scrivi

Una storia di AlessiaScipioni

La polemica senza senso sulla pubblicità fatta da Fibra

Ci sono parole che hanno un significato preciso in ambito musicale: commerciale, venduto e pubblicità...imparate bene il loro significato

Pubblicato il 03 ottobre 2017 in Giornalismo

Tags: Fenomeno Fibra Rap Rapper

0

In ambito musicale, soprattutto quando si parla del genere rap, ci sono due parole che vengono usate, in quantità spropositata e alterandone il significato stesso: commerciale e venduto.

La prima, commerciale, ha un significato ben preciso che gli italiani, giovani ascoltatori del rap, alterano di continuo, finendo per usare la parola nel modo sbagliato e descrivendo una situazione, di conseguenza, alterata e non veritiera.

La parola commerciale, in Italia e solo in Italia, assume un significato che la fa viaggiare su una retta parallela alla realtà che veramente le compete. Di fatto, la parola stessa lo comunica, sta a indicare qualcosa che fa commercio, quindi in sostanza, che vende. Basta, stop, la parola commerciale, in ambito musicale, non dovrebbe indicare nient'altro. In Italia, invece, assume tutt'altro significato. Di solito quando si usa questo termine si indica un lavoro musicale scadente, scarso di contenuti, banale, costruito in questo modo soltanto per fare vendite. Per carità, purtroppo di progetti così ce ne sono, non dico di no, ma non è la parola commerciale che dovrebbe identificarli.

La maggior parte degli ascoltatori del rap non hanno ben chiara una realtà che gli sfugge: qualunque rapper, anche quello che sta lì a dirti che non è interessato a diventare commerciale, vuole essere e aspira a essere commerciale. Perchè non esiste nessuno che si fa un mazzo tanto a gratis, chiaro? Che la realtà sia questa lo dimostra il fatto che qualunque rapper , anche il più underground, si fa un mazzo incredibile per spingere il suo progetto, il suo disco e venderlo. Stop, potrei anche fermarmi qui e non aggiungere altro, ma in Italia girano teste che sono più dure del marmo e quindi devo andare avanti. Spiegatemi che senso ha fare un disco, spendere dei soldi per farlo e dire una cosa assurda come:

"Ma non mi interessa venderlo, io non sono commerciale, faccio solo rap".

Ecco, questa frase non ha senso alcuno ed è la più grande cazzata che i rapper, che non vendono manco sotto tortura, hanno inculcato nella testa dei fans. Vi spiego perchè. Oggi c'è internet, non è più come un tempo, i miei tempi per esempio, che per farti conoscere dovevi spargere il seme tramite cassette e cd in giro per tutti i centri sociali, raduni ecc. Oggi c'è internet e ai rapper basta un click, una videocamera e sono alla portata di tutto il mondo. Se sei interessato a fare solo rap e non all'aspetto commerciale del rap, un disco non lo fai, continui a fare rap in rete, a dire quello che vuoi dire e basta. Se mi fai un disco, invece, in copia fisica, lo fai per venderlo, quindi quell'aspetto commerciale ti interessa eccome. Altrimenti non ti sbatteresti tanto a postarlo, condividerlo, non ti sbatteresti per farlo conoscere, ti accontenteresti di quello che già hai perchè il tuo io, che vuole solo fare rap, sarebbe già sazio.

