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Marilyn & Monroe (ma anche Arturo il paguro)

Seconda ed ultima (forse) parte

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Pubblicato il 11 luglio 2018 in Storie d’amore

Tags: unosguardodalponticellosulmare

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Marilyn Miller era, non facile a credersi, una scrittrice di gialli che si era costruita tutta da sola la scena di un delitto intricato e misterioso per vedere di persona come poteva risultare l’ambientazione, prima di riportarla nero su bianco.

Purtroppo qualche curioso, dotato di una fervida fantasia, passando nei paraggi e scorgendo lo scheletro, aveva telefonato alla polizia la quale, prendendo un enorme granchio, tanto per stare in tema marino, aveva allertato l’’FBI che aveva supposto un antico ed efferato delitto, mandando sul posto uno dei suoi migliori agenti.


Lei avrebbe voluto e dovuto spiegare l'inganno della donna sconosciuta, il cui scheletro aveva reperito su un noto sito internet che venderebbe anche il diavolo alla tua anima, le sue scarpe rosse ormai consumate, il dente della bisnonna buonanima, il biglietto finto antico ed il perché di tutto questo ma, appena gli occhi blu del detective furono liberi dalle lenti scure degli occhiali da sole, tutto quello che aveva da dire evaporò in una nuvoletta rosa che si andò a posizionare sul capino biondo. Sbattendo le ciglia versò la bibita al bello e, tutti e due persi in un incanto marino, brindarono ai colpi di fulmine.


Arturo Il paguro, che aveva faticosamente raggiunto i due sulla terrazza, cadde a chele all'aria, travolto dall'atmosfera romantica e dal soffio di vento che arrivò repentino dal mare blu cobalto ormai tranquillo, quasi che l'amore che viaggiava nell'aria l'avesse reso mansueto.


Il detective e la bionda, occhi negli occhi, non si accorsero di nulla, nemmeno del ragazzino che si era avvicinato furtivamente alla scena del presunto delitto e, veloce com'era veloce la nube che stava nascondendo il sole, aveva trafugato il dente d'oro e le scarpe di vernice rossa insieme al sacchetto sterile in cui erano stati riposti scientificamente.

Per ovvie ragioni aveva lasciato lo scheletro femminile ed il biglietto simil-antico, anche perché non sapeva leggere.

E, come dice il poeta, il sole dal cielo sereno calando ridente nell'onda, l'effusa di lei chioma bionda sul baldo Enrichetto irraggiò (questa è una sfacciatissima licenza poetica).


In parole povere i due si baciarono rapiti ed immemori di quanto stava loro intorno, mentre un fotoreporter arrivato per il delitto, immortalava la scena con tanto di paguro sullo sfondo per dare un tocco di colore esotico al tutto.

Intanto il mare, avanzando quatto quatto, si stava portando via lo scheletro ormai lasciato a sé stesso e nel contempo sfoderava le sue onde migliori per fare bella figura nella foto, alle spalle della neo coppia.


Un anno dopo

Marilyn Miller in Monroe stava leggendo le innumerevoli lusinghiere recensioni al suo ultimo libro “Lo scheletro dai tacchi a spillo” mentre Henry, scacciato dall'FBI per aver preso una enorme cantonata con la storia dello scheletro, il dente, le scarpe ed il biglietto (un capro espiatorio ci deve pur sempre essere, nelle squadre speciali), si godeva il sole sulla terrazza a mare.

Il bell’ex agente stava leggendo il rendiconto mensile dei suoi lauti guadagni in qualità di interprete principale, notato nella ormai famosa foto scattata sulla spiaggia, da un talentuoso regista, della famosa serie TV basata su storie realmente accadute di delitti irrisolti ed eroici nonché atletici agenti di polizia.

La moglie, come lui in vacanza, alzando gli occhi dal best-seller ed incontrando quelli azzurri adoranti del marito, gli lancio’ un bacio leggero ma zeppo d’amore, mentre il vento si dondolava dolcemente avanti ed indietro, su e giu’, rapito dall’atmosfera zuccherosamente romantica.


Il mare, piu’ in basso, riverberava pacifico sugli occhiali da sole del paguro Arturo, stabilmente sistemato in uno del paio di sandali Manolo Blahnik in vernice blu con tacco dodici, acquistati appositamente per lui dalla strepitosa bionda .



FINE

(ma non ne sarei poi cosi' sicura)


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