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Una storia di Moorgan95

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By your side

Non puoi cambiare ciò che sei

Pubblicato il 15 marzo 2017

L'ora di anatomia inglese non era più interessante del solito e la media degli studenti intenti ad ascoltare calava di lezione in lezione. Me ne stavo ad osservare l'agenda del telefono, per organizzare la settimana tra studio e amici. Avevo scritto non più di una facciata in un'ora, decisamente poco per gli standard della materia di base del corso.

-Che dici, giochiamo a tris?- Il mio vicino di banco, un ragazzo castano e ricciolo, con un paio di occhiali dalla grossa montatura nera appoggiati sul naso, si annoiava quanto me e doveva averlo notato.

-Non mi va molto a dir la verità...- Come non mi andava nemmeno di colloquiare con lui.

Non perchè fosse antipatico, anzi, era molto carino e carismatico, ma quel giorno avevo altri pensieri per la testa. -E se chiedessimo una pausa?-

Christopher alzò la mano per farsi notare dal professore. Non ci fu bisogno di parole, bastò uno scambio di sguardi per capire quale sarebbe stato l'argomento.

-D'accordo ragazzi, facciamo un quarto d'ora di pausa e poi finiamo con un'utlima ora.

Mi raccomando, puntuali! See you later!- Il professore, un affascinante uomo sulla quarantina, si alzò dalla scrivania per sistemare le fotocopie, mentre la classe si svuotava in cortile.

-Non ne potevo più! Ho scritto tre pagine e ho capito metà di quello che ho segnato.- Vera mi si era affiancata con una sigaretta in mano. Quando era nervosa fumava più del solito e quel giorno era già la quinta.

-Si, per fortuna Chris si è fatto notare dal prof. Se non fosse che conta la presenza, prenderei lo zaino e tornerei a casa immediatamente.- Mi ero svegliata male, avevo la luna storta quel giorno perchè avevo fatto un sogno macabro sui draghi. Avevo un sacco di libri di quel genere, adoravo il fantasy, ma il libro della sera prima doveva aver turbato i miei sogni più del solito.

-A proposito di Chris, ti ha parlato?-

Smisi immediatamente di pensare ai miei libri e mi voltai con aria interrogativa verso Vera.

-Parlarmi di cosa?-

Si tappò la bocca con entrambe le mani, lasciano la sigaretta penzolare tra le dita.

-Vera, di cosa mi deve parlare? Dai dimmelo, sai che sono incredibilmente curiosa.-

La ragazza fece un altro tiro di sigaretta, per poi sospirare e alzare gli occhi al cielo.

-D'accordo, ma fingiti sorpresa quando verrà a parlartene, anche perchè in realtà non sono sicura di aver capito fino in fondo di cosa stesse parlando...- La seconda frase era più un commento fra sè e sè. Con una breve alzata di spalle cacciò via quelli che sembravano essere mille pensieri, per poi proseguire guardandomi negli occhi.

-Dunque, lui dice di aver trovato un libro che parla di te.-

-Di me? In che senso?-

-Non mi interrompere per favore!- La sua mano era in posizione di stop. Era una cosa irritante ma ci sarei passata sopra.

-Dunque, lui dice, io non l'ho visto, ma dice che su questo libro c'è un dipinto di una donna, ed è identica a te. Stessi occhi verdi, stessi capelli ramati, però più lunghi dei tuoi, lunghi fino in fondo alla schiena.-

-Ok e di cosa parla questo libro?- Ero curiosa di vedere questo fantomatico dipinto.

-Beh, non lo so, ma penso parli di alchimia e animali medievali. Ma non ho ben capito in realtà. Insomma, i soliti libri che piacciono a te e a Chris.-

-Ok capisco... Ma che sai del libro? Voglio dire, di che anni è?-

-A boh... Però se non sbaglio avevi addosso dei vestiti Rinascimentali! Comunque ti saprà dire qualcosa Chris quando te ne parlerà.- Vera si era accesa un'altra sigaretta.

