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Una storia di Chiara97

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Star Wars Reloaded - Barbati

#Starwars #tecnologia #consapevolezza #lavorobenfatto #comunicazioneeculturedigitali

Pubblicato il 02 novembre 2016

Spesso prendere una decisione è la parte più difficile. Il timore di non riuscire a fare la scelta giusta, le conseguenze, quando tutto va storto. Ma è solo la scelta il problema. Una volta presa la decisione, giusta o sbagliata che sia, la strada è in discesa. L'animo è sereno. E la maggior parte delle volte si spendono tempo ed energie che, se impiegati in altro modo, si risolverebbero i problemi dell'universo. L'indecisione è la condanna dell'uomo moderno.

Ma a volte, le decisioni importanti, quelle che stravolgono intere esistenze, vanno prese in un attimo.

Rey e Finn assistevano alla scena dall'alto.

Han e suo figlio si avvicinavano lentamente l'uno all'altro. Ma le motivazioni che li spingevano a muoversi erano agli antipodi.

Rey, nonostante la grande distanza, riuscì a vedere, o forse ad avvertire, una luce negli occhi di Han. Era sempre mascherato da farabutto, ma in realtà era un uomo buono. Un uomo alla ricerca dell'amore. Aveva rubato e raggirato, ma l'unica cosa di cui aveva bisogno adesso era riconquistare l'amore e la fiducia di suo figlio, del sue sangue, di quel prolungamento della sua vita che suonava tanto come una nota stonata. Il modo in cui si avvicinava a suo figlio, con la speranza nello sguardo e un fuoco scalpitante nelle gambe, era quello di un magnete alla disperata ricerca della compagna di vita tanto diversa da lui ma tanto necessaria per trovare pace.

Rey aveva desiderato per tutta la vita che qualcuno la guardasse così. Eppure non era arrivato mai nessuno a prenderla. A salvarla. E quell'essere ingrato, debole, aveva tanto a lungo rinunciato, anzi disprezzato l'amore di una famiglia. E per cosa? Una parvenza di potere? Non era degno, non meritava l'amore dei suoi genitori. Ma la vita è così brava a prendersi gioco di noi. I figli dei grandi sono destinati ad essere piccoli. E lui, figlio di un grande amore, era incapace di amare.

Finn, invece, non riusciva a distogliere lo sguardo dall'erede del lato oscuro. Sapeva di cosa era capace, l'aveva visto, aveva subito la sua malvagità. Sapeva che non era diverso da chi lo aveva strappato alla sua famiglia e addestrato a uccidere. Se non per una piccola differenza. Kylo Ren era debole. Era solo il pezzo di un puzzle, la bambola vivente di un burattinaio ben più potente. Non aveva la forza necessaria per prendere le sue decisioni. Era guidato, ingannato. Non c'era stato bisogno di un lavaggio del cervello, di un reset, come era successo a lui e agli altri assaltatori. Kylo doveva essere stato così facile da manipolare. Perché in fondo sono i deboli quelli che hanno più smania di potere.

Suo padre non l'avrebbe salvato, perché l'amore non manipola, conquista. E il suo cuore, ormai, apparteneva al lato oscuro. Anche se non aveva la forza necessaria per fare ciò che il lato oscuro esige.

Gli equilibrista di quella passerella che poteva condurre solo alla morte, ormai erano pericolosamente vicini. Rey avrebbe voluto uccidere quel mostro prima che facesse lo stesso con suo padre. E avvertiva che Finn avesse lo stesso impulso. Glielo aveva detto la forza, o forse era solo la sua umanità a suggerirglielo. La connessione che aveva con qualcuno tanto simile a lei.

Capiva l'impulso di Finn. Lui aveva vissuto nell'odio, senza una famiglia, senza amore. Ma in un solo istante lei aveva capito molto più di quanto avesse potuto Finn in tutta la sua vita. Quando Kylo aveva tentato di forzare la mente di Rey, aveva abbassato la guardia, e lei aveva scorto qualcosa nella sua. E sapeva più di chiunque altro che avrebbe ucciso suo padre.

