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Una storia di AnjaLol

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Ci incontreremo ancora

the day after

Pubblicato il 01 luglio 2017

Passiamo tutto il giorno a letto. Parliamo di tutto, di tutto quello che ci è successo negli ultimi 10 anni, scopriamo che ci siamo ritrovati negli stessi posti e non ci siamo incontrati. Eravamo a Barcellona nel 2009, a Bruxelles nel 2010, a Lisbona nel 2011, a Roma nel 2012, a Parigi nel 2013, A Gallipoli nel 2015, a Berlino e Londra nel 2016 e sempre negli stessi periodi. Il destino ha sempre remato verso di noi, ma noi non siamo mai stati capaci di prendere quella barca. Rifacciamo l’amore altre 2 volte. Io dovrei tornare a casa, domani ho di nuovo il turno di mattina, dovrei farmi una doccia, preparare lo zaino per domani. “Se ti accompagno a casa, ti prendi tutto quello che ti serve e poi torniamo da me?” lo guardo perplessa, l’idea non è male ma non so se accettare o no. Guardiamo il lati positivi e negativi. Abita a 5 minuti dall’aeroporto per cui posso alzarmi più tardi, la doccia posso farla da lui con calma, cominciare a portare le mie cose a casa sua mi spaventa, non voglio correre e rovinare tutto. Penso al fatto di dovermi alzare alle 3… “Ok, ma andiamo adesso”. Ci rivestiamo e andiamo verso casa mia. “Hai cambiato casa?” “Sì, già da parecchio…” “Sono passato spesso per casa tua vecchia… Ora capisco perché non ti vedevo mai” “Ma mi stalkeravi?” “Stalkerare dai… mi mancavi”.

Arriviamo a casa mia, non so se farlo scendere, non so se voglio che le mie coinquiline sappiano di Marco, la verità è che non so neanche io cosa voglio. “Prendo le mie cose e arrivo. Ci metto un attimo” ci resta un po’ male, ma annuisce e mi aspetta. In casa ci sono tutte, le saluto e vado in camera mia. Allora cominciamo: panni sporchi nel cesto, camicia stirata e piegata nella sua bustina, pantalone nero, scarpe e calzini, deodorante. Trucchi, piastra, ciappi per i capelli, mutande, reggiseno, vestitino rosso e direi che ho preso tutto...mi serve un trolley non lo zaino. Saluto le mie coinquiline e vado via. "Ti propongo due cose: la prima è una cena da qualche parte, la seconda è un gelato e poi casa..." Considerando che sono le 20, che tutto quello che ho mangiato a pranzo l'ho digerito e ridigerito da anni e che il "casa" si può fare comunque anche senza gelato... "Cena a La Tigre".

Continuiamo a parlare per tutto il tempo della cena, mi ruba il cibo dal piatto sapendo che è una delle cose che odio di più al mondo, ma si fa perdonare facendomi assaggiare il suo dolce. Non siamo mai stati così complici, così felici, così innamorati... ma io sono innamorata di lui, lo amo? So che è presto per dirlo, in fondo ci siamo ritrovati da meno di 24 ore, ma nei suoi occhi vedo quella stessa luce che aveva quando stavamo insieme, la stessa voglia di stare insieme. Quello che mi spaventa è ricadere nello stesso errore. È vero che ora sono cresciuta, le mie esigenze sono differenti da quando avevo 20 anni, ma alla fine sono sempre la stessa persona che può commettere lo stesso errore. Non so che fare, ma sto bene e voglio vivermi il momento, affronterò la cosa giorno per giorno e "que serà serà".

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