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Una storia di Nove_Facoceri

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I parrucchieri della notte

(quando il gioco si fa duro...)

Pubblicato il 27 settembre 2017

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Grizzly portò le mani a ventaglio davanti alla faccia e si lisciò la barba lunga, curata e verde blu. Il colore di moda quell'anno, il nuovo trend. Guardò davanti a sé ed inspirò con forza dal naso. Un sibilo da vero duro che sapeva fare solo lui, con quella tonalità da turbina a pieno regime. La moltitudine, poco sotto di lui, era in silenzio, rispettoso e diffidente silenzio.

Il suo vero nome era Evangelios, ma non sembrava un gran nome da vero duro.

"Grizzly" suonava molto meglio ed oltre a rendere omaggio alla sua stazza, gli era stato affibbiato quando riuscì a far fuggire tre dei Rancheros, ai tempi antichi, con un'unghiata potente. All'epoca portava le unghie lunghe mezzo metro, laccate blu e con leggeri inserti di madreperla.

Poco distante Tiger e Catifsh, dei ChinaGrowl, lo guardavano con un misto di sospetto e rabbia trattenuta. Tiger si rivolse a Catfish senza distogliere lo sguardo e senza muovere la testa di un millimetro.

- Metti giù le armi, Fish -

- Ma capo, il nemico ci ha invitati nella sua tana e... -

- Grizzly è un capo. E' un Greek Bandit; e siamo in territorio neutrale -

- Eeee... -

- Fai come ti dico, cazzo. Lasciamogli una tregua fino a nuovo ordine - sibilò Tiger sottovoce.

Grizzly si grattò un baffo ed iniziò:

- Signori, vedo che ci siete più o meno tutti. Vi chiamo 'signori', questa notte, perché ho intenzione di trattarvi come tali. Come persone che si siedono ad un tavolo a trattare -

Tiger rimaneva impassibile a scrutarlo e alcuni della sua banda, Catfish, Nuvola di Drago e Chen soprattutto, guardavano lui, pronti a scattare.

Lattanzio, Germano e Extension dei Pure Blue aspettavano. Anche Extension aveva dato ordine ai suoi di ascoltare solo, almeno in un primo momento.

- Chi di voi è qui ha accettato una regola di pace. Almeno per ora. Siamo gente con la testa a posto e conosciamo le nuove tendenze del mercato. Se vi sentite trendy, so che accetterete la mia idea. Abbiamo bisogno di collaborare, per una nuova stagione che ci porti ad essere non più in fuga, ma comandanti. Comandanti veri. Boss. So che lo volete anche voi. Fermiamo queste lotte tra di noi, queste fughe dalla polizia. Comandiamo insieme -

ma proprio in quel momento, dalla folla oceanica, una voce si levò contro la sua:

- Mai stato trendy, sono contrario alla moda! -

ed un coltello lanciato da non si sa dove arrivò contro Grizzly, ferendolo gravemente alla barba. Grizzly si accasciò a terra, nel silenzio teso della folla.

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Da quando aveva solo pochi peli in faccia, Grizzly aveva già deciso che si sarebbe fatto crescere la barba. La sua barba era per lui un vanto, un emblema, un segno di distinzione, un quadro da ammirare, un feticcio da adorare.

Alla sua barba cambiava colore ogni due venerdì e quando c'era la congiunzione tra Urano e Plutone, la tingeva con due colori perchè quei due pianeti gli erano simpatici. Non sapeva perchè, ma chi se ne frega.

Quel coltello l'aveva ferito nell'anima perchè aveva provocato un buco a forma di piastra per capelli proprio nel centro gravitazionale della sua amatissima barba.

Per lui essere ferito alla barba e crollare al suolo era stato un tutt'uno, ma ora, che dal basso guardava il luccicante ciuffo a strisce di Tiger, i baffi intrecciati e piegati a Z di Catfish, le sopracciglia scanalate di Nuvola di Drago e gli spaghetti nerofumo in testa a Chen che facevano capannello sopra di lui, ebbe un moto di rabbia che lo scosse dal cappello alle scarpe.

Guardò il tatuaggio a forma di diffusore che aveva sul bicipite e sentì esplodere ancora più ferocemente la sua rabbia: quel bastardo che aveva profanato la sua barba la doveva pagare carissima.

Occorre però fare un passo indietro perchè si possa capire il motivo di tanto esacerbato rancore e di quella riunione notturna nel parco cittadino.

Cinisello Balsamo era una ridente cittadina tranquilla e laboriosa che doveva il suo nome all'unione di due termini: Cinisia cioè cenere, che era il colore dei capelli del propietario del terreno dove venne posato il primo mattone della futura cittadina, e Balsamo, che era il nome che il proprietario terriero aveva dato ad un intruglio che lui stesso aveva creato e che si metteva sui capelli per farli diventare morbidi.

