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Una storia di Intertwine

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Intervista a Giovanna Esse: migliore autrice di giugno.

Le sue storie, le sue passioni e la sua vita oltre lo schermo.

Pubblicato il 19 luglio 2017

Vi anticipiamo solo che questa non sarà un'intervista come le altre, perché a vincere la classifica di miglior autrice, e quindi a meritare anche la nostra intervista-premio, è Giovanna Chicca Costanzo, meglio conosciuta come Giovanna Esse.

Per lei:

"Scrivere è il gioco (e la sfida) più bello del mondo!"

:: Ciao Giovanna, prima di tutto complimenti! Tu sei una nostra utente da tanto tempo e sono molte le tue storie su Intertwine. Hai un consiglio per chi vorrebbe iniziare a raccontare storie ma ha paura di mettersi in gioco?

Grazie mille per i graditissimi complimenti, ma soprattutto grazie a chi ha "onorato" le mie storie, dedicando un po’ di tempo a leggerle.

Mi trovo molto bene a pubblicare su Intertwine perché è facile e il risultato estetico finale è di ottimo impatto. È divertente inserire foto e video nei racconti. Dal punto di vista tecnico, poi, l’interfaccia è stabile e affidabile e per me che scrivo molto è importante avere la sicurezza di conservare al meglio il mio lavoro.

Un consiglio? Vi ripropongo il motto spontaneo che mi ispira sempre:

“La vita diventa un’avventura solo se la scrivi”

Cominciate! Scrivete se ne avete voglia. Riempite il vostro foglio e fatelo con ciò che vi piacerebbe leggere. Guardate il mondo, e poi guardatelo ancora, ma stavolta aggiungendo la fantasia. Sarà bello come vivere un sogno dove voi siete sulla poltroncina del regista!

Amate chi non potete avere; vendicatevi su chi vi sembra meschino; giocate col tempo, scorrendolo avanti e indietro. Non siate mai banali!

Scrivere è il gioco (e la sfida) più bello del mondo!

:: Di te sappiamo davvero molto poco. Raccontaci qualcosa al di là del lato prettamente autoriale. Oltre a creare belle storie, cosa fai nella vita? Hai dei progetti che porti avanti?

Nella vita di ogni giorno, pur avendo un nome molto affine “al personaggio” sono una persona del tutto normale e, quel che è “peggio”, sono felice di esserlo. Insomma, non che io viva facendo continuamente salti di gioia, ma mi piace ciò che faccio e non desidero molto di più. Ho la fortuna di lavorare, di avere una famiglia che amo e di godermela, ringraziando il cielo per ciò che ho. Mi piace la buona cucina, sono insopportabile (dicono) in quanto alle pulizie di casa e all’ordine. E, non ci crederete, ma nonostante mi vedete blaterare, pagina su pagina, sono una donna abbastanza taciturna, non alzo mai la voce e non bevo alcoolici.

Ho superato gli “anta” (e non chiedete di più!), sono una bella donna (dicono), molto alta, molto prosperosa… capelli lunghissimi nero corvino e occhi verdi (ci tengo!). Amo guidare, soprattutto sui lunghi tratti. Non guardo la TV, ascolto sempre musica alla radio. Amo il teatro, la lirica e la lettura.

Che altro dire? Sono così!

:: Molte delle tue storie (non tutte) sono a sfondo erotico. Da cosa nasce la tua passione per questo genere? C’è un altro genere a cui vorresti dedicarti maggiormente?

Circa 5 anni or sono, cominciai a scrivere per puro caso. Potremmo dire, semplicemente, perchè sono una donna abbastanza precisa, non lascio a metà ciò che ho cominciato. Scoperto un sito dove si pubblicavano racconti erotici, una persona a me vicina decise di giocarci, coinvolgendomi in un paio di brevissime storie. Lui si stancò immediatamente, invece io, meticolosa, sistemai al meglio le bozze e poi le pubblicai.

La cosa sembrava terminata sul nascere, invece mi si stava aprendo un mondo davanti. Mi leggevano, mi scrivevano, mi raccontavano fatti privati e perversioni “strane”, che nemmeno sapevo esistessero. Così nacque “Giovanna”, una personalità nuova, speciale, che non avrei mai pensato di avere “dentro”.

Da questo guazzabuglio confusionario nacque qualcosa che mise in moto la mia mente, una parte di essa, come un ingranaggio assopito, riprese a funzionare: gli spunti si concretizzavano in idee e le idee in novelle, ma ciò che maggiormente mi spingeva a scrivere erano i “personaggi”. Spesso persone reali che, una volta conosciuta la loro storia, mi sembrava di dover “rappresentare”, a volte “vendicare”! Io non posso dire se quelle manifestazioni erotico-psicologiche da me descritte, mentre mettevo insieme le loro storie, fossero indovinate o del tutto fuori luogo; non so se ciò che mi balenava nell’anima era simile a certe emozioni, a certi intimi segreti, nascosti nel loro spirito, però posso giurare che, quando hanno letto ciò che ho tirato fuori con la fantasia, sono rimaste colpite, concedendomi un tacito, ma vasto, emozionante, consenso.

Da qui in poi, credetemi, scrivere l’erotico è identico allo scrivere un libro giallo, un thriller o un fantasy: la ricerca primaria é stupire, sorprendere il lettore, cercando di offrirgli sempre qualcosa “in più” dell’ultima volta.

Amo la fanta-sociologia, appena capita scrivo qualcosa, ma sono soprattutto un’accanita lettrice del genere.

Pedro Almodóvar e Penélope Cruz.

