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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Trecentosessantacinque

Sette su dodici

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Pubblicato il 30 agosto 2018 in Storie d’amore

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Di questi ultimi attimi d'estate resteranno ricordi dolci come lo zucchero sui croissants del Circeo, e quelli amari saranno stati portati via dalla brezza marina che soffia su ogni cosa.


C'è ancora un pò di salsedine, un pò di sole tra i capelli che in alcuni punti li ha resi quasi bianchi, c'è la schiuma del mare che fa da orlo alle onde, c'è un piccolo granello di sabbia che finalmente è scivolato dai miei occhi.

Si è fatto accompagnare giù da una lascrima, mentre, stesa al sole, respiravo quell'aria che dicono faccia bene.

E forse è davvero così, è un'aria nuova e leggera sposta i pensieri e dona loro un nuovo ordinato caos, meno rumoroso e pesante.


Li ho visti galleggiare nel mare i tuoi occhi e li ho visti allontanarsi, forse verso l'isola di Ponza, forse verso Sperlonga. Ma sono luoghi che non ti appartengono, che non meriti, perchè sono i miei rifugi felici, i miei angoli di mondo dove la realtà sembra meno orribile e le cose sembrano avere tutto un loro posto.


Così ti ho lasciato annegare e con te è annegata l'aurea che vedevo ogni volta che sorridevi, si è dissolta nell'acqua perdendo colore e consistenza.

Non ti ho mai portato al mare.

Oggi sono grata a me stessa per non averlo fatto.

Il mare offre spettacoli mai visti, mentre tu, non sai donarti.

Tra quegli scogli ci sono le serate di ferragosto trascorse a guardare i fuochi d'artificio tuffarsi e rimergere come delfini, ci sono le paure e i sogni condivisi con gli amici dell'estate, quelli che d'inverno vedi e senti poco ma che basta rincontrarli una sera di Luglio per ricominciare come se non fosse mai cambiato niente.


Ma tu non sai nemmeno condividere, tieni tutto per te e pretendi che gli altri vengano a scassinare la serratura nella tua testa, e quando ci riescono finisci per allontarli.

E' stata un'estate tranquilla, forse non quella che avevo programmato, forse non quella spericolata e con poche ore di sonno che sogno da tempo.

Anzi, a dirla tutta, ho dormito come non succedeva da tempo. mi sono concessa qualche dolce e qualche risata in più, ho fissato l'orizzonte senza fare domande ma cercando di trovare delle risposte.


Ho avuto i miei giorni no e ti ho pensato.


Ma ogni volta che i miei pensieri prendevano le tue forme mi accorgevo di sentirti sempre più distante, che forse ti ho attribuito troppo e che, con una punta di superbia, penso che ciò che c'era di speciale tra noi ero io.


Tra i mille posti in cui siamo stati dentro e fuori dalla mia testa, tra le mille cose che abbiamo detto o non detto, non abbiamo mai camminato insieme sulla stessa sabbia calda e dorata.

E non immagini quanto ne sia felice.


Qui tutto è casa.

Non puoi entrare.


Per quanto mi riguarda puoi solo annegarci dentro.




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