-Quindi intorno al 1300...- La mia curiosità si era accesa. Se era vero che mi assomigliava ci avrei fatto un quadretto da attaccare in camera mia. -Vera, tutto bene? È già la seconda sigaretta in 10 minuti. Dobbiamo rientraere a lezione.-

-Ma si', è tutto ok. Sono solo un pò agitata perchè ho litigato di nuovo con Davide.- Lo sguardo le si era posato sulle unghie laccate di rosso che giocherellavano con il filtro della sigaretta.

-Mi spiace, è successo qualcosa di grave?-

-Non lo so, abbiamo litigato per le solite stronzate, ma ha detto che dobbiamo vederci oggi pomeriggio. Ho un pò paura perchè era cosi' dannatamente serio...- Gli occhi di lei erano lucidi e non guardava più nemmeno la sigaretta, lo sguardo era perso nel vuoto.

-Hey, hey...- Le dissi accarezzandole un braccio -Andrà tutto bene, non ti preoccupare. Davide ti ama e non potrebbe mai stare senza te!- Cercai di sorriderle per trasmetterle un pò di calma. Sembrò funzionare.

-Okay, entriamo?- Le suggerii. Era passato un quarto d'ora e non avevo voglia di sentirmele dietro, specialmente in inglese.

-Arrivo, finisco la sigaretta e ti raggiungo.- Mi sorrise e capii che voleva rimanere un momento da sola per non crollarmi davanti. Mi alzai e mi diressi in classe.

Una volta seduta al mio posto decisi di intraprendere una qualsiasi conversazione con Chris, per dargli l'opportunità di parlarmi del libro.

-Che fai oggi pomeriggio?-

-Pensavo di andare a calcetto con gli altri.- Era più alto di me e a guardarlo bene aveva il suo fascino. Gli occhiali gli donavano un'aria intellettuale ma si vedeva che ci teneva anche a tenersi in forma.

Un rumore simile ad un sibilo, seguito da un urlo fermò la lezione. Venni percossa dai brividi e subito capii perchè: Vera non era tornata in classe.

Un rapido sguardo tra me e Chris, ed entrambi ci precipitammo alla porta, seguiti da qualche altro curioso e il professore.

Ci bloccammo davanti ad una scena che aveva pressochè dell'increbile: Vera era in terra, con lo sguardo fisso in alto; seguendo il suo sguardo lo vedemmo: un essere, coperto di squame argentate che riflettevano l'azzurro del cielo, simile ai draghi dei miei libri di mitologia celtica che fluttuava a mezz'aria con lo sguardo puntato sulla povera ragazza.

I ragazzi che ci avevano nel frattempo raggiunto sulla porta erano tutti a bocca aperta.

Ci scambiavamo occhiate interrogative e spaventate.

Una ragazza piangeva ed era tornata in classe seguita da un gruppetto di compagne.

Acluni avevano tirato fuori i telefoni per fare delle foto.

Nell'istante in cui Vera emise un singhiozzo per la paura, il drago sbattè le possenti ali e indietreggiò do qualche metro, per poi fare una mossa che non lasciava dubbi: stava caricando.

Il panico si impadroni' per un istante di me e mi riaffiorò nella memoria il sogno di quella notte: un drago dall'aria malvagia e inquietante che eseguiva perfettamente i miei ordini.

Quando il drago si accinse a volare verso la mia amica mi fu chiaro: io sapevo cosa fare.

Dovevo essere pazza per fare quello che stavo per fare, ma quella sicurezza che si era instaurata dentro me era una cosa mai avuto prima ed era anche forse l'unico modo per salvare Vera.

Sarei morta? Possibile.

Fu questione di un istante, mi feci largo tra gli studenti che avevo davanti, spingendoli.

Chris mi afferrò per una manica ma con uno strattone mi liberai. Sentii qualcuno urlare di fermarmi, ma nessuno mi avrebbe rincorso.

L'andrenalina che avevo in corpo mi fece percorrere di corsa il cortile fino a raggiungere Vera, senza la minima fatica e senza il minimo sforzo.

Scivolai davanti alla ragazza ed estesi il braccio, con il palmo della mano destra davanti, urlai semplicente un "AHII" e chiusi gli occhi aspettando l'inevitabile. Mi sentivo tanto stupida in quel momento. La sicurezza mi stava lasciando. Che morte idiota.