Fin dalla notte dei tempi il ridente villaggetto era famoso per la grade quantità di parrucchieri che vi risiedevano e che ivi svolgevano la loro attività.

Gli abitanti del villaggio e successivamente della cittadina che velocemente si sviluppò, erano famosi per essere i meglio acconciati di tutta la Pianura Padana.

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Tale fama derivava dal fatto che al centro della piazza, da qualche anno, era stato aperto un moderno salone di parrucchieri: "Barbablù", diretto da Evangelius, conosciuto nell'ambiente come Grizzly.

Il locale era luminoso e arredato con poltroncine e specchi di design e i parrucchieri erano stati selezionati tra i migliori della zona. Grizzly, che al tempo portava una barba color cobalto corta, ma molto curata, era un grande professionista del taglio, aveva studiato con i migliori maestri della spazzola presso la scuola d'arte nel quartiere de la Piastra a Sondrio.

Tutti gli abitanti si recavano nel salone e uomini, donne, bambini ne uscivano come se fossero pronti per una sfilata di moda. Wella, El Casco e mastro Spazzola erano suoi fidi collaboratori, nonchè amici appartenenti della banda dei Greek Bandits capitanata appunto dal Grizzly. In segno della loro unione si erano anche tatuati il simbolo di un diffusore sui bicipidi. Un giorno sventurato però, proprio di fronte alla via, venne aperto un nuovo negozio di parrucchieri:"Lo scalpo", non certo all'altezza del "barbablù", ma che avrebbe potuto creare una concorrenza sleale.

Il proprietario un certo Tiger, dal ciuffo striato di nero e arancione, era un buzzurro contornato dai propri scagnozzi, che parevano usciti dal circo. Tutte le persone che entravano nel salone ne uscivano tinte di tutti i colori, con sfumature improbabili e tagli inguardabili.

Grizzly mal sopportava i vicini, il suo stomaco non poteva reggere un tale affronto allo stile, e fu così che in una giornata di pioggia entrò dagli avversari, armato di un phon parlux 3000, intenzionato a porre fine a quello stupido teatrino.

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I ricordi si fecero nitidi e capì di essere stato messo in ridicolo davanti ai suoi. A terra, sdraiato come una foca spiaggiata, Grizzly ripensò al momento in cui varcò la soglia del negozio "Lo Scalpo", armato di quel phon che da sempre era un vanto per il suo locale. Sotto il potente getto erano passate le più note dame della società di Cinisello Balsamo, a partire dalla vecchia babbiona moglie del sindaco, fissata con le meches a macchia di leopardo, ma graditissima fonte di guadagno, visto che ogni giorno mollava almeno un cinquantone, più venti di mancia.

Tiger era rimasto di sasso, mentre impiastricciava i capelli ad un giovane baffuto, capendo già che in quell'istante la quiete aveva smesso di regnare.

-Ti avevo avvisato!- ruggì, guardandolo dritto negli occhi. -Aprire un nuovo negozio qui, nel mio regno, non è stata una buona idea- la sua barba vibrò. I presenti si alzarono di scatto e fuggirono via, una addirittura con il casco incastrato sulla testa.

-Calma, parliamone- fece lui.

-Non c'è niente da dire: Cinisello è troppo bigotta per gente alternativa come voi; hai portato lo scompiglio, le chiome colorate dei ragazzi stanno invadendo le strade e i genitori non gradiscono!-.

Invece di essere spaventato Tiger esplose in una risata. -Togliti dalle palle, antico!-.

Grizzly si accarezzò la barba, sentendo sotto le dita il foro che il coltello aveva creato, quindi si alzò in piedi. I suoi uomini erano agitati, alcuni di loro stavano raggiungendo il fondo del locale, accalcato dalle varie fazioni.

-Chi è stato?- gridò con potenza.

-IO!- si sentì rispondere. La folla si aprì come il mar Rosso davanti a Mosè e apparve un omuncolo alto un soldo di cacio, con lunghi capelli setosi svolazzanti, grazie alle ventoline che due ragazzi azionavano nella sua direzione.

-Ma tu chi cazzo sei?!?!- Grizzly lo fissò interdetto: non lo aveva mai visto, ma capì all'istante che sarebbe diventato un nuovo, grande problema.

-Salvatore Treciocche, il re della parrucca, ma tu puoi chiamarmi Wigman. Ho intenzione di rendere la città il più grande emporio del capello finto d'Italia!-.

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- Ah, sì??? Allora è guerra! -

La voce che si sentì spuntava dalle retrovie e in un attimo Grizzly capì.

