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Una storia di LunaGuarino

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Il Piccolo Grande Principe

Pubblicato il 06 novembre 2017

PREMESSA:

Il Piccolo Principe, stanco di essere circoscritto nel suo piccolo pianeta e desideroso di conoscere realtà diverse dalla sua, partì alla scoperta di nuovi pianeti convinto dall’idea di trovare tante cose da apprendere oltre quelle che già conosceva. Così un giorno decollò all’insegna della scoperta di nuovi mondi con la speranza di trovarci qualcosa di entusiasmante.

I CAPITOLO: IL PIANETA DELLA CORRUZIONE

Il primo pianeta dove atterrò il Piccolo Principe era governato da un re dall’aspetto arrogante e autoritario.

“Chi sei tu?” disse con tono altezzoso il re al Piccolo Principe.

“Son venuto alla scoperta di nuovi pianeti! E tu che ruolo hai qui?”

“Io sono il re, qui comando io, decido io cosa si deve e non si deve fare…” disse a voce alta il re, per poi sussurrargli all’orecchio:

“Ma se hai bisogno di vantaggi e piaceri in cambio di denaro, posso esaudire ogni tuo piccolo desiderio. Su questo pianeta nulla è impossibile!”.

“Quindi mi stai dicendo che se volessi ottenere ciò che voglio senza il minimo sforzo, basta che venga qui e con il mio denaro, senza avere le giuste competenze, riusciresti a farmi ottenere ciò che desidero?”

“Mmmm quasi esattamente! Ovviamente in base a ciò che chiedi c’è una cifra in denaro differente…”

“Ma questa è corruzione! E che mondo sarebbe se tutti mettessero da parte un gruzzoletto di denaro per acquistarsi qualcosa che non si sono realmente guadagnati con la propria intelligenza e capacità facendosi capo di un grado, un posto, o qualcosa che non gli compete? Quando invece, al posto del corrotto, potrebbe esserci una persona umile, ma che al contempo si è data tanto da fare per studiare, ed avere le giuste abilità nel gestire o fare una determinata cosa?”

“Ma da che pianeta vieni? Qui è una dinamica normalissima!” Rispose il re al piccolo Principe rimasto stupito dalla risposta di un giovanotto.

“Da un pianeta in cui l’onestà e la meritocrazia sono principi cardini!”

Deluso Il Piccolo Principe voltò le spalle e se ne andò con la speranza di trovare un pianeta migliore.

II CAPITOLO: IL PIANETA DEL POSSESSO

Questa volta il Piccolo principe incontrò l’uomo d’affari, una persona che a primo impatto gli sembrò molto attenta e accurata nello svolgere il suo lavoro, apparentemente praticava qualcosa che gli trattenesse molto tempo e facesse in modo di non accorgersi del piccolo ometto che era proprio lì davanti a lui.

“Scusi Buon uomo!” disse con la sua delicata voce il Piccolo Principe.

“Se acquisto questo, posso comprare anche quell’altro, per poi comprare con i soldi che mi restano questo, quello e qualcos’latro!” barbottò l’uomo d’affari non accorgendosi di chi ci fosse dinanzi a lui.

“Mi Scusi buon uomo mi sente?” ribadì il Piccolo Principe battendo il piede a terra con la speranza di farsi notare.

“Cosa c’è? Non vedi che sono concentrato a capire come possedere quante più cose possibili su questo pianeta?”. Rispose arrabbiato l’uomo d’affari.

“Possedere qualcosa su questo pianeta è più importante che coltivare rapporti sociali con qualcuno?”

“Io non creo rapporti, non vedo individui, ma solo cose, il loro valore e le loro conseguenze! Possedere quante più cose possibili mi arricchisce, mi rende valoroso e posso ottenere ciò che voglio, senza avere più preoccupazioni!”. Poi continuò a riprendere i suoi calcoli:

“Se vendo questo poi guadagno abbastanza per comprare quell’altro…”

“E che vita sarebbe senza creare alcun tipo di rapporto con nessun individuo? Senza scambiarsi opinioni, senza conoscere il mondo che ti circonda? E’ lo scambio di idee e relazioni che rende un uomo ricco, egli è ricco a seconda di ciò che è non di ciò che fa! La vera abbondanza non deriva dal possesso delle cose ma da una mente sana, ed il possesso non fa altro che logorarti dentro non facendoti riappropriare più dei valori per cui esistiamo. Colui che vuole possedere è colui che ha paura di perdere… E la cosa più bella che fin’ora hai perso, dedicandoti alla detenzione delle cose, oltre a non coltivare rapporti sociali è l’amore! Quel sentimento che ti fa fremere dentro e che non potrai mai provare Perché l’amore per qualcosa o per qualcuno non possiede, né vorrebbe essere posseduto, ma tu non potrai mai capirlo perché troppo attaccato alle cose materiali di cui ti circondi!”

“Vivi nel mondo dei sogni caro ometto!”