Una raffica di vento mi fece indietreggiare di due passi e fatica riuscii a rimanere in piedi. Piegai la testa di lato e schiusi gli occhi: il drago si era fermato a venti centimetri da me e mi fissava.

Feci segno con la mano di andare via a Vera, che senti sgusciare via come un fulmine, per poi fermarsi sulle scale, nelle braccia di Chris, entrambi che mi guardavano terrorizzati.

Tenevo ancora il braccio alzato e il mio respiro era affannato. Sentivo gli occhi dell'animale scrutarmi dentro, e mi chiedevo se si stesse domandando che sapore avevo. A quel pensiero cominciai a sudare freddo. Come potevo spostarmi da li senza evitare di diventare lo spuntino di un animale cosi incredibile?

-C-cosa vuoi da noi?- "Brava scema, di sicuro ti risponde". Non mi era venuto in mente niente di meglio che parlare con lui.

Un sibilo usci' dalla bocca del drago. Mi sembrava quasi che avesse detto sul serio qualcosa. Cercava di comunicare?

Abbassai il braccio lentamente, cercando di non fare mosse brusche cosi che il drago non si alterasse. Come il braccio scese lungo il mio fianco, il drago si alzò in tutta la sua possenza e schiuse le ali decollando sopra la mia testa, stavolta facendomi cadere secca al suolo.

Lo vidi andare sempre più su, fino a che non scomparve dietro ad una nuvola.

Santo cielo, cos'era appena successo? Avevo scacciato un drago? Io? Tentai di risollevarmi in piedi ma le mie gambe stavano tremando come foglie d'autunno. "Respira, è tutto finito."

Guardai Chris, mi stava sorridendo con gli occhi sbarrati. Era sopreso quanto me.

Ad un tratto però la sua espressione tornò terrorizzata. Mi girai in tempo per vedere il drago tornare all'attaco. Come avrei fatto questa volta?

Chiusi gli occhi nuovamente comprendomi il viso con le braccia.

Sentii una mano cingermi la vita e mi ritrovai a rotolare di lato.

Guardai chi mi aveva salvato ma non lo riconobbi: un ragazzo dai grandi occhi grigi, i capelli biondi scompigliati, i muscoli ben scopliti che si intravedevano sotto la casacca marrone, che mi ricordava tanto l'abbigliamento di un pirata, era inginocchiato sopra di me con una lunga spada in mano.

Rimasi per un momento senza fiato, non potevo credere di essere salva.

-Ragazza, dietro di me!- mi urlò il ragazzo e in meno di un secondo mi alzai per posizionarmi come mi aveva detto lui.

-Draco!- Si stava rivolgendo al drago che nel frattempo era atterrato nuovamente non lontano da noi, dove sarei potuta esserci stata io, schiacciata.

-Vattene, lascia in pace questi uomini!-

Di nuovo il drago sibilò qualcosa. Sta votla ne ero sicura: stava comunicando con il ragazzo davanti a me.

Lentamente abbassò la spada e si girò verso di me. I suoi occhi grigi mi stavano osservando. La sua espressione era un miscuglio tra sorpresa e disgusto. Non sapevo davvero che fare, ma soprattutto mi turbava la presenza del drago e il fatto che il ragazzo gli dava le spalle.

-Morgan?- Le sue parole erano poco più di un sussurro e non ero certa fosse una domanda.

-Come scusa?- La voce mi uscii roca, avevo la gola bloccata da un nodo che non riuscivo a sciogliere.

Ora il disgusto sulla sua faccia se n'era andato e anche la sua espressione si era addolcita.

-Come ti chiami?-

-Sharon-

-Io sono Daniel.- Fece un sorriso che li per li non riuscii ad interpretare. Sembrava quasi una presa in giro. -Ascoltami... Sharon. Devi sfidare il drago.-

-Che cosa???- la mia voce si era alzata di qualche tono. Mi irritava il modo calmo con cui lo aveva detto. Sarei morta e lui lo sapeva benissimo.

