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Una storia di LivioBarbato

SENZA OMBRA DEL DESTINO

"A ognuno il suo" (seconda parte)

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Pubblicato il 06 febbraio 2018 in Spiritualità

Tags: amore essere spiritualit vita

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http://www.intertwine.it/it/read/K7W9TxUL/SENZA-OMBRA-DEL-DESTINO -

Continuano le storie di ognuno di noi.

Senza pensare troppo al proprio destino andiamo avanti, e a volte contro, nella nostra vita cambiando e cercando di non essere uguali... ma noi stessi...

Questo è un periodo strano.

Scopro alcune cose che davo per scontate, ora hanno il senso che dovrebbero avere, il "Valore''.

Quello che nel suo insieme crea il mondo d'oggi.

Che lo sostiene e lo innalza ad essere persona all'interno del mondo.

Ognuno passa attraverso la propria esistenza con momenti che si susseguono, a volte, senza logica apparente, ma ben definite in un certo periodo, diciamo nero.

Quello del "capitano tutte a me". Del "ma quando finirà". Del "ma cosa dirànno o penseranno, quando tutto questo passerà".

E poi, c'è chi ti sta accanto.

Ti accorgi ogni giorno che tante cose non vanno nel verso giusto per tanti motivi, che poi una volta sommati, ti destabilizzano e ti lasciano, a volte, solo.

O vuoi che sia così, per tanti altri motivi.

Passiamo, attraverso esperienze diverse però con uguali sistemi mentali di pensare cosa, chi, come e soprattutto, perché mi succede.

Esperienze che lasciano il segno indelebile, autocicatrizzante ogni volta che si ripresenta. Questo è il punto, rifacciamo involontariamente gli stessi errori fino a quando non li capiamo.

Ognuno con la sua vita, la sua storia, la sua pelle, ma esempio di umanità al di là del semplice vivere.

Ore 2,30

- Papà andiamo al mare?

Oggi piove, magari andiamo un altro giorno, quando non vai a scuola, ora devi finire la scuo..

Papà andiamo al mare! Che bello il mare, andiamo al mare!....

Ore 2,34

- Papà andiamo al mare!

Come mai vuoi andare al mare?

- Andiamo, che bello andiamo al mare, mamma mamma andiamo al mare!

E quando siamo al mare, cosa fa...

- Mare, mare, andiamo al mare. Andiamo al mare, papà, mamma andiamo al mare!

Ok mettiti il costume e facciamo finta di andare al mare.

- Anche Enrica, Giovanni e tutti quelli della scuola andiamo al mare! Che bello, caldo, acqua, tanta gente, tanti tuffi, tanto mare.

Vieni qui abbracciami forte, ti porto al mare e un abbraccio me lo devi dare. Ah bravissimo stringimi forte, come stringeresti l'acqua del mare.

- Ma io non stringo l'acqua, la bevo...

Dormi amore, dormi ora, poi andiamo al mare..

E ti lascio li tra le mie lacrime e i miei pensieri che mi fanno andare avanti in questa nebbia di attenzioni, questo silenzio ovattato, questo mondo che non conosce altro che te e la voglia di vederti felice nel tuo non mondo o per lo meno non in quello che sto vivendo io. A volte non so neanche cosa dire o è meglio che non dica niente. E il pensiero, anche se non fisso lì, mi fa perdere la strada e penso solo a quando non ci sarò accanto a te, come farai tu a non perderti. O forse, è meglio come sei tu, che non conosci paura, timori, ansie, o chissà se le conoscerai e se ti faranno compagnia o ti accompagneranno come me, alla follia!

Me lo sento sempre più spesso, dentro, è come se stessi quasi per raggiungerlo e mi vedessi oltrepassarlo e con le mani alzate al cielo gridare un liberatorio “ce l’ho fatta!”. Mi dico sempre che tutto passa in fretta. Che altrettanto in fretta può, all’improvviso finire, questo viaggio infinito nel conoscersi. Che, nel viversi non è mai abbastanza tutta questa vita. Che si può programmare dalla nascita a tutto nella vita, ma, il destino ci aspetta, distratti come siamo dal quotidiano essere per apparire e non sentiamo o, a volte, non vediamo con i nostri occhi, non riusciamo ad entrarci, nell’animo per amarci e, mai abbastanza, da chiederci “Se non ci fossi più? Che vita sarebbe senza me!”

