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Una storia di LuigiMaiello

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Voglio scrivere perché …

... e tu perché scrivi?

Pubblicato il 11 aprile 2017

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Voglio scrivere perché mi piace raccontarmi e raccontare

e, in ogni storia, ci metto sempre qualcosa di me.

Voglio scrivere perché mi manca sempre qualcosa,

e scrivendo cerco di riempiere questo vuoto, ma non sempre ci riesco.

Voglio scrivere oggi perché il sole è alto,

mi fa stare bene e ho bisogno di dirlo al mondo; forse domani il sole sarà coperto dalle nuvole e io mi sentirò triste, ma sentirò lo stesso il bisogno di raccontarlo.

Voglio scrivere perché sono timido,

e troppo spesso penso delle cose e poi non le dico: la scrittura mi aiuta, come se fosse una terapia per la mente e per l’anima. La mia è un’esigenza di libertà, perché in quel momento ci siamo solo io e il foglio bianco, che aspetta, con pazienza, le mie parole.

Voglio scrivere perché mi piace leggere,

e mentre leggo mi vengono in mente tante altre storie da raccontare.

Scrivo, perché mi piace.

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Voglio scrivere per dare voce a un cuore che non può esprimersi attraverso le parole ma ha così tanto da dire da non riuscire a tenerselo dentro.

Voglio scrivere per chi se n'é andato, una sera d'autunno uguale a tante altre, e non sa di aver lasciato così tanto.

Voglio scrivere per esprimere le emozioni che navigano nel mio animo in tempesta e che trovano un porto sicuro soltanto quando si imprimono su carta.

Voglio scrivere per immaginare ciò che non è accaduto ma che sarebbe potuto accadere. Scrivo per rendere vivi sentimenti soffocati troppo presto, per dare luce a ciò che non è.

Voglio scrivere per tutte le emozioni non vissute, per portare in vita, anche se per poco, ciò che non è più e non è dato sapere se sarà ancora.

La penna può fare miracoli. Allora scrivo.

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Voglio scrivere perchè posso dar sfogo alla fantasia.

Voglio scrivere perchè posso valutare i pro e i contro

Voglio scrivere perchè con la scrittura posso arrivare al cuore

Voglio scrivere perchè posso far conoscere una parte di me che tengo nascosta

Voglio scrivere perchè mi è sempre piaciuto farlo

Voglio scrivere perchè scrivere non ti fa dimenticare.

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Voglio scrivere perché amo viaggiare

Voglio scrivere perché mi piace conoscere gente sempre nuova

Voglio scrivere perché i personaggi diventano le persone che conosci meglio

Vogli scrivere perché i ricordi diventano più vivi

ma, sopratutto, voglio scrivere perché mi piace essere letta :-)

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Voglio scrivere perché è solo così che riesco ad essere me stesso,

Voglio scrivere perché solo così la gente non giudicherà me, ma le mie opere.

Amo scrivere perché mi piace l'idea che tante donne insieme possano mettere le mani sulla mia opera.

La scrittura è sinonimo d'immortalità, ecco perché scrivo.

Non vengo bene in foto e gli album dei ricordi non si usano più,

allora mostrerò a mio figlio i libri di suo padre,

insegnandogli il modo più vero di essere virili con una penna in mano.

6

(Non) voglio scrivere. Scrivo per dimenticare, per smettere di ascoltare il ronzio di fondo che mi pulsa nell'anima. Scrivo per riversare il nero vissuto trasformato in sillabe incomprensibili su un piano fintamente immacolato. Scrivo per chiudere tra margini ordinati, secondo una mancata ferrea sintassi, il caos che mi sussurra dolcemente nelle orecchie. Scrivo perché la luce abbagliante del foglio deve essere bilanciata dal nero sangue dell'inchiostro.Scrivo perché non ho altra scelta.

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Non voglio scrivere, ma scrivo. A volte senza rendermene conto.

Perché i pensieri e le emozioni, spesso, mi restano incastrate tra anima e pelle.

