scrivi

Una storia di IvanBerardi

I Biglietti degli auguri

...gli auguri con una pugnalata compresa nel prezzo!

279 visualizzazioni

Pubblicato il 20 dicembre 2017 in Thriller/Noir

Tags: Humor

0

Ero sceso presto. Paul si era già alzato ed i rumori che provenivano dal piano di sotto salivano in camera distorti come un'eco ubriaca.

Entrai in salotto dove Paul stava finendo il suo porridge. Sul tavolo accanto a lui c'era un biglietto di Natale, uno di quelle che noi inquilini di Hove Grove ci scambiamo ogni anno, precisi precisi. Infatti sul retro della busta aperta potevo leggere i nostri nomi: Paul & Luca. Sorrisi.

Paul si voltò, -Buongiorno- mi disse con un tono divertito ma pizzicato.

-Era lì tutto innocente sul pavimento, vicino alla porta. Devono averlo imbucato ieri notte.- Continuò prendendo il biglietto.

-Chi l’ha mandato?- Gli chiesi.

-Non lo so! Sarebbe strano se avessero deciso di firmarlo…-

Lo guardai come per chiedere spiegazioni, ma Paul non aggiunse altro passandomi invece il corpo del reato.

-Wow!- Feci con uno sbuffo, poi lo rilessi ad alta voce:

-Sperando che Gesù riesca a portare un po’ d’ordine nella vostra unione sbagliata, vi auguro un felice Natale ed un prospero anno nuovo!- Due renne stilizzate dal naso rosso mi stavano guardando, ognuna su un lato del biglietto aperto. Sull’esterno invece le stesse due renne stavano prendendo il volo trainando la slitta di Babbo Natale. Il biglietto non aveva francobollo o indirizzo, quindi chiunque l’avesse imbucato l’aveva fatto di persona.

-Questa è nuova! Degli auguri con una pugnalata inclusa nel prezzo!- Come Paul ero rimasto perplesso ma divertito perchè in fondo non c’era nessuna minaccia, solo un poco velato senso di disapprovazione verso la nostra relazione.

Giocai rigirando il biglietto tra le mani. Paul si alzò cominciando a prepararsi per andare al lavoro. Io ero di riposo.

-Scommetto che ti dedicherai a scoprire il colpevole, Monsieur Poirot!- Mi disse conoscendomi bene.

-Mmm, può darsi… vedrò se Jayne ne sa qualcosa…-

Andai in cucina a prepararmi un caffè. Stavo riempiendo il bollitore quando, guardando dalla finestra che da su quel fazzoletto di verde comunale che passa per cortile, vidi Jayne marciare con tutta la determinazione di un cosacco verso l’appartamento di Philip. Jayne aveva in mano un biglietto identico a quello che avevamo ricevuto noi e sulla faccia portava l’espressione mastina di chi non ne aveva gradito il contenuto.

Miss Jayne Harlow, per anni, era stata l'amministratrice di Hove Grove: le tre palazzine che formano la proprietà in cui Paul ed io ci siamo trasferiti cinque anni fa. In tutto una trentina d’appartamenti su uno o due piani. Jayne si era trasferita qui alla fine degli anni '70 e d’allora non s’è più mossa, due anni prima aveva dovuto abdicare alla sua posizione che era passata nelle mani di un’agenzia. Ma come un cane a cui non va di mollare l’osso, Jayne Harlow aveva trovato difficile smetterla di immischiarsi nelle faccende degli inquilini che riteneva quindi ancora di sua pertinenza. Se io ero Hercule Poirot, Jayne Harlow era senz’ombra di dubbio la Miss Marple delle tre palazzine. Stavo già contando i minuti nell’attesa che lei e Philip passassero da me.

Paul se n’era andato, io m’ero seduto per prendermi il caffè cazzeggiando al computer quando il suono del campanello spezzò il silenzio confermando le mie previsioni.

Vidi le loro sagome arruffate attraverso il pannello di vetro smerigliato della porta, aggiustai la mia espressione così che tutto il mio shock e la mia empatia venissero comunicati con un semplice sguardo ed aprii la porta.

