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Una storia di altheah65

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IL GIRASOLE D'ARGENTO

Pubblicato il 28 giugno 2017

Sapete cosa sono i girasoli? Sono dei fiori gialli, molto alti, che hanno la particolarità di seguire con la loro corona, durante il giorno, lo spostamento del sole da est dove sorge, ad ovest dove tramonta.

Ebbene, in un paesino della campagna toscana, nei pressi di un agriturismo, c'è un bellissimo campo di girasoli.

Non è un campo di girasoli qualunque, ma il più bel campo di girasoli di tutta la regione.

E' così bello, che ogni anno nel periodo estivo, molti pittori si recano all'agriturismo, per poterlo usare come soggetto dei loro quadri.

Naturalmente il proprietario dell'agriturismo, il signor Attilio, è ben felice del ritorno economico che ha permettendo ai frequentatori dell'agriturismo di ritrarre i suoi magnifici girasoli, ed a questo scopo ha costruito sopra al vecchio fienile, un bel terrazzone da cui si può ammirare tutto il campo.

Anche quest'anno, all'agriturismo sono già fioccate le prenotazioni in vista della bella stagione, e i girasoli sono pronti per la loro esibizione.

Infatti, in una bella mattina di sole, il signor Attilio sale sul terrazzo e dall'alto comincia a vedere nel campo, ampie macchie con sfumature che vanno dal giallo all'arancione, segno che i girasoli hanno iniziato a sbocciare.

Nel giro di pochi giorni, tutti i le fiori si schiudono, mostrando al sole le loro splendide corone dorate.

Stamani, il signor Attilio, per godersi questo scenario, come al solito sale in terrazza e da lassù contempla il paesaggio.

E' magnifico. Davanti ai suoi occhi c'è una distesa dorata, perfettamente esposta al sole, con le ampie corone ben in mostra.

Il signor Attilio gonfia il petto in un impeto di orgoglio, poi il suo sguardo si sofferma su un puntino scuro che si staglia proprio in mezzo al campo.

Cosa c'è lì? Pensa tra se il proprietario. Da quella distanza non riesce a distinguere bene, e allora decide di andare a vedere da vicino.

Scende dal terrazzo e si addentra dentro al campo.

Cammina per un po' in mezzo ai girasoli, che sono altissimi, quasi quanto lui, e per questo non riesce bene a ritrovare il punto esatto in cui ha notato qualcosa di diverso.

Gira per un po', sbirciando in qua e là, poi finalmente lo vede.

Eccolo lì. E' un girasole che non si è ancora schiuso.

Come mai? - pensa, - eppure è alto quanto gli altri ed è anche robusto allo stesso modo, non capisco perché non è ancora fiorito. Boh, forse domani.

All'indomani, il signor Attilio sale di nuovo sulla terrazza per controllare la situazione, e subito vede che il girasole non si è schiuso neppure quella mattina.

La stessa scena si ripete anche nei giorni seguenti.

Dopo tre giorni, preoccupato, il signor Attilio chiama sua moglie per fargli vedere quello che accade, e chiedere un suo parere:

Tu cosa ne pensi, Caterina?

Probabilmente è ammalato. Magari qualche parassita delle piante lo ha infettato. Credo che dovrai estirparlo, prima che infetti anche le altre piante, rovinando tutto il campo.

Ma l'ho guardato bene, a me sembra perfetto, è solo che non si schiude.

Allora non so cosa dirti. Forse è solo...come dire? Un po' ...lento.

Forse ai ragione tu, magari basterà aspettare solo ancora qualche giorno.

Ma i giorni passano, e le cose non cambiano.

Intanto, come ogni anno, all'agriturismo, sono arrivati i pittori per ritrarre il nuovo campo.

Ma anche loro, dall'alto della terrazza hanno notato quella macchia scura proprio in mezzo alla distesa gialla, ed hanno storto un po' il naso, non considerando più così perfetto il campo.

- E' solo questione di aspettare un paio di giorni. Poi vedrete che anche lui si aprirà. - li rassicura il signor Attilio. Ma in cuor suo comincia a dubitare che sarebbe avvenuto.