La bocca resta chiusa e le parole scorrono da sole. Non importa dove, loro volano. A volte leggere e delicate, altre come pugni in pieno viso.

Ho talmente tanto dentro che esploderei e allora lascio uscire tutto: i personaggi, le loro storie, le città, gli addii e gli "ora che ti ho trovato non ti mollo più". Loro escono da me e ci rientrano piano piano, donandomi carezze e nuove sensazioni. E' sempre un viaggio e non sei mai sola.

5

Scrivo e voglio scrivere per allegria, per tristezza, per nostalgia.

perché i ricordi tracimano e gli anni avanzano, per fermare i pensieri

che scappano e le storie che si accavallano e si confondono.

Scrivo perché mi piace far trapelare un po' di me tra le righe

e condividere cosi' le tante emozioni che mi trascinano

in un vissuto mai cosi' chiaro e traboccante di sogni giovani.

Scrivo perché devo, perche voglio perché é un vizio assurdo,

per raccontare a chi mi ama favole sciocche o tristi verità,

per raccontarmi storie impossibili e speranze irraggiungibili.

Scrivo perché é primavera e le anatre là fuori starnazzano

per amore, perché il mio cane russa in tutta la sua vecchiaia

finalmente serena accanto a me, perché sono felice di essere

come sono: forse poetessa e forse scrittrice, ma certamente

scrivo perché vivo e questo mi riempie di gratitudine.

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Voglio scrivere per raccontare gli sguardi dei miei figli, e anche i loro sorrisi.

Voglio scrivere per ricordare le parole mai pronunciate, le lacrime versate in silenzio, i sentimenti taciuti.

Voglio scrivere quando non lo so spiegare a voce.

Voglio scrivere perché se nulla funziona a lenire le ferite, la scrittura, invece, sì.

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Perchè un foglio bianco non ha ragione di esistere se non è arricchito di parole,

di sogni ed emozioni che scendono nel cuore e risplendono nel sole.

Perchè la voglia esplode in ogni momento, mentri osservi il mondo,

e vuoi serbar per sempre quel momento nel profondo.

Perchè così siam fatti, noi che sogniamo tutto il giorno,

che lasciamo scivolare ciò che ci gira intorno.

Perchè è bello, dona pace e ci rende propensi ad ascoltare

ciò che per gli altri sono solo chiacchere, buone da mangiare.

Voglio scrivere per sempre e non smettere di osare,

perchè dietro ad ogni storia c'è unlettore che ci attende,

e non sai che cosa vuole, ma tutto ciò che gli puoi dare

sono storie raccontate dentro cui lui ci si perde.

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Voglio scrivere perché mi fa sentire Dio, in un mondo in cui i personaggi e i loro sogni appartengono a me, perfino le leggi della fisica si piegano a un mio capriccio narrativo.

Voglio scrivere perché mi piace pensare che un giorno un ragazzino, in viaggio con la famiglia, guarderà fuori dal finestrino e incomincerà a fantasticare coi personaggi da me creati, immaginandosi parte di quel mondo.

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Voglio scrivere per dar vita ad altre vite, altri pensieri, altri cuori pulsanti. Perchè, certe volte, le parole scritte sanno esprimere meglio di quello che pensiamo, quello che abbiamo dentro. Perché ci serve per capirlo, quello che abbiamo dentro.

Voglio scrivere perché è bello far emozionare gli altri, regalare un attimo di distrazione dai problemi che abitano il quotidiano, far si che, anche gli altri, vedano, sentano e provino quello che mi immagino vivano i personaggi che nascono nella mia mente.

Voglio scrivere perché credo sia un dono, che, condiviso, possa giovare anche a qualcun altro.