Jetta. noto con il nome della macchina che aveva tenuto per trent'anni, il grosso era il capo dei Pelatones e quelli non scherzavano affatto. Erano tra i più curati e fanatici ed avevano aperto un salone per pelati... ehm... di rada capigliatura... esperti nel lucidare a bowling le capocce degli adepti e nel fare extension alle barbe. Pareva infatti che in quel paesello, ma non solo lì, chi perdeva i capelli si rifacesse con una barba metrica da mullah in vacanza. I Pelatones, Jetta in prima fila e gli altri sette, Gongolo, Brontolo, Ruttolo, Sputolo, Pisolo, Grande Puffo e Stecchino, facevano capolino dietro di lui. Si fecero avanti fino ad arrivare vicino a Wigman e lo guardarono in cagnesco.

- Ho detto guerra - sibilò Jetta - Hai capito bene -

- Un attimo - intervenne Grizzly - Cercavamo di fare un accordo... -

- E dopo che ti ha lanciato l'ascia di guerra lo vuoi ancora, greco? - chiese Jetta

- Dopo quello, io vi stroncherei tutti - rispose Grizzly estraendo il Parlux 3000 e cominciando a sventagliare in giro.

La folla si disperse nel momento in cui Tiger tirò fuori il rasoio multifunzione 'barbabafficapellinaso' Graur Special e in poco tempo il parco fu deserto.

Nelle stradine buie correvano i Greek Bandits, incerti se tornare a casa o porre fine a tutto già quella notte.

Una battaglia epocale finale conveniva? In quel momento?

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Grizzly fremeva, ferito nel corpo e nell'orgoglio, in mano il Parlux 3000 che vibrava come un assiderato a culo nudo in mezzo alla neve. Jaffa... di nuovo lui... la situazione stava precipitando; sperava solo che quella notte potesse definire i territori e la supremazia in Cinisello. Erano rimasti in pochi, le gang se l'erano date a gambe, poteva vederli correre tra le piante del parco, alcuni saltando a bordo di grosse moto, altri sgambettando sugli skates.

-Manda via i tuoi scagnozzi o gli faccio ingoiare tutta la collezione estate di parrucche da spiaggia!- tuonò Wigman, dall'alto dei suo metro e sessantadue. Ruttolo, Sputolo e Stecchino fecero un passo indietro, mentre Grande Puffo, che sovrastava Wigan di tre centimetri si fece avanti. Alle spalle del parruccato comparvero due dei suoi uomini migliori: Lana di Vetro e Ciuffo a Banana, due energumeni dalla chioma plasticata. La tensione era alle stelle, poteva accadere di tutto.

-Fermi!- intimò Grizzly. -Dobbiamo chiarirci, e occorre farlo deponendo le armi-.

-Mai!- urlò Jaffa, attorcigliando la barba intorno al braccio. -Tu Tiger, maledetto pelo nell'uovo, hai iniziato tu a rompere i maroni con le acconciature multi color. E tu, Grizzly, non hai saputo tenerlo a bada, credendo che fosse una meteora e che la gente non si accorgesse che ti stava portando via i clienti. Eri il padrone, ora sei solo un perdente-.

-Già, e con la barba bucata!- l'uscita di Wigman fece esplodere in una risata i suoi uomini e quelli di Tiger.

-Non ti permetto di prendermi per il culo!- Grizzly digrignò i denti.

-Ti sei già preso da solo- lo minacciò Jaffa. -E' tempo di guerra, di nuove regole e di nuovi capi. Io dico di iniziare da ora la lotta al predominio, usando tutte le armi a nostra disposizione!-.

Il Graur Special volò in alto, seguito dal Parlux 3000.

-Che la battaglia abbia inizio!- ruggì Grizzly, alzando il volto alla luna.

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Mentre levava il grido di battaglia, dalla radura del bosco, lampi di fuoco rischiararono il buio. Extension, che fino a quel momento era rimasto nelle retrovie, aiutato da Germano, lanciò bombe di bigodini infiammati con ciocche di capelli finti, debitamente arrotolati. Tiger da parte sua riscaldò la piastra frisee fino a portarla a 250 gradi e la sventagliò nell'aria sfiorando la guancia di Wigman che per reazione, iniziò a colpire i nemici con palle di parrucche dalle lunghe chiome. I pochi scagnozzi che non erano scappati, si pararano davanti a Grizzly cercando di proteggerlo, riparati dai Pro Casco portalitili 6900, armati di ferri arriccia capelli Curve creative. Jaffa dal canto suo scagliò beccucci che si conficcarono nelle caviglie dei nemici e retine per capelli che li fecero inciampare. Nessuna battaglia fu così cruenta come quella che si consumò a Cinisello, ancora oggi nel centro del parco si erge una statua di un phon, per non dimenticare.

