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Una storia di Crymeariver

Il Disperato

Lo sfogo del disperato

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Pubblicato il 20 luglio 2018 in Altro

Tags: realt sfogo disperato

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Giuro che sto impazzendo, ho una crisi di nervi ogni quindici minuti, non riesco a trovare un lavoro e se lo trovo è in nero e con una paga che non va nemmeno nominata, l'unico lavoro decente che ho trovato è stato un lavoro in un posto cosi lontano che ho dovuto rinunciare perché non ho una macchina. Ma che cazzo si deve fare per vivere. Io non ce la faccio più, penso al suicidio ogni tanto ma ho troppa paura di morire per buttarmi dal balcone e troppo paura del dolore per tagliarmi le vene.
Dovrei ammazzarmi con delle pillole, ma dove le prendo? Potrei andare al C.I.M e fare finta di essere sempre in agitazione, cosi mi prendo 18 pillole di xanax prima di andare a letto, alla fine non mi serve neanche far finta sono agitato 24 ore su 24. Mi sento come se il mondo andasse avanti e io restassi indietro, sempre fermo a guardare il tempo che passa su uno schermo mentre me ne sto seduto sullo stesso divano da due anni, ormai c'è una buca cosi profonda che se ci si siede qualcun'altro ne rimane cosi sorpreso che rimane a bocca aperta come a dire "Ma che cazzo?"
Ebbene si amico mio, sono due anni che non faccio un cazzo se non angosciarmi, e nonostante mandi curriculum tutto il giorno non mi chiama neanche mezza persona, ormai si assumono solo parenti e conoscenti, e io che non conosco nessuno che devo fare?
Magari è solo una scusa che uso io per giustificare il fatto che in realtà non mi va nemmeno di fare un cazzo, ma non è del tutto vero, le poche volte che lavoro mi sento appaggato e non solo per i soldi, sento proprio un senso pienezza e gioia quando torno a casa dopo essermi fatto il culo tutto il giorno in un cantiere.
Eh si perché il lavoro manuale riempe un uomo. Lo fa sentire completo, perché alla fine del giorno non siamo altro che scimmie che cercano un senso e io penso che il senso lo si possa trovare nelle azioni manuali, quando tutto il nostro corpo e la nostra mente sono presi contemporaneamente da un'unica azione.
C'è un qualcosa di poetico in un uomo che batte il martello contro un chiodo, il pensiero di un corpo intero che presta tutto se stesso per una singola azione sembra quasi un miracolo.
Quando ci penso mi calmo un po, l'ansia passa leggermente, ma è sempre li che mi si attorciglia piano piano sullo stomaco ed inizia a prendere controllo.
Io mica volevo nascere cosi, patetico, nulla facente, con l'aspettativa che qualcosa di buono prima o poi mi succederà cosi come per miracolo.
La colpa è dei miei, eh si, mi hanno sempre dato tutto quello che volevo e adesso che dovrei prendermelo da solo che faccio? Mi faccio prendere dall'ansia ecco che faccio, guardo i miei coetanei andare avanti mentre io rimango, mentalmente, ancora quel ragazzino delle superiori....Neanche fossi abbastanza ricco per farlo....

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