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Una storia di Manilyn

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Due anime, un cosmo

Le anime parlano nel linguaggio della poesia

Pubblicato il 24 agosto 2017

1

Parlami, anima,

comunica con me. Creaiamo un cosmo

insieme, come fecero

Amore e Morte

all'inizio di questa storia.

Non venirmi a rapire nell'Ade,

come Orfeo e la sua Euridice;

non riportarmi alla luce,

ma resta con me,

nella Nostra ombra, nel nostro

Buio.

Creiamo insieme come

un tempo

eravamo solite,

il nostro cosmo

di sentimenti e poesia,

di Luci Buie

e Stelle Oscure.

Perché la Luce è il Vuoto,

e noi lo riempiremo

di Stelle Oscure:

tante e infinite parti di

Noi.

2

Noi siamo state create e forgiate da un essere superiore

e superiore sarà il nostro credo

davanti alla ricerca dell'amore

si inchinerà solo il capo più saggio

Mai e poi mai ti lascerò sola

nessuno ti prenderà qui con me nel buio

poichè di esso siamo state intessute nel cuore

dal più profondo degli inferi il nostro grido.

Volevamo solo essere liberate, ma da sole

abbiamo raggiunto la cima,

la poesia ci ha cucito addosso orpelli e pizzi

e i libri ci hanno aperto gli occhi.

Nuovi orizzonti accarezzeremo

solcando scalze la terra,

e cuori ancora avremo in fiamme

come i piedi dopo il lungo viaggio nel cosmo.

Poichè tu sono io

ed io sono te,

e nessun altro

sarà mai invitato.

1

Che le Parche s'inchinino al nostro cospetto,

e gli antichi dei ornino il nostro

capo

con musica e delicati pensieri.

Il nostro destino intesseremo

con le nostre stesse dita,

un arazzo di sconfitte e

vittorie

creeremo per noi.

Saremo la conoscenza e la

forza,

vinceremo il giorno

cavalcando la notte

e che il pensiero,

il cavallo più lesto,

diventi carne e ci porti

in alto, al luogo dove

apparteniamo.

Che l'idea diventi carne

e la forza ne sia il motore,

una fusione alchemica

che potrai trovare sempre nei miei

occhi,

che guarderanno sempre i

tuoi.

2

Continueremo a far scorrere i fiumi al contrario

mentre si tingeranno di prezioso blu

sangue reale, devoto alla causa della casata,

contrasteremo l'universo col nero

poichè di questo colore è l'inchiostro che scorre nelle nostre vene,

non rosso, non banale,

ma tetro e lugubre per ricordarci gli inizi.

I nostri castelli saranno nel freddo nord, e i nostri signori si inchineranno per pura devozione,

mai nessuno verrà forzato ad amare una forza oscura e potente,

poichè ci sono uomini che ci temono,

mentre non hanno capito che aspettiamo soltanto che ci scaldino i letti.

Le spade piene di sangue resteranno fuori dal talamo nuziale,

lì solo la poesia potrà entrare, e verrà scritta su ogni lembo libero di pelle bianca

che i nostri occhi conoscono...

ora tu dimmi, sorella Morte, se oserai mai separare la regina dell'inferno e la regina del dolore.

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