scrivi

Una storia di Florinda.oliviero

Questa storia è presente nel magazine Il segreto di Maryam

Il segreto di Maryam

Capitolo 1 - l'incontro

Pubblicato il 09 aprile 2018 in Fantasy

Tags: amore magia mare sirene

0

« Σειρῆνας μὲν πρῶτον ἀφίξεαι, αἵ ῥά τε πάντας

ἀνθρώπους θέλγουσιν, ὅτίς σφεας εἰσαφίκηται.

ὅς τις ἀϊδρείῃ πελάσῃ καὶ φθόγγον ἀκούσῃ

Σειρήνων, τῷ δ' οὔ τι γυνὴ καὶ νήπια τέκνα

οἴκαδε νοστήσαντι παρίσταται οὐδὲ γάνυνται,

ἀλλά τε Σειρῆνες λιγυρῇ θέλγουσιν ἀοιδῇ,

ἥμεναι ἐν λειμῶνι• πολὺς δ' ἀμφ' ὀστεόφιν θὶς

ἀνδρῶν πυθομένων, περὶ δὲ ῥινοὶ μινύθουσιν »

Odissea XII, 39-46​

In tutta la mia vita ho sentito tante storie riguardanti le sirene.

Si dice che siano creature dotate di una bellezza che non appartiene a questo mondo e che il loro canto ammalii gli uomini che lo odono. Alcuni dicono che quando una sirena canti sia presagio di morte, che attirino i marinai affascinati dalla loro dolce melodia, per poi trascinarli con loro sul fondo del mare donandogli il sonno eterno. C'è chi invece dice che il loro canto abbia condotto uomini alla pazzia, rendendoli derelitti umani; chi invece si sia tolto la vita non sopportando di non poterlo più udire. Tutte storie tragiche, che fanno delle sirene dei mostri assassini nelle vesti di creature dotate di una bellezza che non appartiene ad alcun essere su questa terra. Da bambino ero affascinato da queste storie, ma non ho mai temuto il mare a causa di esse perché non ho mai creduto alla loro veridicità, per me non sono altro che leggende senza alcun fondamento reale. Le sirene non esistono, non sono altro che il frutto della fantasia di qualche vecchio pescatore ubriaco. E' questo quello che ho sempre creduto, o almeno sino a quella calda e tranquilla mattinata di giugno...

Sì, non ci crederete mai, ma il mio racconto inizia in una giornata come tante altre. Dovete sapere che ho la fortuna di essere nato in una famiglia ricca, quindi vivo in una meravigliosa casa in una piccola baia di mia proprietà, lontano da occhi indiscreti. Tutte le mattine, alle prime luci dell'alba, mi reco in spiaggia con il mio fedele amico a quattro zampe Yago, un meraviglioso esemplare di terranova dal pelo lucente e nero come la pece, per correre accompagnati dal rilassante suono delle onde che si infrangono sulla battigia.

Quel giorno, mentre facevamo il nostro solito percorso, improvvisamente Yago iniziò a correre più velocemente, distanziandomi parecchio; quando finalmente lo raggiunsi, vidi che era intento ad abbaiare dietro ad un enorme scoglio che fuoriusciva dall'acqua in prossimità della riva, poi improvvisamente si tuffò e si diresse verso la roccia. Mano mano che mi avvicinavo, mi sembrava di vedere qualcosa... una mano! Iniziai ad aumentare la velocità della mia corsa e finalmente arrivai. Era proprio una mano quella che sporgeva da dietro lo scoglio. Ovviamente mi sentii venir meno! Che ci faceva una persona lì, nella mia proprietà? Era un naufrago? No, non poteva essere, il mare era tutta la settimana che se ne stava lì tranquillo, nessuna tempesta aveva disturbato queste acque. Un cadavere? Implorai Dio che il proprietario della mano fosse vivo, anche se avevo una brutta sensazione al riguardo. L'intera baia mi apparteneva, e non avevo il minimo interesse ad avere dei poliziotti che girovagavano per casa a ficcanasare ovunque, sarebbe stata davvero una bella seccatura! Con il cuore a mille e non poca paura, entrai in acqua anch'io. Mi affacciai dietro l'enorme scoglio. Una cascata di capelli biondi, che risplendevano al sole come oro, ricoprivano il viso di una fanciulla, ricadendo oltre i fianchi immersi nell'acqua. "Come ci è finita qui questa ragazza? E' ancora viva?" Mille domande rimbombavano incessanti nella mia testa, mentre io non sapevo che fare. Improvvisamente notai un lieve movimento della mano. "E' ancora viva!" credo che la felicità e soprattutto il sollievo che provai in quel momento non li dimenticherò mai! Immediatamente, la afferrai sotto le braccia e la trascinai sulla spiaggia. Quando finalmente la lasciai, non potevo credere a ciò che i miei occhi stavano vedendo. Al posto delle gambe c'era una coda di pesce di un azzurro cobalto intenso più di qualsiasi mare avessi mai visto mare, che sotto i raggi del sole sfumava in mille colori, dando vita ad un immaginario arcobaleno. Rimasi per un attimo immobile, con la bocca aperta e gli occhi sgranati... se ci penso ora sicuramente dovevo sembrare uno stoccafisso! Mi diedi un pizzico, stavo sicuramente sognando , infondo non poteva essere vero, le sirene non esistono e io lo avevo sempre saputo! Certo quando ero più ragazzo avevo fantasticato parecchio su queste figure mitologiche e sulla loro straordinaria bellezza, ma sempre con la consapevolezza che non fossero altro che delle chimere e poi ormai ero cresciuto! Era finito il tempo dei brufoli e dei sogni campati in aria!