-Hai qualche secondo per prepararti psicologicamente, dopo di che parti e sfidalo.-

-Altrimenti?-

-Altrimenti ucciderà te e tutti tuoi amici.- indicava i miei compagni, che erano sempre più confusi. Daniel si girò per andare in direzione delle scalinate.

Lo afferrai per una manica.

-No no no, aspetta Daniel! Io non posso fare niente, non so cosa fare! Ti prego aiutami!- mi veniva da piangere, come poteva lasciarmi davvero andare ad affrontare un drago? Non sapevo che fare e non volevo morire. Iniziò ad appannarmisi la vista e se ne accorse anche lui, perchè l'aria dura che aveva si addolci' nuovamente.

Mi accarezzò una spalla: -Concentrati. So che ne sei in grado e dentro te sai come fare.

Puoi farcela Morgan!-

-Sharon.- Lo corressi. Le sue parole mi davano uno strano coraggio. Certo, se non avesse sbagliato il mio nome di nuovo avrebbero avuto un effetto migliore, ma pazienza.

Lasciai andare il suo braccio e mi girai verso il drago, che aveva preso di nuovo a sbattere le ali.

Lo fissai per un momento negli occhi. Di nuovo la sicurezza di prima mi travolse. Chiusi gli occhi, inspirai e raccolsi qualcosa dentro di me. Li riaprii e aspettai che il drago si librasse in aria nuovamente. Non staccava gli occhi da me. Scattò verso destra e fece per volare di nuovo alto nel cielo. Non persi tempo e mi misi a corrergli sotto, come un'ombra.

Quando arrivammo alla ringhiera la usai come rampa e mi lanciai sul drago. Questi mi afferrò con gli artigli e mi scaraventò in alto, ma in un attimo riuscii a raddrizzarmi in aria e ad atterrare sulla schiena del drago. Accortosi della mia presenza comincio a virare bruscamente per farmi precipitare, ma non glielo avrei permesso.

Mi arrapicai tenendomi alla squame fino a raggiungere le testa e le corna.

Il drago si mise a piroettare e mi ritrovai a testa in giù. Allargai le gambe più che potei in modo da farmi da blocco con le corna dell'animale e mi attaccai più forte che potei con le braccia.

-Sei mio, hai capito?- Urlai, senza sapere da dove avevo preso quel coraggio.

Quando si raddrizzò scivolai sul muso velocemente fino a raggiungere le narici. Qui scorsi una squama, al confine con la bocca, che era leggermente più rialzata delle altre. Con tutta la forza che mi era concessa in quell'istante la sollevai.

Sotto di essa vi era una piccola pietra. La afferrai salda nell mano. Ma in quel momento il drago virò di nuovo e non riucii a tenermi al muso cosi' cominciai a precipitare.

Mentre cadevo sentii la pietra scaldarsi nella mia mano e farsi intorno al polso come un braccialetto per poi proseguire a legarsi al dito medio. Fu in quel momento che vidii il drago recuperarmi con una zampa bloccando la mia caduta.

Atterrò piano adagiandomi poi a terra. Qui venni immediatamente raggiunta da Daniel che sorrideva raggiante.

-Lo sapevo!- Mi aiutò ad alzarmi senza togliermi gli occhi di dosso. Mi rilassava da matti il suo modo di guardarmi.

-Ce l'ho fatta? Siamo salvi?- Domandai ancora spaesata.

-Si, ora Draco fa parte di te. È il tuo più fedele alleato. Sii fiera di te stessa.-

Mio alleato? Ero si' fiera di me stessa, ma con decisamente più domande di quella mattina. In quel momento la medicina non esisteva più, ma tutti i miei libri fantasy stavano prendendo vita davanti ai miei occhi.

Daniel doveva aver capito che ero turbata, anche se ancora non sapevo come fai fosse cosi sorpreso che io non avessi capito niente, ma probabilmente era l'abitudine; per lui quelle cose dovevano essere perfettamente normali.

Fece cenno al drago di andarsene, ma l'animale si girò verso me. Ripetei il cenno al cielo di Daniel e sta volta il drago riprese il volo per sparire poi dietro ai nuvoloni che minacciavano pioggia.