:: Pedro Almodovar ha detto: “L'erotismo è importante non per il sesso in sé, ma per il desiderio. Il sesso è solo ginnastica, il desiderio è forza del pensiero. E la forza del pensiero ha un potere immenso, può fare qualunque cosa.”

Cosa pensi a riguardo?

Vi ringrazio per avermi segnalato quest’affermazione di un “grande”, non la conoscevo e ci ho riflettuto un po’: è assolutamente vera!

Ci ho messo un po’ per farla mia perché l’avevo concepita solo in un senso positivistico. Purtroppo la forza, la potenza del desiderio (specialmente quando è frustrata, o repressa, o volutamente trattenuta) può dare adito a ogni perversione, anche alla violenza, alla pedofilia, alla necrofilia. Ho imparato, da alcuni dei miei rapporti epistolari, che il sesso come desiderio, può non essere solo un piacere sano, spesso coronamento dell’Amore, ma trasformarsi in una vera e propria droga. Può rendere psicotica una persona apparentemente sana, quando si ritrova in stato di astinenza. Alcune persone sotto l’effetto del desiderio represso sragionano, vedono nero il bianco, e perdono molti freni inibitori, fondamentali per il vivere civile.

Questi desideri repressi e molte loro patologie sono, attentamente nascosti e segretati, una delle molle che spingono gli esseri umani, specialmente gli uomini, alla ricerca di posti di potere: politici, religiosi, o da leader carismatici.

Michail Bulgakov.

:: Oltre a ciò che scrivi, hai un genere che ti piace particolarmente e uno scrittore di cui non ti perdi un libro? Ultimo libro letto?

Sono cresciuta in una casa stracolma di libri, non avevo che l’imbarazzo della scelta, così ho imparato ad amarli. Il mio genere preferito è la fantascienza, mi piace anche l’horror ma sopraffino, psicologico, sottile, e non è facile trovarne in un genere contaminato da trovate “da baraccone”.

Sono sempre stata molto affascinata dalla rappresentazione del male (o del Maligno) da parte dei grandi della letteratura; niente a che vedere con i fantasmi buffoni e gli scheletri danzanti, che ci suggerisce costantemente la letteratura legata al mondo della cinematografia.

Ci sono libri che ti cambiano.

I miei autori preferiti sono Bulgakov, Simack, Hubbard, Bradbury e Umberto Eco. In realtà ce ne sarebbero tanti altri ma diventerebbe un elenco lunghissimo di nomi.

L’ultimo libro che ho letto è un saggio introvabile e misterioso (dal punto di vista della sua “origine”, intendo) che parla dell’evoluzione della razza umana. Chi me lo ha fornito voleva a tutti i costi che diventassi più “vecchia” prima di farmelo leggere, era convinto che mi avrebbe resa molto triste. Ma poi le cose sono cambiate: il libro è diventato un progetto che stiamo portando avanti insieme e di cui, spero, sentirete parlare (almeno nel mio piccolo spazio editoriale).

:: Quali sono i commenti e le reazioni delle persone che leggono le tue storie?

Il miglior commento alle mie storie sono… i numeri e le statistiche. Non lo dico per vantarmi ma solo per cercare di trasmettere il mio punto di vista da autrice. Per prima cosa scrivo perché mi piace, ma se continuo a pubblicare è perchè il numero di letture è sempre considerevole, proporzionalmente al Sito, al genere, alla concorrenza.

I commenti diretti sono pochissimi (in pubblico), in privato invece ricevo centinaia di mail, tantissime stringate o banali, ma, a volte, ricevo dei commenti lunghissimi, delle analisi talmente attente di ciò che ho scritto da commuovermi. Lunghe confessioni, di gente che di certi propri atteggiamenti non avrebbe mai parlato, di persone che hanno nascosto le loro emozioni più intime e di cui non avrebbero mai pensato di scrivere.

Non ci crederete ma spesso il commento è più lungo e complesso del mio stesso racconto.

Per questo motivo, lo ammetto, il 50% delle storie più intriganti è nato dalle confessioni dei lettori; ho chiesto loro il permesso, li ho intervistati, e da questa collaborazione sono nate storie “terribili” come: "La fata di ferro", "L’amante nero", "Una notte a Bratislava" e tante altre.

Per concludere, le statistiche mi dicono anche che il pubblico più assiduo è quello più silenzioso: per il 75%, infatti, si tratta di ragazze/donne, dai 15 ai 35 anni.

:: Di cosa parlerà la tua prossima storia?

Ce ne sono diverse in cantiere. Ho in mente un racconto su un fantasma gentile e i bambini sventurati. Per l’erotico, invece, i miei lettori aspettano (pare con ansia) il proseguimento di “Una settimana da nudista”.

Poi il progetto grosso: un romanzo di fantascienza che si baserà sul saggio che sto traducendo e riscrivendo sull’intelligenza “commestibile”.

:: Passiamo al lato pratico della scrittura. A cosa non puoi rinunciare mentre scrivi? E qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Scrivo molto la sera, dopo cena, sola soletta nella mia piccola stanza, sul cucuzzolo di casa. Per scelta, da anni, in famiglia abbiamo deciso di dormire in camere separate, questo ha favorito tantissimo il mio hobby solitario.

Una piccola scrivania e alle spalle un piccolo scaffale, per tenere a portata di mano ciò che mi serve; sulla sinistra una finestra piccina da dove si vede il mare e si segue la luna nelle sue fasi.

Un colpo di fortuna mi viene dal lavoro: dopo aver svolto i miei “compiti”, il prodotto deve’essere testato, quindi ho spesso lunghi periodi di attesa, ne approfitto per correggere alla meglio e rivedere cosa ho combinato.

Sono povera, non posso permettermi un correttore… quindi: arrangiamoci!

Grazie a tutti per la paziente attenzione.

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