"Ahi!"

A stento riuscii a trattenere il mio dolore, mi portai una mano alla guancia pizzicata, faceva male... forse avevo un pò esagerato con la forza, ma almeno questo poteva voler dire solo una cosa... e cioè... era tutto vero!

Quella dinanzi a me era davvero una sirena! Non erano solo una leggenda, esistevano per davvero!

Lentamente mi avvicinai e la girai, con il viso verso il sole, verso me... Le scostai i capelli dal volto e in quel momento sono certo che il mio cuore mancò un battito. Era davvero una creatura dalla bellezza sovrannaturale, a quanto pare le leggende non mentivano, anzi era certo che la realtà superasse qualsiasi fervida immaginazione. Doveva avere poco più di vent'anni pensai. I capelli biondi le incorniciavano il viso donandole, se possibile, un aspetto angelico. Le labbra erano due pesche che si sfioravano e che sembravano invitarmi dolcemente a sfiorarle con le mie... forse dovevo provarci, quando mi sarebbe ricapitata un'occasione come questa, pensai! Purtroppo sono troppo un bravo ragazzo e il buon senso mi diceva che non era questo il comportamento di un gentiluomo e così, mentre mi arrovellavo su cosa volessi fare e su cosa, invece, fosse giusto in realtà; mi accorsi che i seni erano nudi. Pensai immediatamente ad Ariel, la sirenetta della Disney. Tutti l'avete vista almeno una volta nella vita, no? Ecco, mi chiedevo perché questa sirena non indossava le conchiglie come lei? So di non essere più un ragazzino, ma mi sentii improvvisamente molto in imbarazzo e il viso accendersi come se un incendio stesse proprio in quel momento divampando sul mio volto. In preda ad un attacco di panico, decisi di spostare i lunghi capelli dorati a protezione delle sue grazie. Proprio non riuscivo a crederci, una sirena! Dinanzi ai miei occhi c'era una vera sirena! Una sirena mezza nuda per giunta!

Ammirai di nuovo la sua splendida coda, cercando di distogliere la mente da qualunque pensiero impuro si annidasse nella mia testa, quando improvvisamente notai una brutta ferita. Nello stesso momento, lei iniziò a riprendere i sensi.

Lentamente aprì gli occhi. Due iridi del colore del mare più cristallino iniziarono a guardarsi intorno disorientati e impauriti, poi lo sguardo si posò su di me, questione di attimi che sembrarono eterni, e poi ecco che vedi il terrore dipingersi sul suo viso. Provò a scappare, dirigendosi verso il mare, ma un urlo di dolore interruppe la sua fuga. Mi avvicinai verso di lei, ma ricadde su sé stessa. Il dolore della ferita doveva essere forte al punto tale da farla svenire. Non sapevo cosa fare, ma non potevo di certo lasciarla lì, sotto il sole cocente priva di sensi e con quel brutto taglio alla coda; così la sollevai tra le mie braccia e la portai in casa. Come vi ho detto sono molto ricco e forse anche un pò viziato, mi piace avere qualsiasi tipo di comodità, così non mi faccio mancare nulla e in casa ho una piscina al coperto con acqua di mare. Pensai che quello fosse il posto migliore in cui potessi​ portarla. Con non poca fatica, finalmente arrivammo a destinazione. L'adagiai sulle ampie gradinate che si immergono nell'acqua e andai a cercare qualcosa con cui poterla medicare.

Al mio ritorno non c'era più, sembrava essere sparita!

Mi guardai intorno, non poteva essere andata da nessuna parte; in fondo non aveva le gambe! Era assurdo!

Improvvisamente una mano afferrò la mia caviglia e mi tirò giù in piscina. Vidi la superficie dell'acqua allontanarsi sempre più. Ecco che tutta la mia vita iniziò a scorrere dinanzi ai miei occhi, proprio come accade nei film, sino ad arrivare a circa un'ora prima, quando mi ero imbattuto in quella meravigliosa creatura e avevo deciso di aiutarla. Non potevo fare una scelta più stupida; mi ero fatto ammaliare da cotanta bellezza e ora stavo per morire proprio per mano di quella che mi era apparsa come una delicata e fragile creatura. Che stupido che ero stato, forse meritavo davvero di morire per la mia superficialità! Sentivoo le forze abbandonarmi sempre di più, nonostante fosse ferita, in acqua sembrava assumere una forza tale da non riuscire ad oppormi ed avere il sopravvento.