-Devi venire con me, Sharon. Ci sono tante cose che devi sapere ora che sei un cavaliere. Di certo non le puoi scoprie stando qua.-

-Ma...e loro? Cosa dico? E la mia famiglia?- mi girari verso la mia classe.

-Posso creare un diversivo nella mente dei tuoi genitori e dei tuoi amici più vicini, gli altri perderanno il ricordo di questo giorno una volta che tu avrai varcato la soglia del nostro mondo.-

-Il vostro mondo? Vuoi dire che andiamo su un altro pianeta?- sentii lo stomaco stringersi e l'ansia cominciare a circolare dentro me.

-È solo una dimensione che fa parte del vostro mondo come lo conoscete, soltanto che è protetta da una sorta di barriera "magica", tramite rune potenti. Soltanto i degni possono oltrepassarla.-

Non sapevo che fare. Volevo andare, per scoprire qualcosa di più su questa faccenda, ma avevo paura e non mi fidavo. Qui avevo amici, famiglia e un futuro. Cos'avevo di là? I miei pensieri mi si leggevano in faccia e Daniel era un bravissimo lettore.

-Inoltre, se il drago ti ha scelto significa che il tuo sangue è come il mio, altrimenti non sarebbe mai venuto fino a qua e non sarebbe riuscito a mettersi in contatto con te. Ciò significa che i tuoi antenati fanno parte del mio mondo e non del tuo. Chissa se anche i tuoi genitori non siano come me...- Si toccava il mento, riflettendo su ciò che stava dicendo, osservando il cielo pensieroso.

Che i mei fossero parte del suo mondo? Se lui era davvero in grado di creare una sorta di ricordo sfasato su di me, per coprire il mio viaggio, poteva valerne la pena per scoprire qualcosa di più.

Tesi la mano verso di lui -D'accordo, verrò con te! Ma devi promettermi che non mi lascerai morire!-. Mi guardò sorridendo, pronto a dire qualcosa, ma emise solamente una bella risata e mi strinse la mano -Ma certo Madame, mi prenderò io cura di te!-

Ancora scuotendogli la mano sentii la mia pelle diventare calda. Stavo arrossendo. Mi schiari' la voce e mollai la presa. - Bene, prima di tutto però, dammi due minuti per parlare con i miei amici. Ti raggiungo subito.-

Incrociò le braccia sul petto e mi guardò curioso. -Vai.- mi disse, senza smettere di sorridere e di seguirmi con lo sguardo.

Mi voltai sentendomi un pò in imbarazzo per quegli occhi tutti per me e mi diressi verso i miei due compagni di avventure.

-Oh mio Dio, Sharon! Mi hai fatta morire!- Vera mi gettò le braccia al collo, in lacrime. Ricambiai l'abbraccio e alzai appena lo sguardo per vedere che tutti mi stavano fissando. Cosi feci scivolare la mia mano dentro quella di Vera e Chris e li trascinai in una delle aule vuole, chiudendomi la porta alle spalle.

-Ragazzi, non ho molto tempo... Non so come spiegarvelo, ma per un pò dovrò assentarmi, per far luce su questa vicenda. Anche perchè ora a quanto pare possiedo un drago o qualcosa del genere, e di certo non è come avere un gatto, quindi non posso portarmelo a casa! Perchè servirebbe una casetta gigante, per non parlare della lettiera...puzzeranno i draghi? ...-

-Tesoro, tranquilla.- Vera fece capolino davanti al mio viso, interrompendo gli assurdi pensieri che stavo formulando. -La cosa è decisamente assurda, ma mi hai salvato la vita e ho visto che te la puoi cavare. Poi con quel fusto biondo che ti aspetta là fuori...- Stava ridendo sotto ai baffi, mentre io arrossivo e cercavo di darmi un certo contegno.