“Vivo in un mondo di rapporti reciproci che stimolano il nostro essere grazie allo scambio di idee che può intercorrere tra un individuo e un altro! Prova a farlo anche tu e vedrai come la tua vita sarà più ricca, ma non di denaro, ma di benessere mentale.”

Per la seconda volta Il Piccolo principe rimasto nuovamente deluso se ne andò con la speranza di trovare valori che si avvicinassero alla sua esistenza.

III CAPITOLO: IL PIANETA DELL'AMOR PROPRIO

Il terzo pianeta era abitato da un vanitoso.

“Buongiorno Signor… Signor…”

“Signor vanitoso! Buongiorno a te Piccolo ometto dai capelli coloro grano. Benvenuto sul pianeta dell’amore…”

“Ah finalmente! Qualcosa per cui vale la pena spendere del tempo!”

“Attenzione! Mi spiego meglio… Il pianeta dell’amor proprio! Devi sapere che la vanità è il mio peccato preferito!”

“Cos’è la vanità? Sul mio pianeta non ne ho mai sentito parlare…”

“La vanità non è altro che l’essere sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi.”

“Quindi ti importa dell’opinione altrui per sentirti gratificato?”

“Esattamente! Ho bisogno di riempire il vuoto che c’è dentro di me colmandolo con le parole di ammirazione di altri”

“Ma così non fai altro che lusingare quelle che pensi siano le tue qualità che in realtà non sai di avere perché non ti sei mai scoperto realmente dentro. Dovresti cominciare a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di ciò che gli altri pensano di te. Cominciati ad amare, ma non estremizzando ciò che definisci l’amor proprio, e vedrai che riuscirai ad apprezzarti da solo e non avrai bisogno di nessun altro che ti ricordi della bella persona che sei e potresti essere. La tua personalità è la tua autostima, fai meno per compiacere agli altri e più per mantenere il rispetto di te stesso.”

Anche qui il Piccolo Principe se ne andò malinconico, con la tristezza che lo trafiggeva l’animo per essere rimasto nuovamente deluso da questi pianeti così incoerenti e futili.

IV CAPITOLO: IL PIANETA DELLA PAURA

Appena sbarcato sul quarto pianeta Il Piccolo Principe sente un singhiozzio cercando di capire da dove provenisse… Da lontano individua una persona tutta rannicchinata su sé stessa. Pian piano il Piccolo Principe si avvicina, era un adolescente.

“Perché piangi? Posso aiutarti?”

“No, vai via! Tu non puoi farci nulla… Nessuno può farci nulla!”

“Perché hai una bottiglia di vino vuota accanto te?”

“Bevo! Bevo per dimenticare la paura di…”

“Paura di cosa?” interruppe il Piccolo Principe

“Paura di crescere, di soffrire, di amare, del futuro, del diverso… Tu non hai paura?”

“Perché dovrei averne? E’ così bello vivere giorno dopo giorno con nuove esperienze da vivere e da raccontare. Con la voglia di scoprire l’indomani cosa ci accadrà. Infondo le paure non sono altro che preoccupazioni che possiamo colmarle solo affrontandole ed accentandole come un fattore proprio del genere umano, qualcosa che serve necessariamente per costruire il nostro mondo, la nostra personalità! Aver timore di tutto porta ad avere un atteggiamento chiuso ed irrazionale ed in questo caso la paura diventa limitante non permettendoti di andare avanti, di evolverti! La paura è sana nella misura in cui ci limita, altrimenti rischia di invadere in maniera negativa la percezione che abbiamo del mondo e delle cose che accadono al suo interno. Quindi, alzati, getta questa bottiglia e ciò che pensi siano le tue paure e vai alla scoperta delle sensazioni e opportunità che la vita ti ha preservato!”

Il piccolo ubriacone restò meravigliato all’ascolto delle parole del Piccolo Principe. Si alzò piangendo, ma stavolta di felicità, ringraziandolo e promettendogli di dar retta alle sue parole.

Il Piccolo Principe stavolta se ne andò sì rammaricato, ma con la contentezza di aver potuto aiutare qualcuno e di aver lasciato un barlume di luce e speranza a chi di speranza non ne aveva.

V CAPITOLO: IL PIANETA DELLA BANALITA'

“Buongiorno! Cos’è questo oggetto luminoso che con tanta cura sta cercando di aggiustare?”

“Ma come! non vedi, è un lampione!” Rispose il lampionaio

“E cos’è un lampione? Sul mio pianeta non esiste una cosa simile!”

“Che buffo questo ragazzino!” penso tra sé il lampionaio, e poi riprese:

“E’ una luce artificiale creata dall’uomo che serve per illuminare le strade di notte!”

“Wow! Che bello! Puoi insegnarmi a farlo? Così posso portarlo anche sul mio pianeta.”

“Non è mica semplice inventare cose del genere! Io ci ho messo anni.”

