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Una storia di Hollielost

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OFF TOPIC. La gravidanza.

Pubblicato il 29 giugno 2016

Partendo dal presupposto che un figlio è sempre una benedizione, mi sembra il caso di dire la mia su quella roba che si chiama GLICEMIA GESTAZIONALE e che va a colpire le future mamme che, di botto, si rincoglioniscono. Penso che, per diventare così come dopo vi spiegherò, un po' rincoglionite bisogna esserlo già ed io ho sempre pensato di appartenere a questa categoria, ma mi sto ricredendo.

Non sono mai stata un tipo smielato: poche lacrime, solamente con i miei familiari stretti, con mio marito. Ovviamente non contano i funerali e i matrimoni, dove eccome se piango, ma non riesco a capacitarmene... va bé, comunque, adesso che sono entrata nel terzo trimestre, la faccenda Lacrime Calde si sta facendo meno gestibile, ma rimango sempre un cuore di pietra. Non batto ciglio se vedo una scena sdolcinata in un film, non leggo romanzi d'amore (l'unico degno di nota sull'argomento secondo me è Cime Tempestose), non penso alla mia bambina come una pupazzola da tenere stretta al petto e a cui sussurrare parole d'amore.

Mi sono iscritta ad un corso di preparazione al parto, scelta azzeccatissima perché mi sto togliendo un bel po' di dubbi (d'altronde, mica si nasce imparati), ed insieme a me ci sono moltissime mamme, che partoriranno prima di me. L'ostetrica ha suggerito di sfruttare le nuove tecnologie e di creare un gruppo su Whatsapp, in modo da conoscerci meglio, ed io qui ho superato i miei limiti personali e mi sono fatta inserire in questa chat. I dialoghi che vanno a crearsi sono allucinanti: dalle foto non richieste di panze di sconosciute alle foto di bavaglini con nomi ricamati a punto croce che ti fanno passare per un'inadatta non pronta al Grande Evento, ai confronti di dimensioni di bambini definiti ciccioni ancora prima di nascere, passando per sessioni intensive di commenti su un programma che sta passando su rai 2 che parla di gente incinta e che io ho visto di sfuggita per due secondi intanto che aspettavo mia mamma per andare a mangiare il gelato.

Deduco un paio di cose da questa esperienza relazionale di alti livelli: che sono una disagiata (ma lo sapevo già), forse la sto vivendo troppo tranquillamente, visto che non mi interesso minimamente del peso della mia bimba (alla morfologica era nella norma, sta bene, la sento muoversi continuamente specialmente quando ascoltiamo Moby Dick dei Led Zeppelin e anche se dovesse essere solo di due chili farà sicuramente male farla uscire dalla mia vagina), non mi interesso delle dimensioni del suo testone che ormai grava sulla mia vescica. Forse sono loro che sono un po' esaurite dal cambiamento che ci sarà nella loro vita, tanto da voler cercare continuamente un confronto con il mondo.

Detto questo, io alla mia bimba farò un fiocco nascita che in confronto i loro cacchio di bavaglini col nome impallidiranno e vorrei concludere queste quattro righe di minchiate dicendo che non vedo l'ora che arrivi, perché ci sono moltissime cose che dobbiamo fare insieme, come la tessera della biblioteca e andare a comprare uno strumento musicale, camminare alle marce dell'avis (io a piedi e lei nel passeggino) e coccolare le nostre gatte. Tutto questo si può fare senza piangere o senza affibbiare nomignoli idioti alle persone.

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