-Daniel. Si beh, sarà anche carino ma principalmente mi serve per restare viva.-

Chris non diceva nulla e ci guardava incuriosito, anche se la sua espressione si era fatta un pò cupa. -Sharon, volevo parlarti di una cosa...-

Mi voltai verso lui, pronta ad ascoltarlo. -Ho trovato un libro, risalente al Rinascimento, dove c'è un tuo ritratto.-

-Una che mi assomiglia vorrai dire.-

-No no, sei tu!- Apri' lo zaino velocemente e ne estrasse un libro dalla copertina scura e logorata dal tempo, con incastonate alcune pietre ai lati e il simbolo della stella a cinque punte al centro, ma con la punta rivolta verso l'alto, e non verso il basso. Si fece strada con un pezzo di carta che fungeva da segnalibro e mi porse il libro aperto.

Ebbi un momento di shock. La ragazza che era disegnata, aveva un'incredibile somiglianza con me: i capelli erano dello stesso colore caldo e ramato dei miei, però a differenza dei miei che erano tagliati fin sopra le spalle in un morbido caschetto spettinato, la fanciulla aveva una chioma lunga e ondulata che le cadeva sulla schiena, gli occhi erano disegnati perfettamente, verdi con delle sfumature giallognole al centro. Ma la cosa che più mi fece effetto era la piccola voglia sul braccio destro, nello stesso punto e della stessa grandezza del mio, a forma di luna. Poteva essere una stranissima coincidenza? Per non parlare dei nei che si intravedevano e che coloravano la sua pelle, precisi come costellazioni. Precisi come i miei.

-Il disegno non è nulla, dovresti leggerlo.-

Alzai lo sguardo verso Chris e chiusi la bocca che avevo tenuto spalancata per tutto il tempo.

-Portalo con te e dacci un'occhiata. Ora più che mai penso che ti potrebbe servire. Fino a stamattina credevo fosse una stupidaggine, più una bella coincidenza che altro, ma dopo aver visto quella creatura là fuori... Ti prego leggilo.- Mi guardava con uno sguardo di supplica, era seriamente preoccupato e stava trasmettendo le stesse emozioni anche a me.

Annuii seria. L'avrei letto non appena avessi avuto un momento di tempo.

-Ok adesso devo proprio andare.- Li guardai per un momento, dopo di che Vera mi abbracciò di nuova, seguita da Chris. Stemmo per un lungo momento tutti e tre cosi'.

Dopo di che per evitare altri sentimentalismi e lacrime varie, dovetti salutarli a malincuore per ritrovarmi di nuovo nell'atrio con tutti gli occhi addosso. Sorrisi nervosamente a chi incrociava il mio sguardo, ma nessuno mi si avviciniva più del necessario. Fantastico.

Raggiunsi Daniel in cortile che non si era mosso di un millimetro.

Mi afferrò la mano -Sei pronta?-

Non sapevo a cosa esattamente dovessi essere pronta, ma annuii ugualmente.

-Ok però via da qua, queste persone hanno già visto abbastanza.- Detto questo si mise a correre fino a raggiungere l'angolo dell'edificio, in modo da essere fuori dalla portata di occhi indiscreti. Estrasse un carboncino dal fodero della spada e si mise a disegnare degli strani simboli sulla parete della scuola. Come ebbe finito, la parte di muro circondata dai simboli cominciò ad incresparsi, come fosse acqua, per poi assumere un colorazione ad arcobaleno.

Daniel mi fissò per un momento, per poi fare un cenno con la testa verso quello che era un portale.

-Devo entrare li dentro?- Non volevo passare da li, sembrava tutto cosi assurdo e avevo paura.

-Certo, ma non ti preoccupare, durerà una frazione di secondi. Sarà come volare.-

-Mi piace avere la terra sotto i piedi.- piagniucolai fissando diffidente il muro.

Daniel mi prese per mano e un fremito mi scosse. Vedendo la mia faccia che doveva sembrare abbastanza spaventata capii che la mano non mi avrebbe rassicurato più di tanto. -Stringi il libro e chiudi gli occhi.- Indicò il libro di Chris che avevo tra le braccia.

Respirai profondamente un attimo, dopo di che strinsi il libro e chiusi gli occhi.

Sentii il petto di Daniel avvicinarsi al mio viso, segui' un tocco gentile in vita che poi si trasformò in una stretta sicura. Si sbilanciò verso il portale e ci finimmo dentro. Sentii la differenza di temeperatura, l'aria più frizzante ma con lui vicino non riuscivo ad avere paura.

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