Improvvisamente la sirena scattò dinanzi a me e contro ogni mia aspettativa o immaginzione, mi baciò. Il bacio della morte, ecco cos'è, pensai!

Le leggende dicevano il vero! Non avrei mai creduto che la mia vita potesse finire in questo modo così assurdo! Strano, non sentivo più le forze abbandonarmi, il respiro mancare... ma cosa? Con mia grande sorpresa, con il suo bacio, la sirena mi stava aiutando a respirare. Non sapevo quanto tempo fosse trascorso da quando mi aveva trascinato sul fondo della piscina, sapevo solo che sarei potuto stare lì con lei per sempre. Quella creatura che sino a qualche ora prima era solo il frutto della fantasia, era magicamente divenuta reale e con la sua bellezza rapiva ogni mio pensiero, diventando regina indiscussa dei miei desideri. Purtroppo non appena questo pensiero sfiorò la mia mente, lei mi lasciò andare e così risalii in superficie.

- Chi sei? - forse non avrei potuto fare una domanda più stupida, ma ormai era troppo tardi per pentirmene. I suoi occhi puri ed innocenti mi guardarono per quella che sembrò un'eternità, pieni di terrore.

- Sono una sirena... tu non avresti dovuto vedermi... non ci è concessa alcuna interazione con il genere umano... Io... io...

- Io non lo dirò a nessuno! - la interruppi, fu più forte di me, ma sentivo di doverla tranquillizzare. - Credimi... voglio solo aiutarti... sei ferita... Non ho altri fini.

Come se improvvisamente si fosse ricordata del taglio alla coda, abbassò lo sguardo su di essa.

- Ti ringrazio... Io, però, non posso accettare... è troppo pericoloso...

- Mi dispiace, ma io non posso lasciarti andare così! Quel taglio è troppo profondo e il dolore per la ferita ti si legge in viso.

- Tu non capisci! - urlò improvvisamente, la voce soffocata dal pianto trattenuto. - Loro non si arrenderanno... mi troveranno... e tu sei stato tanto gentile... Io non voglio che a causa mia tu possa correre dei rischi... - le lacrime, trattenute sino a quel momento, iniziarono a scendere copiose sul suo bel viso, cadendo nell'acqua come una piccola cascata scintillante. Sentii il cuore stringersi in una morsa. Di chi stava parlando? Chi erano queste persone di cui parlava? Cosa volevano da lei? Senza rifletterci due volte, mi avvicinai alla sirena e con la mano le alzai lo sguardo verso di me e le asciugai le lacrime. Sapevo che mi stavo cacciando nei guai, per di più per una perfetta sconosciuta, nonché una creatura non umana; ma ero sempre stato debole al fascino femminile e non avevo mai sopportato vedere una fanciulla piangere e in difficoltà. Senza contare che i suoi occhi avevano rapito il mio cuore nell'istante in cui mi ero perso in essi.

- Io non permetterò a nessuno di farti del male - le dissi deciso, e facendomi audace presi le sue mani tra le mie, cercando di infonderle la sicurezza che in quel momento io provavo. - Non so chi sono queste persone di cui parli, ma sono sicuro che non riusciranno mai a trovarti qui! Loro pensano che tu stia scappando da loro, nel mare! Non possono immaginare che, invece, ti trovi all'interno di una casa! Non sarebbe possibile. Sono sicuro che finchè resterai qui, sarai al sicuro...

Lei mi guardò con occhi pieni di speranza, ma al contempo colmi di preoccupazione e paura.

- Io ti sono grata, ma non posso accettare.... non sai con chi hai a che fare... sono persone spietate, che farebbero di tutto pur di arrivare al loro scopo... anche uccidere... e loro vogliono me... e se io resto qui, tu sei in pericolo... e non è giusto... ho letto la tua anima... ed è gentile e io non posso farti rischiare...

Sembrava irremovibile, dovevo convincerla in qualche modo e io dovevo essere completamente impazzito, ma non potevo permetterle di andare... lei era in pericolo ed io "dovevo" salvarla... forse la sua bellezza sovrannaturale mi aveva ammaliato, ma non potevo lasciarla andare; se fosse andata via, probabilmente non sarei più riuscito a provare dei sentimenti così forti, così intensi,così veri, come quelli che provavo in quel preciso momento... lo so era da pazzi, ma ormai ero completamente perso!

- Facciamo così... ti fermerai solo il tempo che la tua coda sarà guarita.... non puoi fuggire in quelle condizioni e lo sai bene... Non posso trattenerti contro la tua volontà, ma non posso nemmeno permettere che tu scappi da degli uomini pericolosi con una ferita così... non avresti possibilità... - speravo di averla convita e aver guadagnato così un pò di tempo.... dai suoi occhi potevo chiaramente leggere la sua perplessità, ma poi improvvisamente mi sorrise ed annuì con il capo... in quel momento capii di essere completamente cotto!

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×