Sarà meglio che tu ti decida ad estirpare quel girasole, - gli disse una sera la moglie, - rischiamo di perdere i clienti. Se il campo di girasoli non piace più come prima, i pittori se ne andranno a cercarne un altro.

Hai ragione, però un po' mi dispiace distruggerlo solo perché non riesco a capire cosa c'è che non va.

Allora cosa vuoi fare?

Potrei chiamare qualche esperto di piante.

Va bene, ma fai in fretta, prima che perdiamo tutti i clienti.

L'indomani di buon ora, il signor Attilio, contattò un agronomo piuttosto famoso, esperto proprio in girasoli, che accettò di visionare il fiore e si recò in giornata all'agriturismo.

Dopo aver osservato attentamente il girasole, averlo misurato in ogni sua parte, aver analizzato alcune foglie e alcuni petali, l'agronomo è pronto per esprimere la sua diagnosi:

Mi dispiace, ma sinceramente non so proprio dirle cosa c'è che non va. E indubbio che questo fiore non sta bene, lo dimostra il fatto che non è come glia altri. E' diverso. Anche se non ho riscontrato alcuna presenza di parassiti o di comuni malattie che colpiscono le piante.

E allora perché non si schiude? - chiede il signor Attilio.

Mi dispiace ma non lo so. Forse è come dire, ...difettoso. A volte succede sa, dopotutto la natura è strana. Succede anche con le persone, che ogni tanto qualcuno nasca non proprio perfetto perfetto. Probabilmente questo girasole è nato così e non ci si può far nulla. Temo che non fiorirà mai.

Ma come non c'è una cura?

Temo di no. Dovrà tenerselo così, oppure visto che esteticamente non è il massimo può sempre decidere di strapparlo e buttarlo via. In fondo non è che un fiore.

Ma è contagioso?

Credo di no. Ma chi può dirlo? Non si sa mai. Strano è strano.

Il famoso agronomo, detto questo se ne va, lasciando il signor Attilio alle prese con il solito dilemma: estirpare il girasole oppure no?

Allora cosa farai? - Chiede la moglie, la sera.

Non mi resta altra scelta, domani lo strapperò via e lo getterò alle ortiche. Però devo dire che mi dispiace. C'è qualcosa in tutta questa faccenda che non mi convince.

Stai facendo un dramma per uno stupido fiore.

Te l'ho detto. Mi piacerebbe capire perché non si schiude, sono sicuro che c'è un motivo.

Lascia perdere i tuoi dubbi, e domani fai quello che devi fare. Adesso andiamo a dormire, domattina ci alzeremo presto e la faremo finita con questa storia. Oh, guarda che se non lo togli tu dal campo ci penserò io! Non ho nessuna intenzione di perdere i nostri clienti pittori per colpa di un fiore “strano”.

La notte, però, il signor Attilio non riesce a prendere sonno, e si gira e si rigira nel letto.

Te lo avevo detto di non mangiare tutti quei peperoni, Attilio. - sentenzia sbuffando la moglie, infastidita da tanto movimento.

Ma il signor Attilio lo sa che il problema non sono i peperoni, ma è il pensiero di quel girasole a tenerlo sveglio. Non se la sente proprio di buttarlo via solo perché non si è ancora schiuso.

Dalla finestra della sua camera, il signor Attilio vede una bellissima luna piena, e visto che non riesce a prendere sonno, decide di alzarsi per guardarla meglio.

Il suo sguardo si posa anche sul suo bel campo. I girasoli a quell'ora della notte sembrano tanti pugni chiusi, con le loro teste reclinate, pare che dormano, e il campo è di un colore marrone scuro,... tranne che in un punto.

Là in mezzo, c'è come un bagliore argenteo che si staglia verso il cielo.

Ma cos'è? - pensa il signor Attilio - Ma no, non è possibile. Non ci posso credere! Caterina, Caterina, vieni a vedere!

Cosa c'è? Cos'hai da urlare così a quest'ora?

Alzati Caterina, e vieni a vedere. Non crederai ai tuoi occhi.

