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Una storia di UmbertoDamiano

Lòraine

Una storia di sogni infranti e di speranze mai perdute

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Pubblicato il 01 gennaio 2018 in Thriller/Noir

Tags: thriller noir pistola polizia droga

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Lòraine

Ero seduto sul sedile anteriore del mio fiammeggiante pick up, intento ad ascoltare un disco di Dwight

Yokoam. Il pugile dalla grande testa era immobile proprio sopra il volante. Non poteva scuotere la testa sproporzionata rispetto al corpo, non adesso. Ero fermo lì in quel parcheggio semi abbandonato da diverse ore. Forse tre. Ma ero in ottima compagnia, sorseggiavo con quasi meticolosa preparazione bellica una bottiglia di Jameson quasi vuota.Diedi un ultimo lungo sorso. Un sorso che mi sembrò diverso dagli altri, un sapore di ruggine e ossa che

attraversò il corpo come una lama penetra la più soffice delle carni.

Il lento ma inesorabile rombo di una macchina che stava per arrivare distolse la mia attenzione dalla sigaretta che stavo per accendere. Mi portai la Marlboro dalla bocca all’ orecchio destro. Si avvicinò a me una Ford con il tettuccio completamente giù, una ragazza con un top striminzito giallo limone sbucava come una marmotta dalla copete, brandendo con fatica un paio di lattine di Budweiser. Al volante vi era un ragazzo giovane, sulla ventina, senza un filo di barba ma con almeno sei piercing distribuiti su entrambi i lobi. Indossava una splendente camicia bianca con un gilet rosa . Dal cappello sbucavano dei lunghi capelli biondo cenere. Si accostarono vicino al mio pick up ma non mi degnarono di alcuno sguardo.Meglio così, pensai fra me e me, non ero in vena di intraprendere grosse discussioni, ne tantomeno di cacciarmi nei guai, come era successo in altre circostanze. Mi fumai la sigaretta come se fosse l’ultima della mia vita, regolai lo specchietto retrovisore, non che ce ne fosse bisogno, ma fu un gesto quasi institivo. Non pensai a mia moglie o ai miei figli, se pensi a delle persone prima di intraprendere un gesto quasi eroico, quelle persone le perdi, svaniscono nel nulla . Li avrei rivisti a casa, poche ore dopo quando la luce dell’alba ti prende con forza dalla serenità dell’oscurità notturna e ti catapulta nella vita

vera di tutti i giorni.

Il buttafuori era un uomo sulla quarantina, pochi capelli , molti muscoli, mi fece cenno con la mano intimidendomi l’alt. Dopo una lunga e accurata perquisizione, mi diede il via libera indicandomi con quella manona grande e piena di calli l’entrata. Con un sospiro di sollievo ringraziai qualsiasi Dio per non aver fatto uscire fuori il coltellino multilama nascosto dentro una delle mie calze. Mi aspettavo una situazione peggiore all’interno del locale. La mia attenzione fu subito attirata dalle gesta sinuose ed eleganti delle spogliarelliste che stavano intrattenendo decine e decine di uomini ormai ridotti a esseri senza pensiero. 􀍞Un bel paio di tette potrebbero essere la soluzione a tutti i problemi di questo mondo􀍟

pensai fra di me mentre osservavo quelle della biondina che si dimenava a dieci centimetri da me. Mi avvicinai con fare sospetto al bar, dato che la serata si prospettava abbastanza lunga e io certe decisioni proprio non riesco ad affrontarle a stomaco vuoto.

Ordinai uno shot di Jameson che mi assaporai così tanto che il barista mi chiese se per caso avessi avuto un orgasmo. 􀍞 Ci sono andato vicino􀍟, borbottai, però adesso dammene un altro insieme ad una bella birra media. Con la birra in mano mi avvicinai sempre di più al palco. L’esibizione delle donzelle era appena terminata,o perlomeno la prima di una lunga trance. Adesso tutti gli invitati si dimenavano a destra e a sinistra,come delle formiche che sbucano dal formicaio, chi per ordinare da bere , chi per pisciare. Ogni tanto uno di loro mi degnava di uno sguardo, mi alzava il bicchiere in alto in segno di augurio, io rispondevo quasi sempre. Il trucco per piacere a questo tipo di persone è essere meno strani possibili. Se fai troppo l’amicone ti etichettano come sbirro senza pensarci due volte e ti ritrovi con le palle tagliate in un angolo di strada a pregare la Madonna che il tuo cazzo non vada in cancrena. Se fai troppo il duro ti

ritrovi un coltello dritto su un rene o un polmone. Se sei fortunato muori senza soffrire.

