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Una storia di Marilena

COME NACQUE LA NEVE

Pubblicato il 06 dicembre 2017 in Fiabe

Tags: amore inverno fiaba

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È una storia fantastica nata milioni di anni fa’ quando il nostro pianeta, la Terra, magnifica perla della nostra galassia, attirò l’attenzione di Neve, un dio molto potente che vagava per l’universo.

- Che meraviglia questo pianeta, con il bianco delle sue nuvole, il turchese dei suoi mari e le sfumature delle sue terre!

A quel tempo la Terra viveva un’eterna primavera. Non si fermava mai di generare fiori, piante, animali!

Quando Neve, decise di entrare nella sua atmosfera, rimase ammaliato dai colori sgargianti delle piante, i loro profumi, i suoni degli animali nelle foreste, le cascate, i laghi, i mari. Per non dire dei tramonti e delle albe che si affacciavano sugli orizzonti che esplorava. Fino a quando, girando in lungo e in largo, conobbe Gea, la dea della Terra. Lei aveva un aspetto esile e delicato. I suoi lunghi capelli chiari erano intrecciati con ghirlande di foglie e di fiori.

Neve la trovò bellissima e se ne innamorò immediatamente.

I due divennero subito amici.

Seguendo Gea ovunque andasse, Neve vedeva la nuova amica sempre presa con i semi che trovava lungo il cammino da far germogliare, rami di alberi da fiorire, angoli di terra spoglia da inverdire.

Il dio si accorse che Gea era molto affaticata.

- Fermati Gea, sei stanca! Sediamoci un po’ sull’erba a riposare.

- Non posso Neve, la Terra ha bisogno di me, c’è così tanto da fare!

Così a Neve venne subito una fantasiosa idea con la quale affascinare e onorare la dea della Terra.

- Un omaggio per onorare la tua bellezza, mia splendida amica!

Radunò delle nubi sopra di loro ed iniziò a far scendere dei candidi fiocchi di ghiaccio leggeri che scendevano lentamente ondeggiando. Quella inconsueta danza finì per ipnotizzare Gea che si fermò ad ammirarli. Ne prese uno tra le mani. Era uno scintillante cristallo che si sciolse quasi subito a contatto con la sua pelle. Allora continuò a fissarli mentre scendevano e si posavano ovunque formando un bianco manto scintillante. Le venne sonno. Cercò un giaciglio per sdraiarsi e sbadigliando si adagiò sulle gambe del suo nuovo amico e si mise a dormire. Anche gli animali che erano nei loro paraggi si rannicchiarono nelle loro tane per dormire.

Gea ringraziò Neve per dono che le fece.

- Grazie Neve!

Lui, accarezzandole i capelli, rispose che i fiocchi si sarebbero sciolti quando lei si sarebbe svegliata.

Così Neve ebbe il tempo di restare con lei tutto l’inverno, per accudirla e proteggerla durante il sonno. A primavera lei si svegliò e trovò Neve a darle il buon risveglio. Appena lei fu pronta per rimettersi all’opera i due si salutarono con un lungo bacio, dandosi appuntamento per l’anno successivo e gli altri ancora. I due innamorati negli anni successivi passarono più tempo insieme ad osservare abbracciati la neve ed a conversare.

D’allora tutti gli anni Neve ritornò da Gea e con lui la neve che noi tutti conosciamo.

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