Voglio scrivere perché la capacità di toccare i cuori, la scrittura ce l’ha al pari dell’arte, della musica, della natura...perché la scrittura è qualcosa che ci permette di non morire mai, di lasciare un po’ di noi in ogni riga scritta e ritrovata solo molto tempo dopo, distrattamente, in un cassetto chiuso, in un diario colorato, in un biglietto d’auguri spuntato fuori da uno scatolone e… allora torniamo di nuovo a quel momento. C’è qualcosa di più potente di un sentimento scritto? Di una lettera in cui esprimiamo, tra le lacrime o pieni di gioia, i desideri, i sogni, le paure che sentiamo?

C’è quindi qualcosa di più prezioso di un ricordo scritto?

Io voglio scrivere per questo.

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Voglio scrivere perchè mi piace l'odore delle parole: sentirle vagire come bimbe e sgambettare a rovesciare l'orizzonte: giù, su, a destra, a sinistra s'affacciano come campi di sole in mezzo all'inchiostro.

Voglio scrivere perchè ho dentro un silenzio che non può tacere: è quando si rannicchia e si accartoccia che il mondo esce come pioggia e si gonfia di colori.

Voglio scrivere perchè somiglio al mare e ad ogni risacca nel gomito di un'onda urla l'uomo la sua debolezza e fragilità.

Voglio scrivere perchè prendo il cuore e lo spalmo su ogni foglio per sentirlo vivere: e sono stelo d'erba, e azzurrocielo e rossopassione e nerotenebra.

Voglio scrivere perchè siamo storie che non devono smarrirsi, bellezze ineccepibili da sfidare, radici d'anima da far splendere e condurre ovunque.

Voglio scrivere perchè nel lago degli occhi di ogni attimo colgo la direzione e il biancore è un lenzuolo immacolato in cui avvolgermi, felice.

Voglio scrivere perchè in capo al vento ho bisogno di emozioni, di un rumore che non urge, fino alle stelle.

Voglio scrivere per continuare a ridere nella mia seconda pelle, avida di radici, di cammini e di impronte.

Voglio scrivere perchè imparo a volare fra le braccia delle intuizioni e mi vedo fiorire tra le pennellate d'un immenso divenire.

Voglio scrivere perchè gli sguardi non sono mai spazi angusti e lì s'annidano promesse e domani.

Voglio scrivere perchè il tempo non deve viaggiare sottovoce ma ad alto volume raggranellando briciole d'amore.

Voglio scrivere perchè non sono un punto fermo, ma un punto sospeso pronto a farsi storia.

Voglio scrivere oggi, domani, sempre!

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Voglio scrivere per non morire. Morire, dentro, come chi perde se stesso nei passi stanchi lungo le strade di una città che copre, con i rumori, i pensieri.

Voglio scrivere perchè non so chi sono e ogni personaggio che disegno urla qualcosa di me.

Voglio scrivere per la pigrizia dell'anima, per il sopire del fanciullino, per il buio che oscura ogni colore.

Voglio scrivere per la bellezza, che è ovunque, che è in me, per non morire, mai!

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Voglio scrivere per me stessa, per riempire quello spazio vuoto.

Voglio scrivere per non avere più paura, per chiudere le parentesi lasciate aperte, per sentire l'odore della carta mentre si macchia d'inchiostro.

Voglio scrivere perchè quell'inchiostro sporchi anche le mie dita, in modo che non siano più uguali a prima e che si riconoscano in mezzo ad altre dita.

Voglio scrivere per poter rileggere e poter dare, ogni volta, un'interpretazione diversa a quelle parole.

Voglio scrivere per avere altre vite, per potermi guardare con gli occhi di un altro e per potermi innamorare ogni volta come fosse la prima.

Perchè voglio scrivere? Per non smettere mai di sperare.

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Scrivo la vita che attraversa me.

