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Una storia di MartaGiacobbe

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L'età è solo una questione di numeri

Il tempo e i suoi regali

Pubblicato il 09 aprile 2017

Ci siamo quasi, eccoli qua che arrivano i miei 30 anni. Tutti dicono che è solo un numero, l’età non conta quando ti senti giovane dentro, sarà.. ma gli anni passano e più si va avanti e più si inizia a fare il bilancio di ciò che si è riusciti a raggiungere.

Quando ero piccola credevo che a 30 anni avrei avuto una mia indipendenza già da almeno 10 anni, a 26 anni mi sarei sposata e a 27 avrei avuto già una famiglia tutta mia e, invece, ha 30 anni mi ritrovo con 1 laurea, 0 lavoro, 0 bambini. Da ragazzi fantastichiamo sempre su come sarà la nostra vita, ma almeno per il 70% delle volte non è mai come l’abbiamo immaginata. A vent’anni si hanno tante speranze per ciò che si vorrebbe diventare, a trent’anni inizi a guardarti indietro e a chiederti cosa hai sbagliato se non sei riuscito a raggiungere tutti quegli obiettivi che ti eri prefissato. Al tempo stesso, però, inizi anche ad apprezzare tutto ciò a cui prima non davi peso, hai più senso del dovere ma anche più paura: paura di fallire, di perdere qualcuno, di non essere nessuno. Eh si! Proprio così, perché se non hai un lavoro, qualcosa di tuo, per la società non sei nessuno, non hai nome, non hai volto in mezzo agli altri, sei trasparente. Mi chiedo se lo scopo della vita sia questo: essere riconoscibile in mezzo a tanti, avere qualcosa che ti rende concreto.

A trent’anni molti obiettivi li ho mancati, ho deluso qualcuno e spesso, troppo spesso, anche me stessa, per non essere stata capace di trovare il mio posto nella società, per non avere fatto del mio meglio, per essermi accontenta, per non aver lottato abbastanza, ma forse non è proprio tutto da buttare.

Dicono che ognuno ha il suo tempo, chi prima e chi dopo scopre il suo talento, chi prima chi dopo spinge il cuore oltre l’ostacolo per superare i propri limiti. Io a 30 anni sono solo nel mio tempo, che non so ancora quale sia, ma va bene così, dopo anni trascorsi a vedere di me solo il peggio ora voglio accettare la mia non perfezione, il non poter controllare tutto e decidere come e quando quello che desidero avverrà. A 30 anni voglio credere che qualcosa di buono l’ho fatto e che qualcosa di buono da fare ancora ce l’ho.

Eccoli qua che arrivano i miei 30 anni e va bene così, perché mi accorgo di avere ancora tanto tempo per deludermi e per sorprendermi, per trovare il mio posto nel mondo o solo per essere felice di non averlo.

Il tempo non è denaro, il tempo è un regalo.

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