Perchè girano leggende metropolitane sulla parola "commerciale"? La risposta è semplice. Il mercato musicale italiano è molto diverso dal mercato musicale, per esempio, americano. In America, patria della cultura hip hop e del genere musicale rap, l'industria musicale e discografia fornisce al rap una gran bella fetta di mercato. In Italia, invece, la buona fetta di mercato è riservata al pop, il rap si è preso con forza una fettina di mercato dal 2006, grazie proprio allo tsunami Fibra, che con Tradimento, aveva sfondato la classifica piazzandosi primo. In Italia si fatica parecchio a vedere il rap come un genere musicale, anche in questo siamo detentori di un triste primato: siamo gli unici al mondo che considerano il rap spazzatura e non un genere musicale degno di nota. Cosa comporta tutto questo? Che in America gran parte dei rapper riesce a raggiungere con facilità un certo livello di vendite e una certa notorietà, perchè il genere non è riservato a un pubblico di nicchia, ma occupa una gran bella fetta massiccia del mercato musicale e, udite udite, televisivo. Qui da noi avviene il contrario. Su milioni ce la fanno una decina, diceva Sfiber, non sbagliando. Perchè la fettina di mercato è talmente piccola e l'esposizione talmente minima, che un rapper non ottiene facilmente visibilità e vendite. In America fanno a cazzotti per essere commerciali, qui da noi, essendoci più rapper che falliscono piuttosto che riescano nell'impresa, c'è la gara opposta: sei un rapper vero se non vendi, se non ottieni esposizione, se non vai in tv, se non hai sponsor, se hai un pubblico di 300 fans. E' logico, perchè l'unione fa la forza, ed essendo la maggioranza costituita da falliti...tirate le dovute conclusioni. La leggenda del commerciale gira perchè i rapper che non riescono sanno benissimo quali sono i loro limiti e sanno benissimo che non arriveranno mai a quei livelli di "commerciabilità" con i loro lavori. Che fai per non apparire fallito? Ti inventi la favoletta del rapper vero, il quale non è affezionato alle vendite ma solo al rap e degradi chi, invece, quel rap lo ha portato ai massimi livelli di commerciabilità...invece che riconoscere i tuoi limiti e fartene una ragione, accusi Fibra, Guè, Marra (per dirne tre che sono sempre sotto accusa) di essere commerciali, dando alla parola quel senso dispregiativo che non le compete. Tupac diceva:

"Il migliore lo vedi da quanto vende, se vendi più degli altri, sei tu il migliore".

Quindi a conti fatti, secondo Re Tupac, i migliori oggi sono: Fibra, Marracash e Guè Pequeno. "Quando io parlo dei miei successi, tu realizzi i tuoi fallimenti" ...diceva Fibra e ha perfettamente ragione, ogni volta che un rapper, non commerciale, vede Fibra che stra-vende realizza di avere fallito e poi si sa: l'invidia sposta i pianeti!

Per avere la stessa esposizione mediatica del pop, i rapper sono costretti a scendere a dei compromessi in Italia. La valenza del "venduto o meno" viene determinata dalla pesantezza di tali compromessi. Per venduto si intende qualcuno che scende al meccanismo del sistema in nome dei soldi facili, che sminuisce il rap fino a renderlo ridicolo e senza contenuto. Venduto è qualcuno, che pur di fare soldi finisce per prendere lo stipendio da quel sistema e meccanismo che criticava nelle canzoni.

