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Una storia di lisa1949

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Essenziale 2049

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Torino 2049

io, sopravvissuta

Pubblicato il 01 novembre 2017

Settembre 2049, è il mese del mio centesimo compleanno, sono sopravissuta ed è un privilegio di pochi, dato le condizioni in cui siamo ridotti, più che altro è un’agonia.

Deve avermi investita un’onda nucleare scaturita dal tunnel atomico esploso durante gli esperimenti di un folle dei paesi d’Oriente, mi pare si chiamasse Kim… ma non ricordo altro. Alla fine è finito vittima delle sue stesse esaltazioni.

L’’ho chiamato privilegio, in realtà mi sembra una punizione. Mai avrei pensato di raggiungere questa soglia d’età ancora sufficientemente lucida.

Torino è irriconoscibile. Il surriscaldamento climatico ha cancellato i ghiacciai. L’acqua è razionata, ci si può lavare una volta alla settimana e solo per cinque minuti. Poi viene interrotta l’erogazione dalla centrale. Si vive come sfollati dentro mucchi di macerie.

Le colline circostanti sono aride e mostrano resti di alberi bruciati dagli incendi, inevitabilmente scaturiti a causa della siccità. La Basilica di Superga è distrutta e inabitabile. Macerie su macerie.

Il letto del Po si è trasformato in una pista per una sorta di areoscafi sostentati da "cuscini d'aria" e mossi da una o più eliche. Sono mezzi di trasporto utilizzati da bande di spacciatori e delinquenti bestiali Viaggiano tra i vecchi detriti e pantegane dalle misure spropositate.

Le chiese, ormai sconsacrate, sono divenuti luoghi dove istruire i bambini, insegnando loro non soltanto a leggere e a scrivere, ma soprattutto a usare le armi e a diventare uomini violenti. Le femminucce, dopo la terza elementare, restano a casa con la famiglia.

La religione è bandita, chi è sorpreso in preghiera viene processato da un tribunale “super partes” , che poi lo condannerà a morte.

Gli unici uccelli sopravissuti sono gli avvoltoi, che si cibano di resti umani o di animali.

Tutti i musei e le opere d’arte sono stati distrutti, cancellati da esplosioni terroristiche o incendi. L’ultima tromba d'aria, devastante, ha causato migliaia di vittime e distrutto interi palazzi.

Gli unici a restare integri sono quelli costruiti col sistema antisismico e lo stadio della Juventus.

Non si disputano partite regolari, ma incontri veri e propri all’ultimo sangue. Vincerà la squadra cui resteranno in vita il maggior numero di giocatori. In palio, la fornitura di vivande per qualche mese.

I capi della Nazione hanno cancellato le regioni, si vive in promiscuità di razze e culture e, proprio per questo motivo, sovente si scatenano risse feroci e qualcuno muore.

Il cielo non è più azzurro da anni. Viviamo, se così si può dire, sotto una coltre grigia di aria inquinata e putrida, ovunque maleodorante.

Le donne è bene che non escano se non accompagnate almeno da tre uomini. Ai comandanti piace giocare con loro, soddisfacendo ogni fantasia erotica. Se le rimandano a casa, restano segnate da malattie inguaribili o hanno sicuramente perso la ragione a causa delle violenze subite.

La periferia è abbandonata e nessuno se ne cura, quindi, tutto sommato appare tranquilla, statica.

L’aeroporto di Caselle è chiuso da anni e gli aerei sono lasciati a marcire sulle piste. Vie d’uscita non se ne vedono.

Piazza Vittorio è luogo di feste molto simili a quelle antiche. Vi si disputano combattimenti e lotte che consentono, ai vincitori, un tenore di vita superiore. Saranno ospitati al palazzo Madama, nelle stanze degli ospiti di ciascuno dei Presidenti.

La mia abitazione è rimasta in discreto stato, ho la fortuna di vivere in una costruzione moderna in semicentro. Posseggo un gatto, anche lui vecchio ormai, che mi tiene compagnia.

Mi tengono in vita i numerosi libri che ho tenuto nascosti in cantina, impedendo così che venissero bruciati, come tutti quelli delle varie librerie e biblioteche di città.

Sono aperti due giganteschi ipermercati, raggiungibili a piedi o con l‘unico mezzo pubblico rimasto in funzione: il tram. Si acquistano viveri con una tessera caricata mensilmente dall’organizzazione, bisogna non esaurire il credito in modo totale. Ovviamente l’aspetto della città è sporco e discutibile e gli uomini non riescono a comunicare tra di loro. Vestono di stracci recuperati o abiti di juta grezza, tenuti annodati da cinture di rete metallica, dove custodire i documenti e gli effetti personali.

Sono sopravvissuti i cellulari di ultima generazione. Tutti ne posseggono uno: è d’obbligo per essere monitorati e controllati dalla polizia, essendo collegati al sistema tramite microcip: come gli animali. Ogni collegamento viene registrato dai gestori della rete, quindi non è possibile accedere a testi o altre informazioni se non quelle consentite dalla corporazione.

Sono utilizzabili per informazioni burocratiche, per chiamate urgenti o per giocare ai passatempi elettronici. Quelli non sono ancora stati proibiti.

La televisione a reti unificate trasmette continuamente immagini di giochi e lotte, oltre ad aggiornamenti sugli avvenimenti dei paesi globalizzati .

I presidi medici sono dislocati a zone. Gli ospedali principali, occupati da migranti di passaggio o da malavitosi, è meglio evitare di avvicinarli.

Spero davvero che la mia vita si concluda presto, che in qualche parte dell’universo esista una Terra gemella con l’aria tersa, dove reincarnarmi magari sotto le spoglie di un gatto vivendo, è essenziale, come ogni essere umano avrebbe diritto, nel rispetto che ciascuno merita. Dove sia possibile recuperare la cultura e l’amore per l’arte e la musica, immaginando vi sia un archivio dove attingere alle memorie di tutti i file salvati, inerenti alla vita passata del nostro vecchio pianeta, per replicarli.

Tutto sommato sono una sognatrice e voglio credere che, in un domani imminente, la vita torni a risplendere per ciascuno di noi e che ci si possa ritrovare sorridenti lungo un migliore cammino.

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