Nel vedermi Jayne disse: - Oh allora lo sai! Ne avete ricevuto uno anche voi? È tutta mattina che sono al telefono.- La mia espressione aveva dato il risultato sperato.

-Non me ne parlare Jayne! Prego entrate che fa freddo.-

Philip mi stava guardando con quei suoi occhi bagnaticci portandosi il fazzoletto al naso per asciugare il raffreddore cronico. Come Jayne anche l’ottantenne Philip Marlowe è uno dei residenti vintage di Hove Grove, ovvio che con gli anni i due abbiano stabilito un forte legame ed instaurato un’invincibile collaborazione. Se state pensando che quel legame fosse andato al di là dell’amicizia vi state sbagliando: come me anche Philip è immune al richiamo dell'allure femminile.

Può sembrare una concentrazione elevata di componenti dell'allegra comunità LGBT, per un gruppo di tre palazzine, ma da queste parti, sulla costa della Manica, le cose stanno così, se poi parliamo di donne che amano donne… bè allora siamo forse la capitale mondiale. Proprio ad Hove Grove ci sono: una coppia lesbica italiana, con figlio, un ragazzo due appartamenti più in là che vive con un 'amico', le nostre vicine del piano di sotto, Philip e, ovviamente, Paul ed il sottoscritto. Potremmo organizzare l’Hove Grove pride!

Feci accomodare i nuovi arrivati sul divano e mi sbrigai a preparare del tè. Quando tornai in salotto Philip aveva ancora l’espressione da cane bastonato che faceva da perfetto contraltare a quella da doberman di Jayne.

-Guarda- mi disse questa porgendomi il suo biglietto e quello che penzolava dalla mano di Philip.

Feci fatica a trattenere una risata e così mi portai una mano alla bocca in un gesto di sorpresa per coprirla.

Sul biglietto di Jayne c’era scritto: “Ma tu non te li fai mai i cazzi tuoi? I più sinceri auguri di un buon Natale e felice 2018!” Quello di Philip invece si rifaceva ad un famoso incidente avvenuto più o meno un anno prima a cui gli inquilini di Hove Grove riferivano come il BiancheriaGate dal famoso scandalo politico degli anni ‘70. In quell’occasione Philip, senza dubbio appoggiato da Jayne, aveva fatto circolare un’email tra gli inquilini in cui si lamentava del fatto che alcuni tra questi avessero l’abitudine di far asciugare il bucato vicino alle finestre che davano sulla strada principale. In quella missiva Philip spiegava che, se era concepibile fare delle eccezioni per capi più pesanti come maglioni o jeans, a lui sembrava del tutto inappropriato che la stessa indulgenza venisse applicata a certi capi di biancheria intima che poco o nulla lasciavano all’immaginazione. Questa email aveva scatenato l’ilarità collettiva, la maggior parte degli inquilini decise per lo più d’ignorarla, ma Katie Hogarth, che era di parte quando si trattava di biancheria in pizzo, ritenendo che la mail fosse stata indirettamente rivolta a lei, decise di prendere il toro per le corna andando a suonare il campanello di Philip indossando solo pochi centimetri di tulle rosa. Quel che si scambiarono fa ormai parte della mitologia di Hove Grove, fatto sta che da quel giorno Philip non ha più mandato email a nessuno.

All’interno del suo di biglietto, era stata incollata la fotografia, probabilmente non ritagliata da un 'Famiglia Cristiana', di un giovanotto virile i cui attributi venivano a mala pena celati da un costumino da bagno bello attillato da cui sembrava potessero liberarsi tutto d’un colpo. Accanto a questa c’era scritto: “Che tutti i tuoi desideri si possano avverare! Buon Natale...P.S. il costume da bagno lo puoi stendere dove ti pare!”