Vive in quello che vedo e lo esterna davanti ai miei passi rendendo tutto diverso dalla realtà. Non credo solo nelle cose che vedo ma le trascrivo come la mia lucida follia le descrive dentro me. Scrivo perché il nero su bianco resta indelebile nella mente e riaffiora anche a distanza di anni, anche se non l'ho scritto io. Mi sveglio di notte e potrei scrivere un libro di getto e tante sono le pagine che potrei far vivere e che poi perdo, nella confusione giornaliera in cui viviamo. Mi lascio distrarre da troppe cose. L'importante è non perdersi, ma vivere in ogni emozione che trasmette il pensiero e questo diventa un alleggerirsi di tanti pesi dell'anima. Ho sempre, fin da piccolo, trovato il libro un espediente alla mia pigrizia di non scrivere, era già stato scritto, non potevo descrivere meglio quello che era così ben definito, invece lo scrivere cose mie, con quella lucida follia, diventa addirittura liberatorio, perché si trova tra me e chi legge, diventando così l'anello mancante per far riprendere a funzionare la mente che non riposa tranquilla, perché superaffollata tra cose da fare e cose da dire.

Per questo scrivo, libero la mente!

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Scrivo, da sempre, perché ne ho bisogno, è un'esigenza primaria e fondamentale.

Scrivo perché non racconto a nessuno i miei segreti e i miei desideri, se non al foglio bianco che ho davanti, che non giudica e non consiglia, ma accoglie solamente.

Alcune cose le rendo pubbliche, altre le tengo in me, come uno scrigno in cui custodisco i miei tesori, come un mare in cui poter nuotare quando ne avverto la necessità.

Scrivo perché altrimenti esploderei, è il mio bisogno di comunicare con gli altri in un modo tutto mio. Scrivo per raccontare i sentimenti, il mio modo di vedere il mondo e le persone.

Scrivo per allontanare o "tenere a bada" quella malinconia e quel senso di "incompiuto" che da sempre mi accompagna in tutto quello che faccio.

Scrivo, soprattutto per me, ma se condivido, se piace quello che scrivo, e magari aiuta qualcuno a sentirsi meno solo e incompreso, allora sono felice.

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S#coprendoci

C#reativi

R#ealizziamo,

I#ncuriositi,

V#itali

E#spressioni,

R#egalando

E#mozioni.

Ho voglia di scrivere? Credo di si, le pagine bianche non mancano, basta riempirle senza preoccuparci se verranno lette, importa solo se si ha qualcosa da dire, qualcuno ci ascolterà.

3

Tempo per scrivere? Ne trovo sempre. Anche se è poco, davvero troppo poco. Istanti brevi che passano in un baleno, ore che diventano giorni, persino anni. Battiti lenti e regolari risvegliano le emozioni da un lungo letargo. È così che nasce un libro. Da una metamorfosi che non ti aspetti. Un bozzolo di seta che un giorno sarà farfalla, un uovo che si schiude, un fiore che si risveglia da un lungo inverno all'ombra di una quercia, il velo di una sposa che ne copre il volto.

La verità è che i libri sono vivi e possiedono una loro Natura, un'anima nascosta tra le righe. Possiedono ali di coccinelle, e con un po' di fantasia, si possono anche vedere queste ali colorate. Spesso sono fragili, leggere e trasparenti, pronte a spiccare il volo e ad andare lontano. Sulle pagine di un libro si possono raccontare tratti di vite sconosciute e un equilibrio cercato e perduto senza neppure saperlo.

Scrivendo si prova a fermare il tempo...

Tempo speso bene oppure male, tempo che passa, o che si mette di traverso quando vorresti scappare via, da tutto e da tutti.

Tempo per scrivere

Tempo come acqua di un fiume, che cambia a ogni passaggio e non è mai la stessa

tempo mutevole come la vita delle parole scritte.

Un tempo creduto inutile, al quale non si sa dare un peso. Già, lui si ferma dove gli pare, dove ci sono i sogni e i desideri e poi anche sul dolore e sulla gioia. Non sempre gode dell'infinito e non sempre ama essere misurato, anzi... esso ama ribellarsi allo spazio imposto. Fa assaporare l'eternità ai libri e alle poesie e poi fugge, reo di un passaggio effimero e inafferrabile.