"Se fallisco faccio il muratore mica Music Farm", diceva J-ax in S.n.o.b. poi finì a The Voice...ma attenzione, ora mi menano per quello che dico, J-ax non rientra tra la schiera dei venduti del rap e vi spiego anche il perchè. E' vero che è stato un rapper di livello, è vero anche però che ha preso le distante dalla scena da anni, cambiando genere. La colpa del suo status,in cui viene definito come venduto, non è sua, ma dei giornalisti che continuano a chiamarlo "rapper", perchè in Italia se ti becchi un'etichetta poi è difficile che te la scolli di dosso. Più volte ho sentito J-ax dire che non ha più attinenza con il rap, che vuole semplicemente fare musica, quella che si sente di fare. Poi parliamo di un personaggio a cui l'etichette sono andate sempre molto strette, perchè, in sostanza, J-ax è uno spirito libero: se vuole fare un pezzo rap lo fa, se vuole fare rock lo fa, se vuole fare la mazurka la fa...J-ax è così e va anche apprezzato per il coraggio che ha nell'esserlo, perchè gli spiriti liberi in Italia danno tanto fastidio. J-ax non è etichettabile, è un artista poliedrico e non è da tutti esserlo (ricordatevelo), specie in Italia dove è tutto schematizzato, catalogato, etichettato...che poi possa piacere o meno la musica che fa adesso, beh è un altro discorso. A me, per esempio, oggi J-ax non piace, mi piaceva con gli Articolo 31, mi è piaciuto in Di Sana Pianta ( a dire il vero in quell'album l'ho adorato J-ax), mi è piaciuto Rap 'n roll, un po' di meno DecaDance, degli ultimi lavori mi piace poco e niente, sono onesta, ma ha comunque sfornato una perla pazzesca come Intro. Il fatto che non mi piace quello che fa oggi, questa è una cosa che in Italia non capisce nessuno, non mi autorizza a sminuire il suo valore come artista, casomai mi autorizza a dire che la sua musica oggi non mi piace, ma affermare che non è più un artista degno di nota, o che non ha più talento è esagerato al cubo. J-ax dopo più di vent'anni di carriera e successi non deve dimostrare a nessuno quanto vale a livello artistico e musicale.

Il punto però del discorso è un altro: anche sul termine venduto c'è un'alta confusione e lo dimostra il fatto che ci si scandalizza di una pubblicità (cosa normalissima) e del fatto che un rapper vada alle sfilate di moda (cosa normalissima anche questa). Perchè anche su questo termine gira una realtà parallela che esiste solo in Italia, che più o meno, è simile a quella del commerciale. Vai in tv? Sei un venduto! Fai pubblicità? Sei un venduto! Vendi? Sei un venduto! Non vendi? Sei finito! Vai in classifica? Sei un venduto! Non vai in classifica? Sei finito! Hai uno sponsor? Sei venduto! Non hai lo sponsor? Non ti si fila nessuno!

Se sei un rapper mainstream, in Italia, ti devi rassegnare a un fattore: qualunque tu cosa faccia, anche un semplice respiro, verrai criticato! L'Italia è il paese dove gli "eccelsi" esperti del rap si sentono autorizzati a criticare ogni mossa, anche la più banale e normale che esista: come quella di fare uno spot pubblicitario o andare a una sfilata di moda, come avvenne nel caso di Marracash.

Tutti scandalizzati che Marracash andò alla sfilata di moda, talmente scandalizzati che arrivarono anche a bestemmiare, come se Marracash avesse commesso chissà quale delitto nell'andarci, come se i rapper americani, che hanno sempre in bocca, ogni due per tre, non avessero mai fatto nulla del genere, come se l'andarci portasse in sé chissà quale inflazione,di quale regola della cultura hip hop o del genere rap. Come se un uomo, perchè famoso e rapper, dovesse stare attento anche a quante volte respira, a che mutande indossa e, non dimentichiamolo mai, se scopa a sufficienza o meno. Hanno una critica pronta per tutto e quando critichi il tutto, alla fine, critichi il nulla. Perchè non sanno neanche loro quello che stanno criticando, vende o non vende, sta in tv o meno, tanto alla fine lo spunto per rompergli le palle lo trovano sempre. Mai visto, in 42 anni e 20 anni che ascolto il rap, un album di un rapper che non sia stato criticato ferocemente per delle stronzate, come negli ultimi cinque, sei anni. E' una generazione di leoncini da tastiera che si divertono a rompere le palle per delle vere e proprie cretinate.

"Ma che beat è?"

"Ma che è sta commercialata?"