Restammo in un silenzio imbarazzato finchè Jayne lo interruppe annunciando -Non può essere Katie Hogarth, si è trasferita in Australia da cinque mesi. E poi, anche se fosse tornata, perchè avrebbe dovuto imbucare anche gli altri biglietti? Il problema era solo con Philip, giusto?-

Philip assunse un’espressione ancor più canina: quelle occhiate rammaricate che solo i migliori amici dell’uomo sanno offrire quando sanno di aver combinato un guaio, quasi che l'improvvisa emigrazione di Katie Hogarth fosse stata colpa sua, quindi aggiunse rivolgendosi a me: - E sul tuo cosa c’è scritto?-

Glielo passai ed entrambi scossero la testa in disapprovazione.

-Non è possibile, sono quasi cinquant’anni che son qui e non abbiamo mai avuto un problema così. Certo, ci sono stati dei momenti di tensione, litigi fra vicini, ma niente di un cattivo gusto così!- Jayne era indignata.

La incoraggiai: -Cos’è arrivato agli altri?-

-Sono riuscita a sentire una quindicina di appartamenti e tutti hanno ricevuto dei biglietti simili, con allusioni alla loro vita famigliare o alla loro personalità, pettegolezzi, cose sentite in giro…-

- Hai sentito Paola e Francesca?- Le chiesi riferendomi alle mie due amiche italiane.

-Sì, certo, Paola è stata la prima a chiamarmi, ancora prima che mi accorgessi del mio di biglietto vicino alla porta!- Jayne si stava scaldando con il fuoco dell’intrigo.

-Cos’è arrivato a loro?- La incalzai.

-Qualcosa a proposito del povero bambino con due mamme aspetta fammi pensare… sì ecco... Almeno Gesù sapeva di essere figlio dello Spirito Santo! Felice Natale e un meraviglioso 2018!... o qualcosa del genere.-

-Sembra che chi li abbia mandati abbia voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, ce l’ha un po’ con tutti, ma non è troppo aggressivo…- Cercai di vedere il lato positivo.

-Sì!- Convenne Jayne - Sembra quasi che abbia una doppia personalità, prima dice ciò che non gli, o le, va e poi fa gli auguri… Ai Martens ha scritto che il panorama dalla Dyke Road è meglio quando si è in tre! E poi ha concluso con... Auguri per un 2018 pieno di compagnia!-

-Ma chi ve l’ha detto? Louise Martens?- Chiesi sorpreso: ovviamente il biglietto faceva riferimento al fatto che George e Louise Martens erano stati beccati, da Tim Wood, un altro inquilino, nel parcheggio lungo la Dyke Road che è usato, o da chi porta i cani in collina o da chi gioca a scambi di coppia. I Martens non hanno cani.

-Sì me l’ha confidato Louise, mi ha fatto promettere di non dirlo a nessuno…- rispose Jayne con un sorriso. Si stava divertendo, lo si capiva: Jayne era nel suo elemento. Era da quando aveva lasciato il ruolo di amministratrice che non aveva avuto la possibilità di calarsi in quello della paladina di Hove Grove. E a chi si rivolgevano tutti, adesso, nel momento del bisogno? A lei, Jayne Harlow!

Passò un’altra mezz’ora durante la quale Jayne e Philip finirono il tè e mi aggiornarono sulle altre vittime del Secret Sender, il Mittente Segreto. Il cellulare di Jayne squillò parecchie volte, ed ogni volta Jayne mi informò che si trattava del numero di un altro inquilino che voleva il suo parere. Era raggiante!

Quando se ne andarono, Jayne, seguita da Philip, si diresse verso l’appartamento di Tim Wood: la prossima tappa nel suo giro di sorveglianza.

Chiusi la porta soddisfatto e bisbigliai tra me e me: - Buon Natale Jayne, buon Natale Philip!-

Allo stesso tempo pensai a Paul chiedendogli scusa per averlo tenuto all’oscuro, ma dovevo farlo: se tutti avevano ricevuto un biglietto degli auguri dal Mittente Segreto dovevamo riceverne uno anche noi , e anche le nostre amiche. Forse un giorno avrei confessato.

Ma per ora questo è il mio segreto e questo è il mio regalo per Jayne.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×