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Una storia di Misterend

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Carne

macchina

Pubblicato il 02 maggio 2017

Nacque, lacerando la carne e gli organi di madre, l'uccello mammifero che ospitava il piccolo nuovo respiratore di aria. Madre era ancora viva, doveva insegnare al nuovo respiratore come soffrire al meglio, e diventare non più carne, ma macchina. Il piccolo sembrava più spaventato di tutti gli altri, aveva sperimentato imbarazzo, paura, terrore, e disgusto, in una sola botta. Gli altri avevano imparato a volare, ed erano tutti sul bordo del burrone, vicino alla montagna. Quanto liquido rosso, sgorgava, e si confondeva con l'acqua delle cascate, ed i pezzi di Madre nutrivano i pesci che volavano in essa. Il nuovo respiratore pianse, ed aveva la gabbia toracica che pungeva gli organi al suo interno. Perché io? Perché così giovane e già così sofferente? Madre stava scomparendo, era rimasta solo la sua testa, che ancora sussurrava versi striduli di radio rotta. Essi dicevano: "mangiami, devi nutrirti". Il piccolo non voleva, era troppo spaventato, ed era rimasto l'ultimo su quel burrone, gli altri non lo avevano aspettato, non sapevano neanche della sua esistenza, erano già in migrazione. Piangeva e vomitava acidi gastrici. Alla fine un dono dal celo. Una scheggia di ferro, caddè dall'oscuro temporale, ed era ancora piena di elettricità statica, dovuta a diversi fulmini. Caddè sul capo del piccolo nuovo respiratore. Non era più carne. Era macchina. Non sapeva più chi fosse, solo guidato da un istinto che esiste da prima della creazione del caos. Si avventò sulla testa di madre, e divorò il suo capo, gustando succulentemente le succulente cervella. Altro sangue sgorgò nella cascata. Le sue ali erano di una lega lucida e sconosciuta. Arrivò agli altri respiratori, che lo avevano seminato. Non erano più respiratori per lui, erano carne, e lui era macchina. Li divorò tutti, e costruì città con le loro articolazioni e le loro ossa. Creò un sistema di nascite, che lo auto nutrivano. Macchina non aveva paura. Aveva gli occhi vuoti. Dormiva in una ragnatela fatta con vasi sanguigni.

Freddo.

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