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Una storia di BarbaraVilla

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Ti racconto domani

Lettere ad una figlia mai nata #1

Pubblicato il 06 gennaio 2017

Ciao Giulietta,

la prima volta che ho pensato a te avevo, forse, otto o nove anni. Ero alta poco più di una mela, timida e capricciosa. Quel giorno passeggiavo con tua nonna al mercato rionale, spingendo il passeggino con dentro il mio cicciobello biondissimo. Tra le bancarelle di frutta e verdura e le presentazioni di nuove pentole facevo le prove da mamma. Gli insegnavo cose che nemmeno io ancora sapevo e gli davo da mangiare latte finto e fiori di glicine. Lo sgridavo quando mi sembrava facesse i capricci e gli promettevo che presto avrebbe avuto una sorellina. Mi mettevo un cuscino sotto alla maglietta e dicevo di aspettare una bambina, lo dicevo a tutti, anche ai vicini di casa che restavano a bocca spalancata. Tuo nonno, invece, diventava pallido e mi costringeva a togliermelo immediatamente, spiegandomi che era davvero troppo presto. Poi tutti si mettevano a ridere e io un pochino me la prendevo. Permalosa e irruenta già da piccola.

Un giorno ti presentai al mio bambolotto:

<< Ecco, qui c’è tua sorella. Lei è Giulia.>> Accarezzandomi piano il cuscino.

Lui rimase immobile, ma io immaginai un sorriso e mille domande. E da quel giorno ti sogno e fantastico su di te, Giulietta mia. Penso a come potrebbero essere i tuoi occhi e le tue mani. Immagino il tuo sorriso aperto al mondo e le tue smorfie divertenti. Scommetto che ti piace da pazzi il cioccolato e non smetti un attimo di cantare. Chissà quanti castelli di sabbia.

Questo mi ha riempito il cuore per tantissimo tempo. Per anni ti ho avuto dentro, ti ho sentito e insieme siamo cresciute, fino a quando quella donna con il camice bianco ti ha strappato da me con parole fredde e velenose.

<<Signora, lei non avrà mai un figlio, almeno non in modo naturale.>>

Capito Giulietta mia?!!! Ma che ne sa lei dei nostri discorsi, delle tue carezze mentre dormo, delle cose che sappiamo solo noi. Non ti preoccupare se non è qui e non è ora, ma tu, un giorno, nascerai e allora tutto avrà un senso. Però ricordati e scegli ancora me, come quel giorno di tanti anni fa.

Un abbraccio,

la tua mamma.

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