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Una storia di EdoardoEsposito

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Star Wars Reloaded - Edoardo Esposito

Pubblicato il 31 ottobre 2016

Il passato pt.1 (Illustrazione di Clarinking)

Ian Solo e suo figlio. Entrambi avevano lasciato casa, entrambi avevano rinunciato alla pienezza della Luce. Ian se ne era ravveduto ma in realtà non aveva mai abbandonato la Forza benefica che immensa e delicata scorreva silenziosa nella sua amata Leia. Ben era ormai Kylo Ren e la sua luce era andata perduta, almeno così lui credeva. Era stato necessario lo sguardo di suo padre, la sua presenza, l’amore della madre Leia infuso nel suo spirito, per dubitare del Lato Oscuro. Il male persisteva mentre il bene lottava per emergere: era questo Kylo Ren, una guerra perenne immersa nella notte del Lato Oscuro.

Rey e Finn guardavano dall’altro e vedevano i due avvicinarsi sempre più su quel corridoio sospeso nel nulla mentre Chewbecca, nascosto dietro ad una colonna, spiava l’incontro. Era nervoso. Nervoso perché in gioco c’era quel suo amico-padrone con cui aveva vissuto per anni, affrontando grandi battaglie e condividendo grandi gioie. Gioie come la nascita del piccolo Ben. Quello stesso Ben che ora minacciava, mascherato da Kylo Ren, di uccidere la persona più importante della sua vita. Chewbecca sentiva dentro di se una spinta a correre, ad urlare, ad attaccare il cavaliere di Ren ma sapeva che sarebbe stato un suicidio. Quella amara verità iniziò a calmierarsi quando una voce remota e profonda gli barcamenò nella mente come un’onda sinuosa, come il ricordo di un caro amico: era la voce di Luke Skywalker, l’ultimo jedi. Essa portava consiglio e gli diceva: “Chewbecca … Ian non lo salverà … Ian non si salverà … Salva il nostro Ian … per Ben c’è tempo”. Il nostro eroe ferino si sentiva forte e non aveva più paura perché quella santa voce era ciò che egli attendeva per salvare il suo amico. Chewbecca iniziò ad urlare, urlare come non mai e a correre. Kylo non ne era minimamente turbato ma si distrasse. Un frangente minimo, certo, ma lo stretto necessario perché Luke si insinuasse nella mente e nella volontà di Ian: “Cadi in ginocchio!”. Ian lo fece, evitando la spada che di riflesso Kylo aveva azionato contro di lui. Ian, sempre su consiglio del jedi scomparso, strisciò e poi rotolò in modo da rimanere avvinghiato alla passerella con le sole mani, sospeso nel vuoto più tetro.

Chewbecca era ora faccia a faccia con Kylo Ren. Si chiedeva dove fosse andato a finire quel bambino meraviglioso con cui giocava e che vedeva crescere da jedi. Ma il tempo del rimorso era finito, era il tempo dell’addio: Chewbecca corse, abbandonò la sua balestra e prese Kylo in pieno come ad abbracciarlo ma la spada lo trafisse, cadde da quell’infernale corridoio ad alta quota e la Forza che era in lui ritornò nell’Universo.

Ian, sconvolto, non credeva ai suoi occhi: Chewbecca lo aveva salvato ma era morto per lui. Risalito con un balzo sulla passerella, spinse con forza e dolore Kylo a terra, facendogli perdere la spada laser rea del misfatto.

Rey, scesa nel frattempo insieme a Finn, disperata per il povero Chewbecca e preoccupata per Ian, recuperò con l’ausilio della mente e della Forza la spada di Kylo, disarmandolo. Ora, Kylo Ren, un tempo Ben Solo, era prono in attesa di giudizio.

Il giovane cavaliere di Ren, però, aveva ancora Luce e la ragazza lo sapeva. La voce di Luke risuonò nella mente di Rey: “La Luce che c’è in lui non va spenta con l’odio. La paura che c’è in lui va nutrita con la fiducia”. Rey, piena di rabbia, voleva vendetta ma sapeva che quella era la via per il Lato Oscuro e che la strada preparata per lei era al contrario piena di Luce. Gettata nell’abisso la spada laser di Kylo Ren, Rey si voltò e fece per tornare indietro quando il cavaliere di Ren, umiliato e incapace di sopportare la sconfitta, iniziò a torturare Finn con i suoi giochetti mentali. Mossa sleale e ingrata. Rey, allora, prese la spada laser e come un lampo gli tagliò la mano tesa verso il ragazzo: si ripeteva il macabro rito che fu di Anakin e poi di Luke.

Ian, oramai riparatosi dietro la ragazza e Finn, stanco e sconvolto, riuscì solo a dire: “Figlio mio, tua madre ed io ti amiamo. Torna con me, nessuno ti chiederà nulla, nessuno ti farà più del male. Ti prego Ben..!” ma Kylo, con gli occhi pieni di lacrime, il braccio mortificato e una tempesta nel cuore, non accettò le parole del padre: si affidò ancora al Lato Oscuro e si lasciò cadere nel vuoto di quel planetario marchingegno infernale.

Il passato pt.2(Illustrazione di KathArtic)

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