La moglie si avvicina alla finestra, e dopo essersi stropicciata bene gli occhi esclama:

Non è possibile. E' sbocciato!

Già! – esclama il marito. - E' sbocciato stanotte, e guarda come è bello da solo in mezzo al prato, illuminato dalla luna, sembra...un girasole d'argento!

Hai ragione è bellissimo. - concorda la moglie commossa e soprattutto sollevata che il problema sia finalmente risolto.

Restano ammirati a guardare il girasole, e quando tornano a dormire, il signor Attilio è così contento che il suo fiore sia finalmente sbocciato e che quindi l'indomani non dovrà distruggerlo, che si addormenta sereno come un bambino.

Il mattino dopo, racconta agli ospiti come finalmente il fiore si sia aperto, e si dice sicuro che da quella mattina il campo sia ritornato perfetto in tutte le sue parti come lo era stato negli anni precedenti.

Come la invidio signor Attilio, mi dispiace non aver visto anche io il girasole aperto questa notte, mi sarebbe piaciuto ritrarlo. Un girasole aperto alla luce della luna. Sarebbe stato un soggetto fantastico per un quadro. - afferma uno dei pittori ospiti.

Le prometto signor Antonio, che se mai risuccederà, correrò ad avvertirla. Magari chissà il prossimo anno potrebbe accadere di nuovo.

Sinceramente lo spero, signor Attilio. Sarà un'occasione da non perdere.

Anche gli altri artisti furono dello stesso avviso. Nessuno aveva mai ritratto un girasole aperto alla luce della luna.

Chissà mai che strano fenomeno era stato quello.

Beh, ormai era andata. Non resta altro da fare che godersi il campo di giorno con finalmente tutti i suoi fiori ben aperti, e così tutti si affrettano a prendere tele e pennelli ed a salire in terrazza, pronti per mettersi all'opera.

Ma la sorpresa è grande quando osservando il campo, tutti notano che il solito girasole, anche quella mattina è chiuso.

Ma non è possibile! - dice il signor Attilio. - Eppure stanotte si è aperto. Che storia è mai questa?

Nessuno è in grado di dare una spiegazione, e un po' a malincuore i pittori si mettono al lavoro, pur senza il solito entusiasmo. I loro sguardi però sono puntualmente attratti da quella piccola macchia scura in mezzo al campo, che inevitabilmente stona in mezzo a tanto giallo e rovina i loro dipinti.

Addirittura un paio di pittori decidono di fare un giro per le campagne intorno in cerca di qualche altra ispirazione, lasciando così l'agriturismo.

La signora Caterina indispettita dall'accaduto, intima al marito di sbarazzarsi una volta per tutte di quel fiore.

Domani, Caterina. Te lo prometto. - Acconsente seppure a malincuore il signor Attilio.

Cala la sera, e tutti all'agriturismo si sono già ritirati nelle loro camere per la notte. Anche stanotte c'è la luna piena, e prima di coricarsi il signor Attilio vuole dare un occhiata fuori dalla finestra.

Che mi venga un colpo! E' fiorito di nuovo! - Fuori, in mezzo al campo, alla luce della luna si staglia fiero il girasole. Con tutta la sua corona ben aperta. - Caterina svegliati! Guarda!

Ma che succede? Attilio, hai deciso di non farmi più dormire una notte intera?

Non è tempo di dormire, Caterina. Corri a svegliare il signor Paoli, e digli di raggiungermi sul terrazzo.

Ma perché?

Come perché, guarda fuori!

La signora si affaccia a sua volta e lo vede anche lei, la in mezzo, come la sera precedente il girasole è completamente aperto.

Seppure ancora un po' confusa, la signora Caterina non perde tempo, si veste in tutta fretta e corre ad avvertire il Signor Paoli come le ha detto il marito, che intanto è salito sul terrazzo.

Il pittore raggiunge il signor Attilio e resta sbalordito alla vista di tanta bellezza.

E' uno spettacolo magnifico! Signor Attilio, le assicurò che ho mai visto niente di simile. Un girasole aperto di notte. Devo ritrarlo, prima che si richiuda. - E detto questo torna di corsa in camera sua a prendere il suo cavalletto e i suoi colori per iniziare l'opera immediatamente.