"Ma Fibra spezza le parole, non ha flow"

"Ma Guè parla solo di soldi e fighe"

"Ma Marra va alle sfilate di moda"

"Ma Fibra ha i capelli viola"

"Ma Guè ha i denti d'oro"

Non sanno più che inventarsi...oggi è saltata fuori la storia del Fibra incoerente perchè ha fatto la pubblicità della Wind...pochi giorni fa, invece, gli davano del venduto, sempre per la pubblicità della Wind...hanno le mani che gli prudono perchè, avvendo Fibra piazzato, con Fenomeno, un disco quasi perfetto (il quasi esiste perchè niente è perfetto) dal punto di vista rap, non sanno che criticare e allora via con le cazzate...fa lo spot della Wind! Sotto il post dell'Universal sull'oro di Guè devo leggere tra i commenti che il pubblico che permette l'oro a Guè fa rimanere senza parole perchè Guè fa schifo..."avete tanta bella musica perchè producete sto schifo?"..."avete tanto rotto le palle perchè non vi mozzate le mani?".

I denti d'oro di Guè fecero scandalo, Fibra con la maglia di Guè fece scandalo, Marra perchè va alle sfilate...BASTA!!!

Anche perchè, ve lo dico da chi c'era e l'ha respirata in pieno quell'epoca, la morte della vostra tanto amata old school è stata innescata da questo processo autolesionista. La scena rap di allora, invece che cavalcare l'onda del maremoto che aveva causato J-ax con gli Articolo31, gli nuotò contro...finirono tutti nel dimenticatoio per questo. La scena rap new school è, almeno in questo, molto più furba perchè lo tsunami creato da Fibra nel 2006 con Tradimento l'ha cavalcato e continua a cavalcarlo in pieno. Solo che devono fare i conti con una massa di falsi esperti che hanno le mani incallite dall'invidia di vedere i pochi là in alto e i molti qui in basso.

RICORDATEVI QUESTO:

Se oggi ascoltate tanto rap lo dovete a quei tre che vi piace tanto massacrare in via gratuita. Lo dovete a Fibra, che nel 2006 ha aperto una voragine nel mercato musicale a favore del rap. Dopo Tradimento sono piovuti rapper da tutte le parti e vi ricordo che Fibra, quel periodo, a ogni intervista aveva la bocca piena di nomi di altri rapper, dai Dogo a Marra, fino a Noyz...che fece un disco come Chi vuol essere Fabri Fibra? che era stracarico di feat, c'era un mondo rap italiano in quel cd e lo fece per pompare, montare la scena, per farla conoscere, per farla esplodere.

Si è portato dietro tutti Fibra e prima di criticarlo ve lo dovreste ricordare, senza contare che Fibra quel botto assurdo del 2006, se l'era guadagnato non scimmiottando in tv o facendo cose stupide, quel contratto in major, quell'occassione, gli arrivava da un album micidiale come MR Simpatia. Fibra ha dato cosi tanto al rap, lo ha spinto così in alto e continua spingerlo in alto, che può, oggi 2017, permettersi di fare qualunque cosa...FIBRA PUO' FARE QUALUNQUE COSA, perchè ha dato tanto, tantissimo, continua a dare e non deve dirgli nessuno come si fa il rap, come si fa il rapper, cosa sia hip hop, cosa sia il rap, come deve muoversi. Perchè fino a prova contraria, lui sta in alto da oltre dieci anni, senza svalorizzare il rap, voi state dietro a un pc a non fare niente.

Un ultimo appunto: Fibra...oh, semmai leggerai devo dirti una cosa...oggi ti consigliavano una chicca: se non riesci a campare di sola musica, esiste il lavoro in fabbrica...capito Fabri? Ti consigliano anche che lavoro devi fare per arrotondare lo stipendio, no la pubblicità della Wind ma il lavoro in fabbrica...così sei hip hop capito? Io tremo Fibra nell'aspettare domani, tremo perchè ho paura di entrare su Facebook e leggere i consigli di come devi usare anche la tazza del cesso...tranquillo Fibra che, prima o poi, secondo me, ci arriveranno...è questione di tempo, no di equilibrio...quello lo hanno perso ormai.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×