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Una storia di OrnellaStocco

La collana di perle

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Pubblicato il 29 maggio 2018 in Altro

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Giulia varcò l’ingresso della gioielleria con l'intenzione di fare un regalo importante a sua madre che di lì a una manciata di giorni avrebbe festeggiato i suoi primi sessant’anni.

Le sembrava un traguardo importante per una donna. Inoltre Teresa, sua madre, era rimasta vedova da pochi mesi e, forse, il regalo che aveva in mente Giulia, l'avrebbe in parte distolta dalla depressione per la morte del marito. Il papà di Giulia aveva lasciato un vuoto difficile da colmare, se ne era andato a seguito di un attacco di cuore lasciando moglie e figlia improvvisamente.

Teresa era ancora una bella donna, Giulia cercava di spronarla a trovare un nuovo compagno.

-Ma che cosa stai dicendo Giulia! Io e tuo padre eravamo sposati da oltre quarant’anni e, a parte qualche periodo di crisi, siamo stati una coppia felice, come puoi consigliarmi una cosa così... così... orribile!

E giù con i pianti.

-Lo so mamma, ma ti vedo talmente sola e affranta, lo so che siete stati felici, quando vi guardavo così innamorati anche dopo tanti anni, mi si stringeva il cuore, ma la vita va avanti e tu sei una donna giovanile, con molto affetto ancora da dare…

-Buongiorno signora, in cosa posso esserle utile?

La commessa del negozio andò incontro a Giulia. In realtà non aveva ancora preso nessuna decisione.

-Buongiorno... sì, credo di avere bisogno di un consiglio. Mia madre tra due giorni compie gli anni e volevo farle un bel regalo, sa sessanta sono un traguardo importante per una donna, insomma va premiato, giusto?

La commessa sorrise.

- Assolutamente, e che cosa avrebbe pensato di regalare a sua madre?

-Ecco… non saprei, sono indecisa, pensavo a una spilla, anche se credo che mia madre non ne vada particolarmente pazza…

-Che ne direbbe di una collana.

- Una collana, ma certo, non ci avevo pensato, bellissima idea!

-Una collana di perle, come questa per esempio.

La gentile commessa adagiò con grazia sul tappetino di velluto blu un filo di perle.

-Ma è stupenda! Come vede non le ho fatto perdere tempo, prendo questa, ehm… che prezzo ha?

- Sono perle naturali, guardi che luce meravigliosa hanno. Il costo? Beh, sicuramente non è una collana da vie di mezzo, ma sono sicura che sua madre ne sarà felicissima e saprà apprezzarla.

La cifra richiesta effettivamente era piuttosto importante ma Giulia non aveva problemi economici. Con il suo stipendio da insegnante, sommato a quello di suo marito Carlo, stimato ottico con avviato studio in centro, poteva acquistare quella preziosa collana.

In fin dei conti a sua madre non aveva mai fatto regali importanti.

Piante e fiori erano la passione di Teresa ma oramai la casa ne era talmente piena da assomigliare a una serra e non era rimasto più spazio nemmeno per un bonsai.

Giulia sentiva che quel dono avrebbe fatto felice Teresa. Dopo averla vista tanto piangere per la morte del suo Mario voleva rivederla sorridere.

Per festeggiare il suo compleanno Teresa aveva invitato a pranzo sua figlia e suo genero.

Era una bella domenica d'inizio primavera quando a mezzogiorno Giulia, accompagnata da Carlo, si presentò nell'accogliente appartamento di sua madre.

Carlo, appena entrato, mise tra le braccia della suocera un bellissimo mazzo di fiori freschi, tra i suoi preferiti: rose, gigli, lilium trattenuti con un elegante nastro di raso rosso.

-Che fiori meravigliosi, grazie Carlo sei sempre così attento ai miei gusti...

Giulia teneva nella sua borsa il regalo, quello importante.

Non disse niente alla madre, facendole credere che solo i fiori fossero il regalo per il suo compleanno. E Teresa non si aspettava altro. Era felice così. Dopo mesi di tristezza, quel giorno, si sentiva più serena.

Il pranzo sospettosamente elaborato, per una pessima cuoca come Teresa, fu consumato in armonia ma un posto a tavola era rimasto vuoto.

- Mario mi manca tanto, se penso che l'anno scorso a festeggiare il mio compleanno c'era anche lui, io...

- Lo so mamma, manca molto anche a me ma oggi non devi essere triste, basta piangere, lui non vorrebbe vederti così, papà ti voleva vedere sempre felice.

- Hai ragione tesoro...- Disse Teresa soffiandosi il naso.

-Scusatemi ragazzi, scusatemi anche per il pranzo, come avrete capito non è opera mia, ma della rosticceria qui sotto, in fin dei conti oggi è la mia festa, me lo merito un po' di riposo, giusto? E poi lo sapete bene che come cuoca non valgo molto!

Carlo sorrise. Giulia non vedeva l'ora di consegnare il prezioso dono a sua madre.

- Adesso prendiamo il caffè in terrazza oggi si sta bene fuori; finalmente è arrivata la primavera!

Giulia approfittò di quel momento per prendere la preziosa scatolina.

