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Una storia di Nikolay

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Ma ci azzeccano amore e agricoltura?

Considerazioni psico-sociologiche dopo 'na notte insonne

Pubblicato il 03 dicembre 2017

Pigliate ‘na femmina.

Mo’ immaginate che questa si fidanza con uno. Sta bene e tutto il resto. A sto cumpariello non lo cambierebbe mai con nessuno e, se tutto va bene, se lo sposa pure.

Sarebbe come dire che io tengo ‘na terra bella coltivata, che ogni giorno vado là e mi riempio le cassette di frutta, e sta frutta la vendo e faccio soldi.

A posto, ritorniamo all’incipit.

Immaginiamo che bello e buono questo cumpariello si mette a scherzare con altre femmine e fa capire che lui non ci vuole fare niente di serio con questa.

È come se la terra, da un giorno all'altro, non fa più i frutti; oppure, se escono, non so’ buoni e non si possono vendere per guadagnarci i soldi.

È normale che tu sta terra la abbandoni e non ci perdi il tempo vicino, però decidi che non te la vuoi vendere, e ogni tanto vai a dare n’occhiata per vedere come sta.

Più o meno, è come dire che sta femmina lo lascia a questo, però ogni giorno va a controllare l'accesso su WhatsApp, si informa su dove va e chi ci mette i pollici o i cuori su Facebook.

Mo’, tu femmina che fai così, sbagli.

Sta terra o te la togli, oppure la coltivi, sennò che la tieni a fare? Perciò io so’ convinto che se ti vuoi togliere il dubbio che questo ti vuole o no, e che poche volte che ha fatto lo scemo so’ stati casi isolati (che è un po’ come dire che se un anno con la terra vai sotto coi soldi, mica è detto che succede sempre?), tu allora devi avvicinarti n’altra volta a lui.

Vestiti bene, fatti notare, fai vedere che ti azzecchi addosso a un altro, ma solo per fare la parte. Non gli dare corda se vuole scherzare con te, fai capire che in fondo non te ne fotte assai e vedi lui che fa.

Insomma, semina la terra come facevi prima.

E se tali fatti lo fanno ingelosire? Se si ingrippa, se chiede alle tue amiche di te? Il bello viene mo’. Se dovesse succedere, tu rimarrai contenta di avere ancora una speranza, ma sapendo che lo hai fatto solo apposta, ti verrà da pensare: “Ua ma io non volevo, mo’ lui starà male per me, la smetto”.

E no signorí, mo’ vi state sbagliando.

Perché è come se volesse dire che dopo tante seminate, ‘na mattina andate nella terra e su un singolo alberello ci trovate due percoche. So’ belle, so’ comunque qualcosa. Ma non potete pigliarle, metterle in macchina e andarvene soddisfatta, magari pensando addirittura di vendere la terra, però togliendo solo la soddisfazione di pensare che forse malamente non è.

Non fate così, perché proprio dopo aver visto le due percoche voi vi dovete mettere sotto e faticare, perché può essere che vedete altri frutti.

Insomma, dovete capire se il cumpariello lo ha detto così senza troppa importanza, o perché si era fatto un cicchetto in più e non ci stava capendo assai.

Perché due frutti, pure se hai faticato poco o la terra non è buona, ogni tanto possono uscire.

Ma voi dovete avere la certezza che il vostro poderetto è di un certo livello. Continuate allora a fare la posteggiatrice seriale con altri, a scattarvi foto con il becco per poi metterle sui social, e vedete lui che fa.

Se continua, e notate che i frutti tornano ad uscire, allora lanciatevi e vedete se si può apparare la situazione, se potete vendere le vostre cassette di frutta e farvi i soldi come ‘na volta. Attenzione però, non è detto che le cose finiscano bene.

Potrebbe essere davvero che sta terra non è buona perché non ci piove dentro abbastanza, o perché gli attrezzi di fatica vostri non so’ adatti a zapparla, oppure che in generale non è cosa per voi.

Che in pratica voi co’ sto giovane non vi trovate e non fa per voi.

Uscite da sta terra, non ci perdete altro tempo.

Però vendetevela, sennò ogni volta che passerete e la vedrete, penserete sempre che è la vostra, e che ‘na volta vi dava soddisfazione.

Non lo dovete pensare più a sto ragazzo, voi dovete guardare avanti.

Magari pensare di pigliarvi un'altra terra.

E senza che credete a prescindere che meglio di quella non la potete trovare, dovete cercare bene. E forse non è manco lontana, può essere pure una di quelle a fianco nella stessa campagna. Come un giovinotto che abita nel vostro stesso palazzo, o esce con la stessa comitiva, o frequenta la stessa scuola o università.

Provate a vedere come sono le terre di fianco. Ed è inutile che dite che non so’ buone se voi le immaginate solo guardando le mura di cemento che le coprono tutte intorno.

Voi dovete osservare dentro.

Domandate, chiedete, spiate sul posto: “signò ma com'è sta terra qua, né?”, tanto a voi che vi costa provare.

Ma cosa più importante, quando l'avrete vista, non fate mai il paragone con la vostra vecchia terra, perché senza che perdete tempo: un'altra uguale uguale (è ripetuto appositamente, perché rafforza il concetto) non la potete mai trovare.

Ogni terra è diversa da un'altra. In alcune batte meglio il sole, in altre piove di più, in altre ancora c'è più spazio per buttare i semi, e poi ci sono quelle piccoline che però, non ci pare, ma vi possono dare soddisfazione.

Andatevelo a fare un giro, vedete bene.

Poi magari scegliete la terra e pure la seconda non è buona per voi, e nemmanco la terza e la quarta, ma prima o poi quella giusta la troverete.

Quella che vi farà “allicriare”, stare bene. Che non la cambiereste o vendereste per nessun prezzo, perché è la meglio ricchezza che tenete.

Mo’ non perdete altro tempo, esplorate, spiate alle genti come sono le altre terre. E non pensate più sempre alla stessa, che tanto una migliore la potete trovare.

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