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Una storia di Perlenoire

Ciao mi chiamo Non lo so!

Quando si impara senza sapere nulla.

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Pubblicato il 21 luglio 2018 in Spiritualità

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20 anni fa. Sei una bambina, ti piace giocare, correre, guardare, inventare e scoprire. La vita ti scorre nelle vene e tu riesci a sentire la sua potenza con coraggio, un coraggio inconscio che non avrai mai più. Guardi i più grandi, li senti parlare, non ti importa di loro, cosa diranno mai questi bambini così cresciuti? Non li ascolti, sei sorda ai loro discorsi, che noia poi, ritorni a te stessa e ai tuoi piccoli incolti pensieri. Quanta importanza che dai alla tua voce adesso, non sai che un giorno si affievolirà,non sai che non avrai mai più la forza di ascoltare solo te stessa. Ora che sei lontana da tutti guardi quel piccolo prato davanti a te. Quanti fiori, quanta erba, quante farfalline! Ti fermi e osservi, ammiri quasi con incredulità la bellezza di quel piccolo pezzetto di natura, corri, cadi e senti il profumo dell'erba, 'voglio restare per sempre qui' pensi, ti senti incredibilmente in pace. Che meraviglia la natura! Non immagini mica che un giorno non riuscirai ad apprezzarla mai più in questo modo, non sai che la darai per scontata e la calpesterai senza sentire il suo dolore. Papà ti sta chiamando, lasci a malincuore il tuo pezzetto d’erba e gli vai incontro correndo, gli salti in braccio e lui è lì pronto a prenderti. Non lo sai che un giorno non sarà più pronto, non lo sai che diventerai troppo pesante per lui , non lo sai che ad un certo punto si fermerà e ti dirà ‘ora devi saltare da sola’. “Ania ma dov’eri?” la mamma ti chiede, tu la guardi e pensi che è così bella, un giorno avrai i suoi capelli e i suoi vestiti! Non lo sai che quel giorno lei non sarà più così bella, non sai che il tempo si appoggia sulla pelle e sul cuore, e li fa avvizzire con terribile costanza. Ops a papà è caduto il portafogli, tutte le monete finiscono in terra e ti lascia delicatamente andare per prenderle. Un po’ ti arrabbi e pensi ‘ma cosa avranno di così importante questi gettoni dorati?’ Non lo sai che quegli oggetti per ora insignificanti significheranno così tanto da non poterne fare a meno, non sai che ti serviranno così tanto che si serviranno di te. ‘Ma cos’è questa puzza’? Ti volti e vedi per terra una cicca ancora fumante, tossisci e senti l’aria mancarti per il fastidio che ti provoca quel maleodorante bastoncino arancione e bianco. Non lo sai che probabilmente le sigarette continueranno a toglierti aria perché tu stessa lo vorrai, non lo sai che ti rifugerai in quel piccolo tossico racimolo di tabacco cercando risposte improbabili.

Distogli lo sguardo e prendi a camminare, chissà cosa ci sarà dietro quell’angolo! Non ti volti mai presa dalla tua ingenua curiosità. Non lo sai che un giorno la tua vita sarà piena di angoli dietro i quali non scorgerai nulla finché non li attraverserai, non lo sai che indietro ti volterai mille volte prima di svoltarlo per la paura di sbagliare, non lo sai che a volte davanti a una scelta si nasconde un’insidia.

Ma cosa racconto a te che non sai nemmeno cosa sia una scelta? Che non conosci giusto e sbagliato, non distingui bene dal male, non immagini cosa sia la sofferenza e non hai la più pallida idea di cosa voglia dire vivere? Perché mai dovrei pensare che potessi capirmi? Perché dovresti starmi a sentire tu poi?

Forse ho capito, mia piccola creatura in fiore.


Anche se non ne sai assolutamente nulla, sai molto più tu di me della vita.

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