Quando Finn le strappò l’arma dalle mani e prese la mira, lei desiderò più di ogni altra cosa che lo uccidesse. Ma Han era pericolosamente vicino a quello che una volta era suo figlio e alla sua spada. Un movimento inconsulto avrebbe segnato la fine dell'uomo che aveva visto qualcosa in lei.

Nell'arco di un secondo dovette prendere una decisione. Un attimo lungo un'eternità, eppure troppo breve. Rubò il fucile blaster a Finn. Riuscì, utilizzando tutte le sue forze, a decidere di non uccidere Kylo Ren. Una volta presa questa decisione, fu semplice puntare l'arma e sparare.

Il colpo alla mano fu così intenso che Kylo mollò la presa. Anche se non l'avesse vista cadere, Han avrebbe capito dallo sguardo che suo figlio aveva perso la sua spada. Aveva la delusione negli occhi. In quell'attimo capì che non era più suo figlio, che l'uomo che aveva davanti l'avrebbe ucciso. L'aveva perso.

A quel punto Ray avrebbe potuto finirla lì. Prendere una decisione coraggiosa ed eliminare il problema. Ma una decisione molto più audace fu quella di non uccidere il fantasma di un figlio davanti a suo padre. Avvertiva il dolore di Han, la sofferenza della nuova consapevolezza straziava l'aria che lo circondava. Non poteva infliggergli altre pene in quel momento.

Sparò un altro colpo alla gamba di Kylo Ren, ma ormai non era più concentrato sul suo obiettivo, e usò la forza per evitarlo. Ne sparò tanti altri, ma nessuno di loro andò a segno. Han era paralizzato. Ma l'istinto di sopravvivenza che lo aveva accompagnato per tutta la vita si risvegliò. Comincio a correre, mentre le raffiche provenienti dai suoi nuovi amici tenevano impegnato il suo nuovo nemico.

Scappare era l'unica alternativa.

Rey lasciò che Finn continuasse a sparare al suo posto, e si aggiunse anche Chubaka, più vicino a Kylo. Rey corse via. Rubò per la seconda volta il Millenium Falcon. Si avvicinò il più possibile all’uscita che aveva appena imboccato. Aspettò, aspettò e aspettò. Dei suoi amici nessuna traccia. Cominciò a temere di averli persi, che il male avesse avuto la meglio. E stava per raggiungerli. Si alzò, mossa dal timore e dallo sconforto. E nel momento in cui alzò gli occhi vide delle figure barcollanti avvicinarsi velocemente. Un improvviso sollievo la colse. Il terrore della perdita e la tristezza solidale furono placate dal piacevole tepore della gioia di rivedere i suoi amici. Han correva, e aveva lo sguardo di un uomo che aveva perso tutto. Chubaka teneva in braccio Finn, che sembrava cosciente ma perdeva molto sangue dalla gamba.

Rey tornò ai comandi. Salirono a bordo giusto in tempo, Kylo li aveva quasi raggiunti. Non aspettò neanche che prendessero posto, che si tenessero a qualcosa. Decollò in un attimo e partì alla velocità della luce.

Era preoccupata per i suoi amici. Finn era ferito. Han distrutto. Eppure qualcosa la distolse dalle sue preoccupazioni. Un terrore improvviso l'assalì.

Aveva già avuto paura in passato, aveva imparato a convivere con la paura e a sopravvivere ad essa. Ma il pericolo che avvertiva in quel momento era insidioso, e tanto reale da sentirlo dentro di sé. Aveva bussato alle porte della sua mente, aveva abbattuto le mura e ora strisciava nel suo cervello alla ricerca di un appiglio. Era come una voce che risuonava nella sua testa. Un presentimento, o forse una reale minaccia.

“Ti troverò, Rey. E ti pentirai amaramente di esserti messa contro di me”.

Ilustrazioni di Edoardo Esposito

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