Tutto questo trambusto, sveglia anche gli altri artisti che incuriositi seguono il collega sul terrazzo.

E' solo un susseguirsi di – Ohhhhh!!! - di meraviglia alla vista del girasole, che solitario se ne sta in mezzo al campo completamente illuminato dai raggi della luna che rendono i suoi petali argentei.

A poco a poco il terrazzo si riempie di cavalletti, tele e pennelli. Tutti i pittori sono intenti a ritrarre quella visione, e vi si dedicano fino alle prime luci dell'alba, quando piano piano il girasole si richiude, mentre in contemporanea i suoi simili cominciano il loro lento risveglio.

La mattina, durante la colazione il chiacchiericcio dei commensali, riempie la sala da pranzo. L'argomento è uno solo: lo spettacolo a cui hanno assistito quella notte.

Signor Attilio, crede che il girasole si schiuderà anche questa notte? Non ho ancora finito il mio quadro, e mi piacerebbe riosservarlo con attenzione.

Non lo so, mi dispiace, ma non so proprio cosa dirle. - risponde il signor Attilio, aggirandosi tra i tavoli.

Io nel dubbio ho scattato delle foto, così posso riosservare il soggetto quando voglio.

Bravo, Signor Antonio. Ha avuto proprio una bella idea. Le dispiace se anche io do un occhiata alle sue foto? Ci sono un paio di particolari che vorrei controllare.

Non c'è problema Signor Fabrizio, quando vuole. Comunque spero anche io che il fiore si schiuda di nuovo questa notte. Non vedo l'ora che faccia buio.

La giornata trascorre così, con i pittori intenti a ritoccare i loro quadri o a sonnecchiare in giardino all'ombra degli alberi, in attesa della sera.

Man mano che ci si avvicina all'ora del tramonto, una leggera eccitazione comincia a diffondersi tra gli ospiti dell'agriturismo.

A cena, in diversi sbocconcellano senza appetito, guardando impazienti fuori dalla finestra, il sole che tramonta.

A questo punto si spostano tutti sul terrazzo, armati di pennelli e di qualche macchina fotografica, i più siedono su delle seggioline pieghevoli, qualcun altro come il signor Attilio, attende in piedi appoggiato alla balaustra del terrazzo.

Purtroppo ci sono delle nuvole stasera, una in particolare nasconde la luna.

Sul terrazzo, né i pittori, né il Signor Attilio, riescono a nascondere la loro delusione per il mancato spettacolo, ma quando ormai stanno quasi per lasciare il terrazzo sconsolati, si alza un leggero venticello che piano piano sposta la nuvola.

Il disco argentato a poco a poco mostra la sua faccia e una volta completamente scoperto irradia con i suoi raggi argentei il campo. I suoi riflessi di poggiano sui contorni dei girasoli che dormono con le loro chiome chiuse. Solo uno, a poco a poco sembra risvegliarsi dal suo sonno, schiudendo la sua corona e mostrandola alla luna, lasciando che questa la colori con le sfumature dell'argento, proprio come fanno i pittori con i loro quadri.

Sulla terrazza tutti sono rapiti dalla unicità di tale gesto e nel giro di pochi minuti il terrazzo si rianima di attività e di commenti.

Il signor Attilio si aggira tra le postazioni dei pittori, e osserva incuriosito le loro opere.

Signor Antonio, è un quadro bellissimo!

Trova signor Attilio? Piace molto anche a me. Ho deciso che lo intitolerò “il girasole solitario”.

Direi che il nome si adatta perfettamente alla sua opera. Anche il suo signor Fabrizio è molto bello. Ha deciso il titolo?

Si, s'intitolerà “Il girasole d'argento”. Le piace?

Stupendo. Effettivamente i raggi della luna gli donano dei riflessi argentei molto suggestivi.

Venga a vedere il mio, Signor Attilio. Lo intitolerò ”Assolo di girasole”.

