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Una storia di TonyErrico

Hanno contribuito

Tè e biscotti

ti porto nel cuore

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Pubblicato il 19 febbraio 2018 in Altro

Tags: fantasia essenziale futuro ora tempo

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Ore 16.45 ,I pensieri passavano veloci come le auto che mi sfrecciavano negli occhi, aspettavo il rosso per perdermi nelle bianche strisce appena dipinte sull’asfalto , come ricordi che sbiadiscono e ritornano padroni più di prima. Bastava stringere la tasca del paltò per saperti con me,la tua foto racchiusa in quel vecchio portafogli di pelle marrone, protetta da un taschino.

Quella vecchia porta che cigolava e da dietro nell’aria si diffondeva il profumo del the, che a quell’ora amavi bere.

Amavo quei biscotti che trovavo tutte le volte che venivo a trovarti, lo zenzero,la vaniglia insieme al the mi ricordavano quelle salette nei bar londinesi dove si raccontava il tempo tra aromi e infusi.

Eri serena e i colori del tempo brillavano sul tuo viso,avvolta sempre in quelle camicie di seta che amavi tanto,quelle piccole perle alle orecchie ti donavano quasi un’aria da maestra,mentre tra le mani stringevi sempre un libro,amavi leggere tantissimo, vecchie storie romanzate,ti facevano sognare.

“Dinah Washington “ suonava da un vecchio giradischi che conservavi come un cimelio e la puntina faceva fatica ormai a solcare il vinile,quella atmosfera non la dimenticherò mai.Sono appena arrivato,non è cambiato nulla,ancora questo vecchio citofono,i nomi sbiaditi,il giardino è pieno di fiori,il sole timidamente si fa vedere, i pesci rossi si nascondono nella vecchia vasca nel cortile, tutto è rimasto intatto.....

In ogni cosa su cui i mei occhi si poggiano v'è ancora il sentore di te, ancora prima che io suoni il campanello e senta nuovamente il gracchiare che accompagnava la pressione del mio dito. Di certo non è cambiato nemmeno quello.

Non ho il coraggio di suonare. Non ancora. Rimango in piedi davanti al cancello che ora come allora sembra dipinto di fresco. Ci tenevi tantissimo, dicevi che un bel cancello colorato e pulito è un piacere per gli occhi e fa pensare a chi entra che troverà una casa accogliente.

E la tua lo era davvero.

Quei pochi passi che dividevano il cancello dalla porta d'ingresso erano il piacevole inizio di quella che ogni volta era una storia diversa e meravigliosa.

Il rumore che la ghiaia bianca del vialetto faceva sotto i miei piedi mi faceva sempre sorridere e pregustavo già l'atmosfera che di lì a pochi passi mi avrebbe avvolto.

Dopo quell'ultima volta avrei giurato che non sarei più tornato eppure eccomi qui, a ricordare ogni minuto ed ognuno dei colori sempre diversi e sempre splendidi che la tua anima indossava.

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