Fui svegliata da scorci di raggi di sole che sbucavano fuori dalla finestra. La temperatura era gradevole,non riuscivo a dormire così bene, senza l’aiuto di farmaci, da tanto tempo. Però ero abbastanza nervosa,il cuore mi batteva a mille, sembrava quasi che stesse per uscire dal petto. Non facevo altro che pensare alla serata che mi aspettava. Mi lasciai trasportare dal rumore del mondo esterno per soli dieci minuti. Ero in anticipo sulla tabella di marcia, potevo permettermelo. Quando sei sveglia e hai dei minuti a disposizione per rimanere a letto , ti accorgi come in realtà tutto quello che desideri si può racchiudere in pochi istanti. Ti accorgi che la tua pelle è più fresca, più profumata i tuoi capelli seppur in disordine sono più naturali, il tuo volto senza trucco è anche migliore.Preparai del caffè, un decaffeinato questa volta, per evitare un imminente infarto, cucinai dei pancake e cercai un canale, tra mille, che trasmettesse un notiziario. E’ importante rimanere aggiornati su quello che accade dall’altra parte del mondo, dissi a me stessa.Pensai anche che avrei dovuto entrare subito in doccia se non volevo trasformare il vantaggio che avevo nella tabella di marcia nell’ennesimo ritardo.

Mi spogliai e fissai per più di un secondo il mio corpo nudo davanti lo specchio. Era ancora rispettabile,certamente, ma segnato inesorabilmente da una gravidanza.

Quasi dodici mesi senza di lui, ormai non facevo altro che pensare a mio figlio, al lavoro, quando cucino,quando guardo un film, persino quando scopo sconosciuti.

Una malattia me l’aveva portato via presto. Troppo presto, l’aveva strappato alla vita che tanto amava.Mi ricopriva di lunghi sorrisi , mai pianti. Eppure non aveva nient’altro che me, pochi vestiti, pochi giochi con cui trascorrere il tempo. Nemmeno un padre. Ero stata presa per puttana subito dopo la gravidanza dal mio compagno, un rude camionista interessato solo alla musica country e alle belle donne. Io ero stata una di quelle , a cui aveva promesso una vita di tutto rispetto. Una famiglia numerosa , una casa con un bel giardino. Tanto amore.

E’ inutile piangere adesso, pensai, avevo versato così tante lacrime in passato che il loro sapore ormai faceva parte di me. La doccia buttava fuori acqua fredda, probabilmente non avevo pagato in tempo la bolletta della caldaia. Così rimasi sotto il getto meno del previsto. Avevo precedentemente preparato i vestiti sopra una sedia. E’buffo : Impiego un sacco di tempo per la scelta di un abbinamento che mi soddisfi. Abbinamento che al lavoro verrà sostituito da un bikini striminzito di un colore e tessuto improponibile. Una lieve sistemata al trucco e al parrucco ed ero pronta per una nuova vecchia serata. La Ford di seconda mano mi aspettava come ogni giorno sotto casa, guardandola con attenzione forse avrebbe avuto bisogno di una mano di vernicie. Regolai entrambi gli specchietti e mi soffermai un attimo

ad osservare i miei occhi sbucare dal vetro opaco. Erano stanchi e desiderosi d’amore, ma non adesso pensai, devi farti forza . Inserisci la prima marcia e vai dritta al lavoro. Un disco di Dolly Parton potrebbe aiutarti.

Stavo aspettando ormai da mezz’ora al cesso. Una fila interminabile di uomini erano li con il pisello in mano pronti ad espellere litri di birra.

Oltre che pisciare dovevo anche sistemare il coltello a scatto che nascondevo sotto la suola dello stivale.

In un night nella maggior parte dei casi ti stringono le palle per capire se nascondi una lama o peggio ancora una pistola. Gli ordini dall’alto erano stati chiarissimi, puoi portare con te solo un Cold Steel niente Smith e Wesson . Mi avrebbero mandato nella tana dei lupi affamati armato soltanto di uno stuzzicadenti.

All’improvviso all’interno del locale cadde un silenzio di tomba, mi avvicinai al bancone per capire cosa stesse succedendo, per quale motivo ogni singolo uomo del bar si fosse fermato con una birra in mano intento a guardare il palco.