E' molto bello anche il suo, Signor Paoli. Onestamente non saprei quale scegliere, sono tutti così belli ed originali...

E' il soggetto che è originale, signor Attilio. Ed è un vero piacere lavorare all'aria fresca della notte.

Tra un po', se lo gradite, vi farò preparare del caffè da mia moglie.

Già che ci siamo signor Attilio, perché non anche uno spuntino, a me questa arietta ha messo un po' di appetito.

Questa si che è una bella idea signor Antonio! - concordarono gli altri artisti.

Allora vi lascio al vostro lavoro e scendo in cucina a dare una mano a mia moglie per prepararvi qualcosa di sfizioso.

Il signor Attilio torna dopo un oretta, portando caffè caldo e qualche tramezzino, che gli artisti divorano in men che non si dica.

Per altre tre notti si ripete la stessa scena, gli artisti al tramonto si recano sul terrazzo aspettando che il girasole si schiuda e vi restano fino all'alba, quando il girasole si richiude su se stesso.

In breve tempo la notizia del girasole che sboccia la notte fa il giro del paese e dei dintorni. Le richieste di soggiorno presso l'agriturismo triplicano. Ormai non ci sono più stanze libere, ed ogni sera è pieno anche il ristorante: sono molte le persone che si recano all'agriturismo per salire dopo cena sul terrazzo ed ammirare lo “strano” girasole.

Il signor Attilio e la signora Caterina guadagnano come non mai.

Ma se la signora Caterina è euforica, il signor Attilio non è del tutto soddisfatto.

C'è qualcosa, dentro la sua testolina, che non gli fa godere appieno di tale successo.

La mattina, quando i pittori sono ormai andati a dormire, dopo aver lavorato tutta la notte e gli altri clienti occasionali se ne sono andati, lui va in mezzo al campo accanto al suo ormai famoso girasole. Lo osserva, lo accarezza e sicuro che nessuno lo senta, gli fa sempre la stessa domanda:

Perché sei così diverso dagli altri girasole?

Cosa fai qui, Attilio? - gli chiede la moglie una mattina, dopo averlo raggiunto in mezzo al campo. - Mi hai fatto preoccupare, non riuscivo a trovarti da nessuna parte, poi sono salita sul terrazzo e ti ho visto qui, vicino al girasole.

Ogni tanto vengo qui a parlargli.

A parlare a chi?

A lui. Al girasole.

Ma sei impazzito Attilio? Cosa speri, che ti risponda?

Magari...

E cosa dovrebbe dirti?

Perché sboccia quando tutti gli altri si richiudono. Cosa c'è di diverso in lui? Mi piacerebbe capire.

Ma cosa vuoi che ci sia da capire, te l'ha detto anche l'agronomo, è solo...diverso. E' nato così, probabilmente non c'è un perché.

A tutto c'è un perché. Anche chi nasce diverso ha un suo perché ed anche, come in questo caso, una sua bellezza. E a me piacerebbe tanto sapere il perché.

Fa un po' come ti pare. Secondo me puoi stare qui quanto vuoi, ma non troverai nessuna risposta. Stai solo perdendo tempo, invece di goderti la fortuna che ci è capitata.

Dopo che la moglie se ne è andata, il signor Attilio si avvicina al suo girasole e lo accarezza, sussurrandogli:

Io lo so che non sei solo diverso. Sei bellissimo e sono sicuro che c'è un motivo in quello che fai. Parlami.

In quel momento una piccola folata di vento, soffia tra gli alti steli dei girasoli, e provoca come un sussurro. Il signor Attilio, trattiene il fiato, convinto di aver sentito qualcosa. Un'altra folata di vento diffonde lo stesso suono...

al signor Attilio sembra di distinguere distintamente delle parole:

Innamoratooooooo.....

Innamorato? - Ripete il signor Attilio. - Ho capito bene? Sei innamorato?

Ancora il vento alitando tra i fiori:

Sììììììì...

E di chi?

Lunaaaaa....

Della luna?

Si, l'ho vista una notte e da allora non penso che a lei. Aspetto che tutti gli altri fiori dormano, per ammirarlaaaaaa.....