“Sei solo su questo pianeta?” disse il Piccolo Principe

“No! Ci sono altri abitanti proprio al di là di quella lontana collina. Ma preferisco starmene da solo e vivere nella mia dimensione creativa. Voglio avere tutto ed esclusivamente per me!”

“Ma se sei da solo ed hai creato questo lampione e grazie alla tua capacità creativa potrai inventare nuove cose, a chi le mostrerai? La creatività umana è una fonte anche concorrenziale. Non puoi sprecare il tuo talento umano riservando le tue capacità ma anzi dovrai valorizzarlo condividendolo e mostrandolo a qualcuno! In questo modo il pianeta in cui vivi si emanciperà e grazie al tuo contributo la gente te ne sarà grata dando un piccolo supporto alla tecnologia!”

Il lampionaio rimase interdetto. Si sentì per la prima volta nella sua vita gratificato. Le parole del Piccolo Principe lo persuasero talmente tanto che si convinse d’ora in avanti a sprigionare tutta la sua inventiva. Dimostrando agli altri che il pianeta può sempre migliorare grazie alla collaborazione che ognuno di noi può offrire in qualsiasi modo essa venga fatta.

VI CAPITOLO: IL PIANETA DELLE MERAVIGLIE

Il sesto ed ultimo pianeta che Il Piccolo Principe visitò fu quello più grande, pieno di vitalità, emancipazione e meraviglie!

Una volta sbarcatoci vide un uomo seduto ad una scrivania con tante carte che svolazzavano ed una enorme mappa tra le mani che girandola continuamente in tutti i versi possibili, sembrava come stesse cercando di interpretare qualcosa e disse tra sé e sé:

“Questo già l’ho visto, qui già ci sono stato…”

“Buongiorno! Come sei buffo seduto davanti quella maestosa scrivania. Sono atterrato qui alla ricerca di nuovi pianeti con qualcosa di nuovo da raccontare sul mio. Cosa fai con quella carta in mano?”

“Sono un geografo e questa è una mappa. Buongiorno! Sto cercando di individuare i luoghi dove già sono stato… Devi sapere che questo è un pianeta vasto e per quanto io possa sembrare vecchio pare che lo abbia esplorato tutto. E non c’è nulla più da vedere e raccontare!”

“Ah sei un geografo! Che bellissimo lavoro!” rispose affascinato il Piccolo Principe.

“Già! Ma sono stufo di continuare a cercare qualcosa che in realtà non esiste perché già ho scrutato e sondato ogni cosa.”

“Invece di focalizzare le tue ricerche su nuovi territori perché non cominci a studiare l’ambiente dei luoghi che hai visitato, approfondendo l’impatto che ha sulla natura umana, sul meteo, sul clima e sulla cultura di un paese? Sai che grazie alle tue conoscenze potresti risolvere tanti problemi ambientali? L’essere umano una volta raggiunto il fine ha bisogno di nuovi stimoli altrimenti tutto diventa statico e noioso. Una volta fatto il proprio lavoro non bisogna mai pensare di aver concluso completamente. Bisogna andare sempre avanti, inventarsi nuove cose, continuare ad esplorare ma non in senso fisico ma mentale. L’uomo è destinato a continuare ad evolversi fin quando la nostra capacità intellettiva ce lo concede. Quindi ciò che ti suggerisco è di andare alla scoperta di ciò che non pensavi esistesse”.

“E tu così piccolo, venuto da un altro pianeta, come fai a sapere queste cose?”

“So perché vivo! La mente umana è la cosa più meravigliosa che esista! Non fare in mondo che la superficialità si avvalga di essa.”

E così il Piccolo Principe con il sesto pianeta concluse le sue esplorazioni. Il Piccolo Grande Principe era qualcosa di trascendete. Un bimbo già vissuto che aveva tanto da insegnare, da dare… Nonostante sperasse di riempire il suo bagaglio di esperienza grazie alla scoperta di nuovi mondi, di nuove persone, in nessuno dei sei pianeti trovò qualcosa da imparare più di quello che già conoscesse, così ritornò sul suo piccolo ma valoroso pianeta in cui viveva lasciando una lezione di vita e condotta a tutti i personaggi incontrati su come bisognerebbe agire per avere un mondo migliore e nel quale essere partecipi.

MORALE:

L’essere umano vive con l’idea di conoscere goni cosa, ma esistono molti dettagli della vita che passano inosservati, dato che siamo soliti a vivere in modo automatico e superficiale senza approfondire davvero le cose importanti della vita e che solo aprendo la mente e relazionandoci con altri possiamo comprendere.

Il Piccolo Principe dà ad ogni personaggio un senso di vita che non è ottenere ciò che si vuole ma condividere tutto quello che si possiede e si conosce. Soltanto in questo modo gli animi degli individui si sentiranno appagati contribuendo involontariamente alla crescita del proprio pianeta inteso non in senso astronomico ma esistenziale.

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