E così, un giorno, arrivare alla fine.

Tra vivere, e questo malessere oscuro.

E indietro? Niente? Sono rimasto solo?

Guardo! Ora riesco ad immaginare quello che di me resta! E’ la vita che me lo chiede, di essere vissuta, per raggiungere un nuovo traguardo. Ogni giorno una vittoria, un nuovo sogno da realizzare, contro il tempo, le sconfitte, i cieli cupi sopra l’anima, i colpi controvento che rallentano fino a fermarmi. Immagino di vedere scivolare intorno un fiume che scorrendo porti via tutto quello che non mi appartiene e intanto sorrido alla vita, guardando l’arrivo all’ennesimo traguardo.

Per rimaner così, vivo, nel sorriso di chi mi ricorda!

Chissà cosa è successo veramente. E' il vuoto della mente che fa continuare il viaggio ancora... o sono i ricordi, che tra i dolori sembrano svanire, come l'anima. Mi sembra un secolo che non scherzo, che non rido delle belle cose che mi ha regalato la vita fino a ieri, che non prendo in braccio qualcuno, che non respiro sentendomi libero...

- Chissà se è stato... quando ho sentito un dolore quì, alla vita, che mi ha stretto in una morsa tra decidere di lasciar tutto o combattere ancora per riprendermi tutto. So solo che sono rimasto io, con tutti i miei difetti, con tutti i miei ricordi, i miei sentimenti, contorto dai dubbi!

- O... quando ho scoperto che quel sorriso mi aveva tradito. Beffardo in quell'abbraccio, tra mille litigi a rincuorarmi che non era vero, che era uno scherzo. No! Non poteva essere vero, se lo era io non esistevo più! Fino a quel momento dicevo che se mi fosse successo avrei reagito, avrei ucciso, invece ne sono morto io, o almeno non sono più quello di prima. Inerme nei miei pensieri a ripetermi non è vero, come se fosse accaduto a qualcun'altro. Ma mi sono svegliato da quell'incubo e provo ancora quella sensazione al mio risveglio.- Forse... è stato, quando ho perso la serenità di decidere della mia vita, pensando, non a me stesso, ma a tutto quello che mi pesava sulle spalle. Quel passato, che aveva determinato il piegarmi fino a non riuscire ad alzare gli occhi e vedere al di sopra, quello che succedeva. Ma ancora una volta mi sono voltato indietro e ho proseguito ingoiando amaro e tristezza.

- O... quando, tutto quello che ho speso, non è servito a rendermi quello che desideravo, se non solo un mero valore materiale. Tutto quello che ho guadagnato, non è tornato nel rendermi la vita più serena, ma me l'ha complicata. E, intanto, gli anni passavano e la vita continuava ad avere sempre più valore, sopra ogni cosa, diventando sempre più preziosa.

- O, forse... quando hanno fatto della mia vita, alle mie spalle, una distruzione di quelli che per me sono valori e della mia integrità mentale fatta a pezzetti e poi ricomposta, facendomi credere di essere diverso e combattuto fino all'esasperazione. Giocando con l'astuzia, l'inganno, la perseveranza, distruggendo sistematicamente tutto quello creato con amore, abusando della mia pazienza. Ma la mente gioca brutti scherzi, ti porta alla ragione, prima. Ora tutto all'improvviso è cambiato, c'è una ragione nell'essere se stessi che ha un valore alto e indistruttibile. Cosa, più dell'amore, può rederti inerme ad ogni attacco. Ti ritorna in un modo che non puoi assolutamente ne prevedere, ne immaginare. Ti siede accanto paziente e ti corregge gli errori mettendoli davanti ai tuoi occhi e, dandoti il giusto modo di scoprire quello che, fino a un attimo prima, era pregiudizio, era routine, non era niente di quello che vivevi.

- Forse... per questo sono morto!

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