in quel bosco, a pochi passi dal cimitero in cerca di eccitante divertimento. Tra due alberi di pino c’era una vecchia casa di legno, come quelle casupole dei boscaioli che si vedono nei film dell’orrore. Dal comignolo usciva del fumo, bussai: la porta al tocco delle mie mani si aprì. All’interno era enorme. Due grandi stanze comunicanti e una scala a chiocciola nel mezzo; a destra il camino. Da fuori non sembrava così grande mi chiesi. Anche al primo piano c’erano due enormi stanze, in ognuna di esse: due bare aperte. Il mio primo pensiero fu di scappare e ci stavo anche riuscendo ma la porta verso l’aria pulita era bloccata: come se una forza oscura ne impedisse la fuga. Alzai gli occhi e sotto uno strano pentagono c’era questa scritta: Il tempo è un’immensa onda nera, sembra volerci schiacciare e inghiottire. Dopo aver ispezionato le due bare e aver visto i due cadaveri in decomposizione, mi diressi al piano superiore. Ero spinta dalla stessa forza che in precedenza bloccava la porta: ero in trappola. Al piano superiore trovai solo una porta, quella per entrare nel regno di Ade. La aprii! Quello è stato il momento in cui sono morta.

Come ricordo l’esatto momento della mia dipartita? Semplice: sono un vampiro.

Mi presento: sono Sofia Nisseno e questa sera allo scoccare della mezzanotte diventerò il clown. Un muta forma con il corpo di donna e la testa del più potente dei demoni: il pagliaccio. Per evitare il compiersi della maledizione dovrò entrare nella bocca dell’inferno e sconfiggerlo.

Varcata quella porta, un’ondata di energia elettrica attraversò il mio corpo scagliando una potente forza, disintegrando il mio cuore: mi ritrovai all’interno del cimitero. Il camposanto non era il posto adatto per fare un pic-nic romantico, ma volevo far conoscere il mio nuovo ragazzo alla nonna, morta più di duecento anni prima. In vita ero stata una ragazzina eccentrica, amante del brivido e costante ricerca del nulla. È arrivato il momento di spiegarvi qualcosa della mia famiglia solo così conoscere la vera forza della stirpe.

I Nisseno erano una potentissima confraternita di streghe ed io ero l’ultima discendente. Circa duecento anni prima la mia famiglia si era unita a quella dei Trapani. Ora due secoli dopo controlliamo il regno degli inferi. Mio nonno era un potente stregone Siciliano, purtroppo ucciso dal demone, chiamato: il clown. Anche mia nonna era morta uccisa da un cacciatore.

La casa dei morti era una porta per l’inferno, solo lì ero al sicuro dai cacciatori di streghe.

Il mio ragazzo era umano: ancora non sapeva il mio segreto. Quella notte avrebbe scoperto la mia reale natura. Eravamo distesi accanto alla cripta della mia famiglia. Un guardiano sorvegliava l’entrata ed io ero al sicuro. Mentre stavo per stappare l’ennesima bottiglia di vino, una freccia con la punta d’argento mi colpì: fortunatamente non in punti vitali. Fu scagliata da Alabastro. Il cacciatore in ampie falcate stava per raggiungermi, avevo una mano sulla soglia d’entrata e stavo per sfaldarmi e diventare cenere. Lucilla Trapani mi salvò da morte certa.

«Nonna, che ci faccio qui? Credevo di essere morta per sempre.»

«No bambina mia! Fortunatamente sono riuscita a farti entrare all’interno della cripta. Hai una missione da compiere.»

«Quando sono con te, sono con il mio destino; dove ci sei tu, io mi sento bene.»

Con queste parole Sofia declamò il suo affetto per la nonna. La cripta era un luogo affascinante anche per una giovane strega come Sofia, era il luogo dei non morti: il posto dove la sua famiglia regnava da secoli. Entrando all’interno Il suo corpo putrefatto ha acquistato nuova linfa vitale.

Si sentiva più viva che mai e doveva sfruttare questa seconda possibilità che gli è stata concessa.

Il giorno in cui Sofia è morta, il clown ha scagliato la più grande delle maledizioni recitando l’antica formula: “ Io ti maledico con la vita, così conoscerai il vero orrore, l’angoscia ti brucerà le viscere e dovrai trovarmi per liberarti da ogni vincolo di sangue”.

In un momento di lucidità, avevo capito che il clown era mio nonno.“Trafiggimi con il ferro, purificami con il fuoco, rendimi libero con la morte”. La strega fece il suo ingresso all’inferno, varcando la porta di Ashgabat. Con l’entrata nel luogo delle anime dannate, iniziava il suo viaggio alla ricerca del clown.

Dopo aver attraversato il limbo, Sofia si ritrovò nel girone dei lussuriosi. Ad attenderlo c’era lei: la cheerleader. Un demone dall’aspetto avvenente e molto sexy. Sofia restò pietrificata: era di una bellezza mortale, con occhi che emanavano calore. Con grandi ali piumate, la predatrice attaccò Sofia e la imprigionò in una morsa d’acciaio. Con voce soave cercava di sedurla ma la strega capì subito il gioco del demone e dopo pochi istanti, si smaterializzò. Era libera di continuare il suo viaggio. Passò senza grandi pericoli i restanti gironi infernali; era diretta al settimo, quello dei violenti. Dopo aver sconfitto con incantesimi e pozioni magiche i più grandi assassini della storia, si ritrovò a tu per tu con il pagliaccio.

Appena la vide il clown, saltellò di felicità. Nella faccia si dipinse un’espressione malvagia, la pelle si staccava dalla faccia, le iridi sputavano fuoco.«finalmente sei arrivata. Come ti senti, dopo essere stata posseduta dalla ragazza pompon? È veramente una birbantella quella ragazza. Peccato che sia morta più di trecento anni fa.» «Pagliaccio, ormai non ha più importanza. È stata sconfitta con dolori atroci e neanche con troppa fatica. Era una rammollita in vita ed è una squallida essere anche da morta.» «Salvami, Sofia! Salvami!» «La strega, iniziò a tempestare il pagliaccio, scagliando dei coltelli, veloci come saette. Ogni volta si rialzava sempre più forte. Sofia non riusciva a sconfiggerlo.» In un momento di lotta interiore con il pagliaccio, Francesco Nisseno aiutò la nipote. «Sofia, colpiscilo in mezzo ai denti. Solo così mi renderai libero.»

Il clown si dissolse come polvere nel vento. L’Ade ritornò libera e Sofia riemerse dagli inferi.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×