Ma è una cosa bellissima! - Esclamò il signor Attilio, euforico per aver trovato la spiegazione che cercava.

Non direi. Tutti gli altri fiori mi evitano per questo, nessuno parla con me. Non ho amici, qui nel campooooo.....

Ma perché? Non capisco.

Perché non si fa. Perché non sta bene. Tutti gli altri girasole seguono il sole, è sempre stato così. Un girasole che segue la luna è un girasole...”diverso”...Alcuni, addirittura pensano che io abbia una strana malattia e che potrei contagiarli. Si augurano che tu mi strappi e mi getti via.

Ma è assurdo. Non ci penso nemmeno. Certo, quello che ti succede è strano, ma solo perché gli altri fiori fanno il contrario, questo non vuol dire che ci sia qualcosa di sbagliato in te. Tu sei un girasole a tutti gli effetti, proprio come loro, e il tuo posto è qui, in mezzo al campo. E poi, se vogliamo proprio dirla tutta adesso sei tu il girasole più ammirato.

Davveroooo?....Vuoi dire che a qualcuno piacciooooo....?

Ma stai scherzando? In questo momento sei il girasole più famoso del circondario. E la gente fa la fila per vederti, e per ritrarti. E non perché sei diverso, ma perché sei “speciale”.

Speciale. Mi piace. Non ci avevo pensato. Finora mi sentivo così triste e ...sbagliatooooo......

Non c'è niente di sbagliato in te, te l'assicuro. Ci sono molte cose, in natura che proprio perché non sono perfette o sono diverse dal solito, finiscono per essere oggetto di interesse e ammirate proprio per la loro unicità.

Per esempiooooo....?

Una tigre bianca. E' diversa dalle altre tigri, ma proprio per questo bellissima; oppure i diamanti, solitamente sono incolore e trasparenti, ma il più famoso è un rarissimo diamante azzurro, oppure cose apparentemente più insignificanti come un francobollo. Ce ne sono alcuni che solo perché presentano un errore di stampa e quindi non sono perfetti, sono preziosissimi.

Allora a te non dispiace che io non sia come gli altri fiori del campoooo...?

NO. Anzi, sono orgoglioso di te. E farò in modo che la tua diversità venga premiata.

Come faraiiii....?

Vedrai. Ho un idea...

Il signor Attilio, rientra all'agriturismo e chiede agli artisti suoi ospiti di prestargli alcune delle fotografie che hanno scattato al girasole nelle notti precedenti. Poi le fa circolare su internet accompagnate dalla storia del girasole innamorato della luna. Nel giro di poche ore le immagini e la storia del girasole innamorato, fanno il giro del mondo.

Il girasole argentato del signor Attilio, diventa il simbolo della diversità e alcune ditte di gadget lo scelgono come soggetto per magliette, tazze, copertine di quaderni, poster e tanto altro ancora, tutti accompagnati dallo slogan: “Diverso è più bello” .

Il signor Attilio è felice di tutto questo successo, ed ha preso l'abitudine di andare a trovare il suo nuovo amico al mattino, quando all'agriturismo c'è più calma, per raccontargli le belle cose che si sono dette su di lui la notte precedente, o i messaggi che gli hanno inviato via internet, e qualche volta gli porta a vedere le foto dei quadri che gli artisti hanno dipinto usandolo come soggetto.

Il girasole non si vergogna più della sua diversità, anzi, sempre con l'aiuto del vento racconta al signor Attilio, che è ormai diventato un eroe lì nel campo, alcuni dei suoi simili gli detto che lo ammirano per il coraggio dimostrato nel distinguersi dagli altri, e addirittura gli hanno promesso che il prossimo anno, quando tornerà la bella stagione, faranno di tutto per unirsi a lui sbocciando anche loro la notte.

Hai visto che alla fine ti sei fatto degli amici? Sono felice per te. La diversità spesso spaventa all'inizio, ma se si ha la voglia di scoprire cosa c'è oltre la facciata, di chi non è “normale” come tutti gli altri, si ha la possibilità di conoscere degli esseri straordinari, proprio come te.

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