È nelle emozioni scritte che si sente appagato e invincibile, quelle emozioni che partono e se ne vanno ovunque, senza bagagli e senza orari, senza treni e senza stazioni; finiscono tra le mani di altri e trovano un modo per restare, come una macchia di caffè su una tovaglia, come nuvole in cielo in attesa di una pioggia liberatoria, come una barca che approda in un porto che sicuro non è quasi mai. Le storie attraversano boschi e pianure, strade interminabili, anche se a condurle sono i passi stanchi e incerti di uno scrittore all'esordio. I libri aiutano a conoscere i sentieri meno battuti, quelli senza pietre, in cui i serpenti scappano al minimo rumore.

Il tempo non conosce una forma sui libri...

Può essere mare, può essere luna, può essere lucciola su fili d'erba al buio, pesce o tartaruga, e nuotarci dentro, aspettando che arrivi un'onda a portare via i ricordi, per condurli dove nessuno sa con la forza del vento, dove non ci sono ancore, dove avresti sempre voluto andare a vedere come si sta.

Scrivo quando fuori piove e me ne frego delle gocce che sporcano i vetri. Quando scrivo non c'è nebbia che tenga, non ci sono temporali, non esiste neve gelida che possa arrestare la mia corsa. Quando scrivo dimentico ciò che è stato.

I pensieri si rincorrono e poi giocano a stare bene con la solitudine. La magia delle parole è nelle tasche, nelle scarpe, nelle fiabe, su una lampadina che scotta, su quei fogli che uso per proteggere me stessa dal resto del mondo.

La scrittura è quel silenzio che tace nella mia stanza piena di parole che fluttuano nell'aria come piccoli aeroplani di carta. Intanto passano le macchine nei vicoli, ma io scrivo.

E me ne frego del frastuono, continuo a scrivere e non mi accorgo del mondo fuori, del tempo che passa inesorabile.

3

Scrivo perchè non so fare altrimenti, perchè quando scrivo si discioglie la parte di me stessa che odio, perchè riesco ad essere chi voglio e anche chi non vorrei.Perchè scrivere mi rende libera e prigioniera, è una psicoanalisi continua, un emettere fuori cose che nessuno conosce rivestite da una maschera spessa di finzione.Perchè scrivere mi fa sentire qualcuno, qualcosa, mi regala un'identità fissa e rettilinea. Mi permette di sporcarmi le mani, il cuore, la pelle, più di quanto lo sporco che mi alberga dentro non faccia. Scrivo perchè non sono nient'altro che questo, perchè so di essere inchiostro e carta e mi va bene così.

3

Voglio scrivere per saltare lo scalino che separa le parole nella mia testa da quelle sul foglio.

Voglio scrivere per uscire da me stessa e incontrare gli altri.

Voglio scrivere per continuare a studiare e imparare.

Voglio scrivere per fare ordine.

È una cosa che ha a che fare con le mappe e con qualcosa che si è rotto... Ma non l’ho capito subito.

Da piccola mi veniva facile: che fossero lucertole su un muro caldo di sole o panni stesi al vento, diventavano parole. Pensierini, favole, temi, poesie, riassunti, schemi e contro-schemi. Il canale della scrittura era aperto e le parole scorrevano libere.

Poi è diventato difficile, parecchio difficile, e credevo fosse incapacità e perdita d’ispirazione. Si era rotto qualcosa fuori e, di riflesso, anche dentro. Qualcosa che aveva chiuso i miei canali di comunicazione. Ma non per questo le parole avevano smesso di affascinarmi.

Al primo corso di scrittura autobiografica capii che si scrive di sé anche quando si scrive di tutt’altro. Niente a che vedere con le pagine di un diario, ma col filtro che ognuno applica al mondo: una questione di osservazione e punti di vista, di scelte e di riscrittura. Un lavorio ben diverso dal mito dello scrittore ispirato che mi ero creata! C’era da selezionare e da plasmare un materiale, spesso ingarbugliato, in una storia con un inizio e una fine, coi suoi snodi e la sua evoluzione. E in questo stava la possibilità di aggiustare qualcosa che era andato rotto nella vita reale, anche a dispetto degli happy end!