Il motivo si chiama Lòraine mi bisbigliò in un orecchio il barista. Adesso ti accorgerai. Lòraine era bella da morire malgrado la non più giovane età. Seno naturale, mora e con un corpo da fare invidia a una diciannovenne qualsiasi. Si muoveva attorno a quel palo come un ape attorno al miele, con una naturalezza straordinaria. Negli occhi gli leggevi la voglia di evadere da quel buco di merda. Di avere un uomo che la notte l’abbracci durante un temporale carico di fulmini.

Ero ormai alla sesta birra ed ero completamente ubriaco, non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle tette di Lòraine, mentre avrei dovuto individuare possibili movimenti sospetti delle varie gang all’interno del bar. La cosa più interessante di essere sotto copertura è quella che puoi vestirti come ti pare. Non che io fossi così fantasioso. Levi’s scuri, stivali da cowboy, camicia a scacchi, giacca di Jeans o di pelle a seconda della temperatura esterna.

Un gruppetto di messicani presenziava il bagno, non credo per incontinenza data la loro giovane età. Avevano trasformato la toilette in una vera e propria piazza di spaccio.

Non mi era stato permesso di portarmi una macchina fotografica,più che altro per la mia sicurezza personale, ma ringraziando Dio possiedo una buona memoria fotografica. Uno di questi giovani criminali, il capo presumibilmente, indossava una grande bandana con dei fiori di marijuana disegnati in essa , dei minuscoli baffi abbastanza curati. Non nascondeva l’arma, anzi ne andava fiero ,ogni tanta la mostrava ad una spogliarellista o a un povero Cristo che doveva solo pisciare.

Intanto Lòraine aveva quasi completato il suo spettacolo , aveva tolto anche le mutandine, e adesso era nuda e inerme davanti a questo manipolo di gente poco affidabile.

Forse pensa a suo figlio Lòraine quando balla, forse no , forse in effetti non vuole pensare al suo stesso sangue in quel contesto così sporco. Ma forse ci pensa anche perchè non è colpa sua se è finita a fare la spogliarellista. Non aveva scelta. Magari avrà messo da parte due soldi, riuscirà finalmente a cercarsi un lavoro vero, o realizzare il suo sogno di aprire un piccolo negozio di fiori.

Cerco il cellulare, non ha segnale. Devo avvisare la centrale che quello è il momento giusto per entrare in azione. Per richiedere rinforzi e fare pulizia in questo letamaio.

A un tratto sento aprire la porta del locale con una forza quasi sovrumana. Incrocio gli occhi di Lòraine che sembrano incrociare i miei. Adesso muove i fianchi sinuosamente ballando The Weight dei The Band.

Tutto intorno a me sembra quasi muoversi a rallentatore. La Gang messicana si alza di scatto annusando il pericolo. Di colpo veniamo sommersi da scariche di proiettili di Ak47 . Un’imboscata che si è rilevata un imboscata.

Cerco di nascondermi sotto un tavolino , mentre invano cerco di chiamare il distretto. Lascio un

messaggio chiaro e limpido in segreteria. : Imboscata di una gang rivale in locale in centro. Mandate rinforzi. Il cuore mi batte a mille e rimpiango di non avere una pistola. Continuano a sputar fuori proiettili come dannati, proiettili che si infrangono sulle bottiglie , che si stagliano su corpi inermi.

Vedo cadere come un pero ormai maturo il bellissimo corpo di Lòraine riempito di grossi fori da proiettili

Chissà se ha pensato a suo figlio prima di morire. Resterà per sempre una spogliarellista.

Ho del sangue viscoso sul mio corpo, cerco con ansia una possibile ferita , ma non la trovo. Non è sangue mio momentaneamente quello che sgorga.

Il bar si trasforma in un inferno di proporzioni bibliche. Da lontano si sente Wuthering Heights, ma non ci sarà più nessun spettacolo. Nessuna Lòraine che ballerà.

Vengo colpito ad una spalla da un proiettile di rimbalzo. E’ fatta dico fra me. Morire per mano di una banda di piscialetto messicani.

Do una sorsata di barboun dalla mia fiaschetta. E aspetto. Sto perdendo tanto sangue che cerco di tamponare con uno straccio. I proiettili come per magia si fermano. Ma non è un bel segno.

Sento fuori delle sirene, è la campana della morte che suona per me?

Riesco a percepire anche delle voci

Polizia , Polizia!

Sono arrivati i rinforzi.

Riguardo per l’ultima volta il corpo di Lòraine inanime . Se esiste un Dio adesso, dovrà portarla da suo

figlio.

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