scrivi

Una storia di Gennaro

La scomparsa dei sognatori

Come la finanza impreparata uccide un settore

424 visualizzazioni

Pubblicato il 10 maggio 2018 in Altro

Tags: investitori Startup

0

Che fine hanno fatto i sognatori

Qualche giorno fa scambiavo quattro chiacchiere con un amico, startupper di cui sono socio (l'ordine non è casuale ormai è prima di tutto un amico) il quale mi chiedeva una visione dello stato attuale delle startup, costringendomi a riflettere ... in fondo un po' il ruolo degli amici :-).

Il primo dubbio è: qualche anno fa rimanevo più facilmente impressionato dalle startup che mi venivano proposte (e me ne propongono tante), mentre oggi meno.

La risposta più ovvia sarebbe: perché ci stai facendo il callo!

Quella che reputo più corretta invece è: non incontro più sognatori!

I sognatori sono persone pericolose, in grandissima parte vivono sulle nuvole e sono prive di concretezza, ma quando il sognatore ha l'indole da imprenditore hai incontrato un visionario...magari sbaglia, ma se poco poco ha ragione lui, realizzerà qualcosa di grande.

Le strtup, andando sul pratico, non sono solo un'impresa, ma anche uno strumento finanziario. Se sul mercato di riferimento i competitor della startup sono gli incumbent o altre aziende del settore, sul fronte dei capitali sono: altre startup, gli immobili, le azioni sul mercato, i titoli di stato, i fondi di investimento, ... insomma tutte le forme di risparmio/investimento (gestito o meno). Una startup, a parità di rendimento, non sarà mai paragonabile ad un investimento immobiliare visto il rischio che trascina con sé un investimento in una startup.

Vista la premessa, per una startup (non come la intendo io, ma per come le sto vedendo in questo periodo) che ha prospettiva di crescita moderata ed il rischio connesso nell'investire in qualcosa di giovane, per renderla un buon investimento è necessario che sia competitivo il prezzo di "acquisto" delle quote, ovvero deve necessariamente avere una PMV "mortificata".

Avere un sogno o, come dicevo meglio prima, trasferire una visione permette all'investitore di abbinare un rischio elevatissimo ad una prospettiva (per quanto complessa) molto elevata di ricavi, assolutamente non in linea con nessuno degli strumenti finanziari alternativi alle startup. Insomma le startup dovrebbero, quantomeno, rappresentarsi come tali e competere sul mercato finanziario solo con altre startup.

A questo punto: perché la maggior parte delle proposte che ricevo sono prive di visione? Sono scomparsi i sognatori? Secondo me li hanno "ammazzati"!

Attacca il ciuccio dove vuole il padrone!

Pensando a questo detto antico e mutuandolo agli scopi di questa riflessione, ho capito che fine hanno fatto i sognatori: li hanno ammazzati.

Mi spiego meglio: una startup scalabile che punta a moltiplicatori interessanti del fatturato in breve tempo, che immagina di fare tante azioni sul capitale accedendo al capitale di rischio non può, nella fase early, avere dei numeri contabili strabilianti, EBITDA molto positivo (forse negativo), generare cassa invece che bruciarla, ... per diversi motivi, poco inerenti con questo mio ragionamento.

Man mano che si consolida che le imprese che hanno maggiore probabilità di effettuare un primo seed (anche piccolo) mediante il coinvolgimento di privati con un classico club deal sono quelle concrete, quelle che da subito appaiono come imprese e non come startup, tutto il movimento, consapevolmente o inconsapevolmente, si sta adeguando ed i giovani imprenditori puntano a guardare al concreto, alla punta dei piedi, perdendo di vista il sogno lontano, smettendo di essere visionari, assomigliando di più a dei bravi attuatori. Insomma: attaccano il ciuccio dove vuole il padrone, danno agli angels quello che cercano, costruendo in fabbrica modelli ed aziende adeguate a questo mercato finanziario.

Al contrario poi, il mondo dei venture, quello strutturato dei round "significativi", chi di professione investe da anni, continua a ricercare (ed ovviamente con la maggiore fatica che io stesso sto verificando sulla mia pelle) aziende di visione, con rapporti LTV/CAC interessanti che, solitamente, si ottengono solo con aziende che guardano lontano, che non hanno paura di spendere per acquisire un cliente perché sanno che nel lungo periodo guadagneranno tantissimo su di (o grazie a) lui. Insomma: la volontà di inseguire gli investitori dal braccino corto ha fatto venire il braccino corto alle startup, creando tante aziendine con dentro investitori piccoli e pochissime startup dove poter far confluire investimenti significativi!

Per gli investitori: non credete che investire in aziende che fanno il loro bravo 35% sulla singola vendita sia il vostro obiettivo...a quel punto meglio il mattone. Uscite gentilmente dal settore delle startup e lasciatelo ai visionari!

Per gli startupper: tornate ad avere visione! Si avrete maggiori difficoltà a trovare i primi soldi, ma dovrete superare una montagna in breve tempo, concentrando i vostri sforzi nel momento dove avete la maggiore energia, ma poi semmai riuscirete (operazione comunque complessa) potrete correre ad una velocità tripla rispetto agli altri, piuttosto che immaginarvi una vita trascorsa a salire una collina con fatica e passo lento!

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×