scrivi

Una storia di Jelena

1

Ama(nti)

Violente passioni hanno violenta fine.

Pubblicato il 19 aprile 2017

Mi chiedo spesso nelle notti in cui non riesco a dormire, quando la luce della luna è abbagliante quanto il tuo sorriso, se riuscirò mai a smettere di pensarti. E so che prima o poi lo farò. So per certo che arriverà il momento in cui diventeremo intimi estranei, quando io negheró le lacrime e tu mi negherai il tuo amore.

Mi chiederò se avessi potuto fare di più e mentre ti allontanerai fisseró la tua schiena, quell’accogliente pianura sulla quale poggiavo le ciglia bagnate dalla gioia di averti.

Non ci parleremo più, non ci racconteremo le storie ascoltate senza volerlo stando ben attenti, però, a tener nascoste le nostre. Non sentirò più la tua risata risuonare nel buio di una camera estranea ad entrambi, come lo sono i miei sentimenti per te. A volte immagino di poter rovesciare i pensieri sul tavolo come il contenuto di una borsa, classificarli tra ciò che è utile ed il superfluo, tra ciò che resta e ciò che parte.

Ma non sarebbe disonesto tenere qualcosa che non è mio? Non è ingiusto illudermi di poter portare in giro con me il tuo cuore e doverlo restituire poco dopo?

Buffo è il modo in cui ci siamo incontrati, tu libero come il vento ed io travolta da una tormenta interiore, tu di poche parole ed io di pochi sorrisi.

Mi chiedo spesso se smetterò di scrivere di te, se lo farò nei giorni in cui il sole è caldo almeno quanto il tuo sguardo, e so già che non ci riuscirò. Mi tornerai in mente in una ben precisa giornata di Luglio, mentre sarò intenta a leggere un libro sotto il sole cocente. Casualità vorrà che qualcuno sulla spiaggia griderà il tuo nome per richiamare l’attenzione di qualcuno e sicuramente dei miei ricordi. Solo allora mi renderò conto che la nostra passione sarebbe stata in grado di sciogliere la neve di dicembre ma che la tua mancanza fa gelare la più torrida delle estati. Mancherai come manca l’aria a chi sta per annegare, come il tempo a chi sa di non averne abbastanza, il vuoto che lascerai sarà un tagliente ed assordante rumore e sarà vero come lo è stata la tua presenza.

È così strano scriverti tutto questo mentre so di non averti ancora perso, lasciando che la consapevolezza di un addio si faccia largo sgomitando tra di noi. Immagino sempre che sia tu a pronunciarlo, tra un mi dispiace e un passo verso la porta. Immagino che guarderò in basso cercando di capire quanto è lontano il fondo che toccheranno i pezzi del mio cuore. Che crudeltà cercare di non coinvolgere i sentimenti, limitarsi al desiderio, e loro per un’amara legge del contrappasso non solo ti coinvolgono ma ti travolgono.

Mi chiedo spesso quanto tempo ancora cercherò le tue mani in un letto troppo grande, quanto ancora mi accontenteró di uno schermo del telefono acceso e di una felicità ad intermittenza, quando vibrerà il tuo battito e non un mio messaggio.

Quanto in là saprà spingersi il mio cuore, quanto potrà restare tra queste sbarre fatte d’inchiostro.

Adesso che ogni parola è stata scritta, adesso che ti ho salutato ancor prima di perderti, ora che ho sentito la tua mancanza mentre ancora tieni la mia mano, ho un'ultima domanda.

Chiedimi se ti amo.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×