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CROMOSOMA X

( IL FUTURO SECONDO EVA)

Pubblicato il 12 dicembre 2017 in Fantascienza

Tags: CLEO Massimo alam nadia antonella

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Da quando avevano appreso la notizia, Arline e Claudette non avevano più avuto pace.

Fortunatamente in casa avevano tutto il necessario per eseguire un’ecografia e Claudette era perfettamente in grado di interpretarla.

Certo, quello che era accaduto sembrava inspiegabile ed aveva sconvolto anche loro.

Avevano atteso e tergiversato, ma ora era giunto il momento di agire.

“Dobbiamo scappare” disse Arline “andare in un posto dove non possano trovarci” “E ti sembra facile?” obiettò Claudette “Specialmente nelle tue condizioni…” aggiunse guardando il ventre della compagna, già piuttosto arrotondato da una desideratissima gravidanza “Sai dove dobbiamo andare, vero?” chiese ancora Claudette. Arline guardò tra le stelle “Certo. No, non sarà facile, ma dobbiamo farlo” rispose Arline “per il nostro bambino” aggiunse.

“Bambino” sussurrò Claudette. Come suonava strana quella parola nel 2049.

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Anno 2022.

Dopo l’ennesima morte nello Yemen di una sposa-bambina di 9 anni, deceduta a causa di una violentissima emorragia causata dalle lesioni provocate dal “rapporto” con lo sposo, un uomo di 35 anni, il malcontento aveva cominciato a serpeggiare tra le donne.

Sibilava, strisciante, letale e silenzioso come un serpente, tanto che nessuno degli uomini ne aveva compreso la portata.

Tutto era partito in Arabia Saudita, dalla moglie preferita di un importante sceicco, la quale, approfittando della sua posizione privilegiata, aveva carpito importanti informazioni al consorte su di un imponente traffico d’armi.

Armi che lei, a capo di un nutrito gruppo di donne, era riuscita a prelevare e da lì la “Rivolta delle donne” come ormai veniva comunemente chiamata, aveva preso il via e si era estesa a macchia d’olio in tutto il mondo, alla velocità della luce.

C’erano state molte battaglie e moltissime stragi, specie nei paesi dove le donne avevano subito maggiormente il dominio e le atrocità degli uomini. Di questi, coloro che opponevano strenua resistenza venivano uccisi. Quelli che pervenivano a più miti consigli, venivano invece tradotti nelle carceri.

I maschi adolescenti o bambini erano stati sottoposti a una serrata “rieducazione di genere”, così come molte donne, sottomesse agli uomini da tempo immemore, incapaci di comprendere e gestire la nuova condizione di libertà che veniva loro offerta. Per i bambini e i ragazzi, una volta raggiunta la maggiore età era prevista una nuova “terapia” obbligatoria, alla quale era impossibile sottrarsi.

Nel percorso di conquista del dominio del mondo da parte delle donne, queste infatti, interpellando le migliori menti tra loro, erano giunte alla conclusione che si dovesse cercare di estinguere la razza maschile che così tanti danni aveva causato.

Si era proceduto quindi a un’enorme campagna di sterilizzazione chimica, non prima di aver forzatamente prelevato, tramite apposite iniezioni, una grandissima quantità di seme maschile, di varie etnie, che poi era stato congelato in attesa di essere utilizzato al momento opportuno.

Alcune quantità di liquido seminale erano servite per sperimentare la trasformazione del cromosoma Y in X (tramite il gene DAX1, inibitore della mascolinità) che, dopo anni di vari tentativi, nel 2026 era avvenuta con successo.

Da allora in poi sarebbero nate esclusivamente femmine.

L’amore tra uomo e donna era stato bandito e questo ovviamente aveva spinto le donne a formare coppie tra loro stesse.

Quelle che un tempo erano additate come “diverse”, ora costituivano la maggioranza della popolazione, anche se qualcuna aveva preferito rimanere single.

Le coppie che lo desideravano potevano attingere alla banca del seme in modo che una delle donne potesse sottoporsi all’inseminazione artificiale.

Ovviamente il parto avveniva in modalità protetta, senza dolore e soprattutto senza complicazioni per nessuno. Le scienziate si erano dedicate anima e corpo a questo scopo.

Le bambine venivano educate al rispetto della natura, cresciute in un ambiente sano e culturalmente elevato. La guerra e la fame erano state debellate in tutto il mondo, le donne al potere avevano adottato una politica di sviluppo dei paesi più poveri, impedito la supremazia di un paese sull’altro e contrastato tenacemente l’inquinamento e il riscaldamento globale. Erano riuscite a creare un nuovo mondo, più giusto e solidale.

Anche se le cose procedevano tranquillamente così ormai dal 2034, le astronome si erano dedicate alla verifica delle condizioni di abitabilità di altri pianeti, e, dopo il Proxima B gemello della Terra, scoperto nel 2016, ora meta di viaggi turistici, ne avevano trovato un altro che era ancora semideserto.

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Quando il monitor dell’apparecchio ecografico aveva segnalato che il feto era di sesso maschile, iniziando a far lampeggiare la scritta Alert in rosso, Arline e Claudette, incredule, si erano guardate e in quel preciso momento avevano deciso insieme di dare una chance al loro bambino.

Per qualche oscuro motivo, nell’embrione impiantato nel corpo di Arline, il cromosoma Y non era stato inibito, ma era presente e più vivo che mai.

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“Forse è un segno” disse Arline. Claudette la guardò dubbiosa “Un segno?” chiese “Sì, il segnale che stiamo sbagliando. E che una nuova vita, tra uomini e donne, è possibile” affermò Arline

“Dopo tutto questo tempo e tutto quello che è successo, mi sembra decisamente difficile” obiettò Claudette “Dobbiamo crederci” ribadì Arline.

Approntarono la navicella che serviva loro per i viaggi nello spazio, ormai Il pianeta semideserto, satellite del Proxima B , costituiva l’unica valida alternativa per loro.

Se fossero rimaste e la notizia trapelata, probabilmente il loro bambino sarebbe stato ucciso ancor prima di nascere.

Claudette accarezzò la pancia della compagna “Lo facciamo per te piccolino. Abbandoniamo tutto e ci stabiliamo su di un nuovo pianeta. Forse tu sarai il primo a doverlo ripopolare. Colui che riporterà la pace tra il genere maschile e femminile”

“Mi sembra che tu lo stia caricando di un po’ troppa responsabilità” la redarguì Arline accarezzando il bimbo a sua volta.

Claudette sorrise e digitò il “Touch” dell’accensione.

La navicella sfrecciò nel cielo con il suo carico di speranza per l’umanità.

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