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Una storia di MariaGraziaRusso

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Salmone alle spezie Cajun, vino bianco e sorrisi?

Pubblicato il 03 maggio 2017

Manca un quarto alle otto e tu già sei pronta, puntuale come al solito col tuo vestito bianco e le converse gialle. Ai tacchi hai rinunciato da tempo: ti piace stare comoda ché l'equilibrio preferisci perderlo per questa storia che consideri il più bel film. Eri pronta da stamattina, in realtà, da quando hai letto "Salmone alle spezie Cajun, vino bianco e sorrisi?" e hai arricciato il naso pensando al piccante che non ti piace.

E ora ti stai chiedendo se sei abbastanza bella, io ti dico che sei di più.

Ma concedimi solo un minuto.

Ora più che mai ti devi amare, tanto e forte. Non crollare ora. Non nasconderti dietro il "si vive una volta sola, fanculo la paura" e tutto il resto.

Lo so che la voglia è tanta. Ci sono quei brividi che ritornano crudeli e prepotenti, ancora una volta. E li senti lungo la schiena tanto che già stai tremando. Per la passione. Per l'amore dolce, e quello un po' meno. Per le mani sul viso. Per quell'attimo che ami più di tutti: quando ti prende la testa tra le mani e poi ti bacia; quel bacio che non è solo un bacio ma una promessa d'amore, a cui tu credi ogni volta. Per quelle emozioni che ancora ti stanno addosso.

Ma insieme a quei brividi c'è anche tutto il resto; lo stare in bilico, le bugie e l'insicurezza, L'adesso ci sono e domani non lo so. La gioia repressa, l'entusiasmo frenato, le promesse mancate. Tutti i giorni spesi e persi. Le incomprensioni.

Fermati ti prego, e lo so che domani e l'altro ancora penserai a come sarebbe stato. Lo so. ti dico che saranno solo brividi, una marea di brividi. Quelli da togliere il fiato, che l'aria ti manca e gli occhi diventano lucidi. Ma niente più che brividi, ancora una volta solo quelli, Per quelle poche ore o per quella notte. Credimi.

Dov'era lui quando piangevi, soffrivi e affogavi nel mare di bugie. Dov'era in quei giorni massacrati dal silenzio.

Non farlo, ti prego. Fermati. Amati.

In silenzio con le tue emozioni che non riesci a raccontare nemmeno a te stessa già sei macchina e lasci spazio alla musica, alla strada, al sogno di amori destinati ad essere solo vissuti, non capiti. Quelli assurdi, quelli incomprensibili, quelli irrisolvibili, come i più grandi amori. Alla speranza.

Il mio minuto è passato e tu sei lì, dietro la porta ad occhi chiusi trattenendo il fiato, aspettando che ti apra. Baciando il suo sorriso, assaporando il vino freddo e il salmone alle spezie Cajun che non ti è mai piaciuto, anche se non gliel’hai mai detto. In fondo hai sempre amato più lui che te stessa. E per questo sei bella, bella davvero.

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