Anni dopo, un altro corso e un insegnante che paragonò la narrazione all’atto del mappare un territorio: individuare un centro, un nord e un sud, scegliere una scala di riferimento, circoscrivere uno spazio e guardarci dentro, decidere cosa rappresentare e come rappresentarlo. Una rivelazione!

Mappare e aggiustare cose rotte... Cercare un ordine, che poi è anche cercare un senso…

Credo sia proprio per questo che voglio scrivere: perché fra le pagine e dentro le storie, il mondo riesce a farmi meno paura.

2

Voglio scrivere perchè sono condannata a tirar fuori parole dal mio cuore sanguinante, cercando conforto in lettere nere che facciano avvicinare chi le legge alla mia anima.

2

Viaggiare in una nave spaziale in compagnia di alieni viola ex guerrafondai che parlano una lingua che conosco solo io.

Conquistare nazioni sparando barzellette squallide ma che fanno sbellicare anche i sassi.

Correre all'indietro arrivando primo in una gara di canottaggio di ubriachi.

Salire in cima a una montagna fatta di idee scartate.

Nuotare in un oceano surreale e fantastico per poi affogare in un mare di risate.

Perdermi e ritrovarmi tra i riflessi dei ricordi.

Accompagnare chi mi legge in un mondo nuovo.

Nel mio mondo.

Ecco, io scrivo anche per questo.

3

Hai mai provato a fermare un fiume? Hai mai pensato di diventare una diga per il solo tentativo di bloccare l'acqua? Hai mai provato ad alzarti sulle punte per toccare il cielo, non l'aria, il cielo. Hai mai provato a reggere il peso delle nuvole sulle tue spalle di bambina o di uomo? Hai mai provato a respirare tutte le molecole, a scinderne gli atomi per sentirli attraversare le narici e invadere i tuoi interni? Hai mai pensato di poter chiudere gli occhi e trovarti in Africa? Hai mai provato a posare i piedi su una terra sconosciuta?

Hai mai osservato un fiore dalla notte al giorno, petali chiusi, serrati, aprirsi alla brina, al primo sole e stiracchiarsi come braccia leggere e profumate? Hai mai pensato di avere il tempo per vivere?

I pensieri di Ania rumoreggiavano nel suo animo mentre rotolava, la faccia serrata tra le braccia per evitare graffi e segni che l'avrebbero tradita davanti a sua madre. Lo specchio d'acqua l'accolse, generoso e umido, tra le sue onde di creta verde, increspate sulla sua testa. Inghiottita dal suo mondo, Ania trovò, forse, le risposte alle sue domande.

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Scrivo perché leggo. Si, sembrerà insolito, ma leggere mi scatena una serie di sensazioni che mi inducono a volere, a mia volta, regalare a chi mi legge.

1

Voglio scrivere per dare ordine; per dare un senso a quello che mi passa per la testa, indicizzarlo, catalogarlo, settorarlo.Collezionarlo.E chi scrive come me, o almeno come provo a fare, sa benissimo che è quasi terapeutico alla sera, con una bella tazza di tè accanto e musica in diffusione su cui appoggiarsi.

Dopo una dura giornata di lavoro è ciò che ci vuole per svuotarsi, per calmare l'animo turbato e cominciare a creare.

Sì, creare.

Perché chi scrive, oltre a una grande sensibilità ha anche una magniloquente mania di grandezza insita.

Scrivere mi fa sentire un po' il padreterno; il solo poter pensare di condizionare la vita di un mio personaggio è eccitante. Una responsabilità di cui non riesco a fare a meno e di cui, se solo lui ne avesse la possibilità, sono sicuro mi pentirei.

In sostanza...

scrivo perché lì posso e qui no. E dopo aver scritto sono sempre un po' più neutrale e perfetto, più asciutto dentro.

Più consapevole.

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