-Venga signora suocera, la accompagno...

-Guarda che non sono proprio così decrepita.

Le schermaglie tra suo marito e sua madre intenerivano sempre Giulia che rivedeva le dimostrazioni d'affetto che si erano scambiati negli anni i suoi genitori.

-Mamma, questo è per te.

-Ma... un altro regalo! Giulia, bastavano i fiori, sono così belli.

Teresa prese la scatola elegantemente avvolta nella carta dorata.

Improvvisamente la sua espressione cambiò. Il suo sguardo s'incupì.

-Mamma, cosa c'è perché non apri il pacchetto?

Teresa sembrava pietrificata, ammutolita, con gli occhi bassi disse:

-Non lo so Giulia se riuscirò ad aprire questa scatola... io... io dalla sua forma credo di conoscerne il contenuto.

-Mamma ma perché... è il tuo regalo e sono sicura che ti piacerà moltissimo, ti prego, non fare così!

Teresa, con gesti lenti aprì la scatola, senza emettere nessun suono, senza ringraziare o gioire, si alzò, la appoggiò sul tavolino e corse a chiudersi in camera sua.

Carlo e Giulia si guardarono sgomenti chiedendosi il motivo di quel comportamento.

-Carlo, guarda questa collana, non è meravigliosa? Ero così felice quando l’ho scelta. Ero certa che a mia madre sarebbe piaciuta moltissimo, invece hai visto cosa ha fatto?

Giulia non riuscì a trattenere le lacrime. Carlo confuso e impacciato bussò alla porta della camera della suocera.

Entrò e nella penombra vide la donna seduta sul bordo del letto con il viso tra le mani.

-Signora... ma che cosa succede, non capisco, Giulia è di la che piange, lei è qui con una faccia stravolta, abbiamo detto o fatto qualche cosa di male?

Teresa con fatica si alzò, in quel momento i suoi anni sembravano molti di più.

- Carlo andiamo di là, ora vi spiego.

-Giulia, scusami amore, mi hai fatto questo magnifico dono con tutto il tuo cuore e ti ringrazio ma... ho rivissuto un momento terribile della mia vita che non ti ho mai raccontato

e sembra incredibile sia successo di nuovo. Anch'io come te, anni fa, ho regalato una collana di perle alla mia mamma, tua nonna, esattamente nel suo sessantesimo anno di età, era molto simile a questa, anzi no, la tua è più bella, chissà quanto ti sarà costata...

-Non importa mamma, vai avanti...

- Non te ne ho mai parlato, eri piccola quando la nonna morì.

-Non ero tanto piccola, mi ricordo e tu mi dissi che era morta per un attacco di cuore.

-Tua nonna è morta due giorni dopo il suo compleanno.

-Sì mamma, è molto triste, ma sono cose che succedono, non capisco la tua reazione quando hai visto la collana...

-Ho visto la stessa scena di quando io l'ho donata a tua nonna, dicono che le perle portino sfortuna, ma pensavo fossero solo dicerie. Ricordo che tua nonna, quando vide la collana, sembrava impazzita di gioia, se la mise subito al collo e si guardò ammirata allo specchio. Era felicissima, come avrei dovuto essere io oggi. Dissi a tua nonna che la collana aveva sessanta perle più due. Allora lei ridendo mi rispose che l’avrebbe indossata solo per altri due anni... invece le durò solo altri due giorni, tua nonna infatti morì due giorni dopo.

-Ma mamma sono coincidenze! Sono sicura che questa collana di perle ne avrà una cinquantina, quindi... scampato pericolo!

Giulia prese la collana e iniziò a contare le perle.

- Sessantacinque, le perle sono sessantacinque, quindi non vale, ahaha dai mamma provala che voglio vedere come ti sta.

Teresa nel vedere sua figlia così felice indossò la collana. Lo fece solo per lei. Per quella dolce creatura.

-Guarda come ti sta bene, fammi un sorriso e abbracciami. Tanti auguri mamma!

Teresa abbracciò la figlia.

I giorni successivi furono per Giulia i soliti giorni passati tra scuola e casa.

-Professoressa, mi scusi ma in segreteria ci sono delle persone che chiedono di lei...ehm, sono due agenti della polizia.

-Ragazzi scusatemi torno subito, mi sa che ho preso l’ennesima multa.

I suoi alunni scoppiarono in una sonora risata. Erano abituati all’ironia della prof, anche per questo Giulia era molto amata dagli studenti.

I due agenti la attendevano con un'espressione che non annunciava nulla di buono.

- Professoressa Giulia Giorgi?

-Sì sono io... ma... è successo qualche cosa?

-Sua madre ha avuto in incidente...ci spiace...ma purtroppo è deceduta.

L'urlo di Giulia echeggiò in tutta la scuola.

-Mammaaaa.

Nell'impatto fortissimo con un’auto che non aveva rispettato lo stop, il filo di perle che Teresa portava al collo si ruppe. Facevano uno strano effetto quei puntini bianchi come piccoli fiori che spiccavano su un prato rosso.

Teresa il giorno della sua morte aveva sessant'anni. Più cinque giorni.

Sessantacinque perle bianche.

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