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Una storia di Marvin

2

Praha

Di giorno madre. Di notte puttana.

Pubblicato il 03 maggio 2017

Scivolano silenziosi, invisibili e insoddisfatti;

corpi di effimero vigore accompagnano tutti, nessuno escluso, in un tripudio di monotonie e di esclusive banalità. In pochi lo notano e ne sentono l'odore, quella puzza nauseanbonda ma comune, tanto da essere inodore.

La riva di un fiume,

birre su birre,

il verde degli alberi a far dimenticare il grigiore quotidiano,

qualche sigaretta e si pensa a ciò che è, ciò che sarà e a ciò che è stato grande, di una grandezza inesprimibile, al pari di quegli uomini capaci di sfiorare l'apice per poi cadere, silenziosi, nell'abisso della dimenticanza.

Lì, sulla riva, ragazzi diversi condividono idee comuni,

la voglia di provare,

provare a emulare quel che Grande fu e che ora è svanito, finché la mente, stanca

eppure ancora in fiore, lascerà che germoglino nuove vite di speranze migliori.

Una chitarra,

una canzone,

ancora birre su birre.

Sul fiume pochi battelli, qualche cigno e troppi stronzi, mentre nell'incoscienza di un'altra lingua l'est lascia che le loro parole sfumino nel vento. La fanciulla del Sud si avvicina, li fotografa e sorride, i ragazzi intravedono nel suo solitario incedere la loro ansia di libertà,

la possibilità di fuggire i vincoli sociali; tuttavia verdi visioni lasciano che lei sfugga ai loro sguardi.

Dal ponte una voce soave e profonda nell'oscurità delle tenebre scalda i loro cuori, vibrante di sincerità e ricca di disinteresse.

Notti diverse per gente normale, disse qualcuno.

Notti comuni per gente speciale, disse il poeta.

Graziose cameriere li accolgono,

ancora birre su birre,

poi musica,

cimeli di glorie passate.

Sono brilli, sono ubriachi, si abbandonano al dolce abbraccio di un misero letto, con la tv accesa e le parole di rammarico di un uomo, ultimo dei Grandi, costretto nella sua libera prigionia.

Un libro,

due parole.

Molte risate li accompagnano al sonno.

L'inatteso caldo di una mattina settembrina porta la gioia della scoperta e lo spettro dell'imminente ritorno.

È il momento di un ultimo saluto alla dolce donna che li ha accolti nel suo grembo

Di giorno madre.

Di notte puttana.

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