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Una storia di SoniaS

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L'amore a trent'anni

I sentimenti sono imperfetti

Pubblicato il 23 agosto 2017

Il cuore che batte. Il lungo corridoio della scuola e lui che passa. Un momento così atteso e poi il silenzio… Il cuore che batte e le frasi sul diario. Spensieratezza, pienezza e libertà con queste parole definirei l’amore adolescente.

L’emozione. La testa che si perde tra le parole di un dialogo tra due che parlano, che si trovano, che si scoprono. L’aula magna dell’università, sentirsi più grandi, pieni di aspettative e con l’idea di poter realizzare tutto, un giorno magari anche in amore. Superati i vent’anni un po’ di razionalità prende per mano il cuore sotto l’abbraccio della speranza e del coraggio.

Complessità. Ultimamente mi guardo intorno, osservo i miei coetanei e li ascolto. Pare che quando si arriva a parlare di relazioni amorose la risposta che risuona di più sia: “E’ complicato!...” Guardo anche me stessa e scopro che sì, non è sempre facile solo per me, lottiamo a fatica ma anche con passione eppure… è complicato. Cosa accade a trent’anni? Che fine fa il cuore, che fine fa l’emozione? Vince la ragione?

Amori nati negli uffici, amori nati a matrimoni di altri, amori nati su un bus, amori nati tra un aperitivo e l’altro, amori nati per dimenticare, per provarci ancora, per volerci credere di nuovo. Amori che s’infrangono per tradimenti, per stanchezza, per incompatibilità, per la lontananza, perché sei solo l’amante, perché non si può progettare, perché il lavoro chiama in un’altra città, perché non si trova un compromesso. I trentenni e l’amore. A quest’età dovrebbe essere tutto più chiaro e certo. Invece, sballottati tra decisioni da prendere, instabilità lavorativa, sogni che non si desidera abbandonare e i muri da abbattere per non soccombere e quel senso di effimero e veloce che avvolge ogni cosa, finisce per essere complicato anche l’amore.

La progettualità dovrebbe caratterizzare forse l’amore a trent’anni, ma quanti di noi ci riescono? Non riusciamo a buttarci senza sicurezza, non riusciamo a volare come su un motorino in due a quindici anni… E poi il confronto. Ti viene in mente proprio come ti batteva il cuore a quell’età quando l’amore era solo amore. Amore come semplicità.

Io una risposta non ce l’ho, non so cosa accada a trent’anni, però dietro quell’ “E’ complicato!” si cela la coscienza dell’imperfezione, cioè siamo in grado di vedere tutto quello che non combacia, che non è come volevamo, immaginavamo o speravamo. Si cela anche la coscienza che l’imperfezione è la realtà e lo è tutto intorno a noi e in noi. A trent’anni si colgono le sfumature e le sia accettano e ammirano. Anche l’amore è imperfetto, dobbiamo solo trovare il nostro modo di vivercelo sapendolo e custodendolo come quel diario sgualcito e scarabocchiato anni ’90 che avevamo nello zaino.

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