Sputolo e Stecchino erano feriti nei capelli e nell'orgoglio, Catfish aveva i capelli completamente bruciacchiati e i capi delle varie band, provati nella spazzola e nella piastra oltre che nell'anima. Lingue di fuoco crepitavano nelle sterpaglie e puzza di bruciato si levava nell'aria, poi solo silenzio. Un urlo improvvisamente ruppe quella calma surreale. Un gruppo di persone, capeggiate dalla moglie del sindaco, si stava avvicinando al campo di battaglia, con le mani infilate nei capelli arruffati. Grizzly, prima di svenire, non potè non notare che tutte quelle persone erano pettinate come degli spaventapasseri.

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Il gruppo di persone si trovò davanti ad uno spettacolo raccappricciante. Parrucchieri conciati in ogni modo possibile: quelli svenuti per la fatica, quelli semi bruciacchiati, pieni di lividi e bitorzoli e vicini a perdere i sensi, quelli che giravano inebetiti brandendo piastre per capelli e che parevano avere bevuto qualcosa di troppo alcolico, quelli che giacevano appoggiati agli alberi con lo sguardo fisso nel vuoto. C'erano capelli dappertutto e anche quelli che prima avevano una folta chioma, ora parevano appartenere tutti alla tribù dei Pelatones. Il terreno era disseminato di spazzole di tutte le grandezze, di piastre per capelli più o meno spaccate, di phon di ogni tipo, di pinze per capelli che parevano venire da galassie sconosciute, di boccette di lozioni andate in pezzi e che, mischiate, spandevano intorno un odore da voltastomaco.

Dal canto suo, il gruppo in arrivo non era certo un bel vedere.

La moglie del sindaco, che di suo portava i capelli abbastanza lunghi, li aveva metà sparati a destra, un quarto a sinistra e il restante quarto era stato rasato a zero. Il colore somigliava a quello di una melagrana andata a male e un ciuffo ribelle che per caso era sfuggito alla rasatura, le si era conficcato in un occhio tanto che doveva tenerlo semichiuso. La signora aveva l'aria di un gatto a cui hanno pestato la coda a più riprese e poco ci mancava che per la rabbia non le uscisse il fumo dal naso.

Le persone che erano con lei, sia uomini che donne, avevano la caratteristica di avere tutti una pettinatura piuttosto improbabile.

Il Sindaco, che portava dei grossi baffoni piegati all'ingiù, ora li aveva attorcigliati alle orecchie, annodati con i capelli e di colore blu elettrico. Il ciuffo bianco di cui tanto si vantava, era diventato tipo il pelo di uno spinone e del colore della zucca troppo matura.

Il Prefetto aveva un'acconciatura da ananas, ma del colore del cetriolo, mentre il capo dei vigili urbani aveva i capelli lisci e sparati ai lati tanto che a vederli da dietro parevano le ali di un Boeing 747.

Il gruppo, arrivato al campo di battaglia, si fermò e la moglie del sindaco iniziò a grugnire mettendosi le mani sui fianchi e battendo per terra il piedino nervoso.

- Razza di grandissimi idioti deficienti - iniziò a gridare - ignorantoni alla massima potenza, decerebrati colossali, deneuronati cronici! Si può sapere che diavolo è passato nelle vostre zucche vuote come il peggior buco nero della galassia? -

Al suono della voce da soprano ringhioso della sindachessa, tutti i parrucchieri rinvennero e la guardarono stupiti, un po' per le urla che lanciava, un po' per le pettinature effettivamente piuttosto originali.

- C..che succede Sua Sindacità? - fece Grizzly con un filo di voce.

- Come osi chiedere cosa succede, greco rincitrullito! Voi e le vostre battaglie del piffero! Siete qui a darvele come dei ragazzini invidiosi e non vi siete accorti che avete lasciato la città in mano ai Centrifugantes! Noi poveri cittadini non abbiamo avuto altra scelta che andare da loro a farci acconciare e guardate che risultato! -

Cercando di non scoppiare in una risata di fronte alle pettinature della signora e del suo seguito, Grizzly si schiarì il vocione baritonale ed immediatamente convocò un summit di tutti i capi di tutte le bande, lì ora un po' sbandati.

Dopo breve consultazione e trattenendo a stento le risa, presero una decisione epocale: dovevano ritornare tutti uniti a ricacciare quei quattro Centrifugantes negli antri da cui provenivano e riprendere in mano, questa volta saldamente e definitivamente insieme, la città di Cinisello Balsamo.

Incalzati dalla sindachessa dal piedino nervoso, raccolsero le loro armi di lavoro e si avviarono risoluti, e anche un po' claudicanti e ridacchianti, verso la città che da lì a poco si sarebbero con sommo onore ripresi.

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