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Una storia di Tizi

NON URLATE

il vecchietto dove lo metto

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Pubblicato il 10 agosto 2018 in Altro

Tags: anziani figli ospedali amore riconoscenza

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Ho sempre ascoltato persone che dicevano che spesso quando un anziano si rompe il femore da lì a poco MUORE, in verità l’ho letto anche da qualche parte.
Un essere umano, che ha vissuto ottanta anni senza mai conoscere un ospedale per un ricovero, si trova davanti, tradotto in gesti, quello che un anziano conta nella società, stringendo il campo quello che conta nella propria famiglia.
Sì, perché, più veramente ami la persona che ha vissuto più di te, più hai la possibilità di vedere veramente quello che accade intorno a lei.
Sei un nome URLATO, si sa’ gli anziani sono sordi! Non tutti.
Sei un corpo che non può più andare in bagno per le sue necessità: ” tranquilla hai il pannolone falla li!” E lo dicono sempre URLANDO, davanti a tutti, pazienti e parenti .
Sei un corpo che deve mangiare da solo e se non ti alimenti perché non hai le forze, diventi da subito dipendente nel mangiare, sempre URLANDO :“ te lo lascio qui tra poco passo a ti aiuto”.
Il tra poco, diventa quando mi ricordo, e quando ti decidi diventa tutto ( minestrina e mela cotta) freddo, e non mangerei piu’nemmeno io.
Non mangia, non beve, non la alziamo perche’ non vuole essere toccata. Si sta disidratando, ha piaghe da decubito.
La verita’ e’ che non gli date da mangiare, non la fate bere, non viene alzata.
I figli ? li ho osservati……. alcuni diventano complici, mai come li’ in ospedale, si capisce quale peso sono diventati, non importa se ti hanno aiutata fino al giorno prima della caduta..
Vengono abbandonati negli ospedali, successivamente strutture post acuzie , e per ultimo Rsa (residenza sanitaria assistita)
Se in ospedale urlavano il tuo nome, man mano che i tuoi figli scelgono il parcheggio piu’ idoneo per loro ,non vieni piu’ chiamato. SILENZIO.
Non mangi piu’ da solo, non bevi, non ti muovi, non ti lavi ,nessuno ti parla, altri decidono cosa come e quando devi mangiare, bere, lavarti.
Decidono persino quando devi dormire, ti danno le goccine, le chiamano cosi’ i sedativi, ma le danno solo a chi si comporta da paziente, pretende quindi attenzione se ha bisogno.
Con il tempo le goccine non servono piu’ perche’ vuoi solo dormire, non vuoi piu’ vedere, stai spesso con gli occhi chiusi , desideri solo morire.
Eh no non si muore per il femore rotto, state mentendo cari figli, in questo caso siete stati i
responsabili di un omicidio meditato il giorno dopo la caduta del vostro caro, quando la prima
cosa che vi ha sfiorato nella testa non e’ stata oddio mia madre,mio padre, ma …. Io non posso
occuparmene!
URLO IO E FORTE : NON SI MUORE PER UN FEMORE ROTTO. CIAO NATALIA.

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