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Una storia di angelaaniello

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I Cassetti della Vita

Lì non mi lasciavo confondere. E voi? E i vostri cassetti?

Pubblicato il 29 giugno 2017

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Non ho mai chiuso i cassetti della vita perchè non fosse mai tardi per un ricordo scivolato in un angolo remoto. Lo ripescavo come un pacco regalo, scostando la polvere perchè risplendesse e non mi sbagliavo nel pensare che tutto quello che ci girava intorno poi era anche nel cuore, da sempre.

Aveva un odore strano e inconfondibile la vita in quei momenti: tesseva una maglia che somigliava a una rete a strascico e ci cadevo dentro per restarci aggrappata; non potevo restare con le palpebre chiuse a sognare. Dovevo muovermi, riavviare i giorni, offrimi cose migliori che mi sollevassero nell'inciampo.

E giungevano sbiaditi un volto, un tempo, una mano a fendere l'aria e lo scricchiolio di un'altalena semiarrugginita, lanciata al volo fino a confondersi con l'azzurro. Con le nuvole mai, erano troppo alte e lattiginose, sbaffi abbozzati a sorridere. A sorridermi.

Non ho mai spento neppure le voci: gocciolavano lente e gutturali, stridenti o riservate. Come cascatelle zampillanti e decise a restare, irripetibili.

Ipotizzavo anche la tua insieme alle altre. Ed ero mare in estasi panica, indirizzando le braccia dappertutto, da qualche parte dovevano giungerti.

Mi son guardata nel sole e nell'ombra e non ho mai provato vergogna: ciò che mi spaventava era un muro in cemento che facesse arretrare il mare su un terreno pietroso su cui la rugiada della notte non poteva posarsi.

Eri lì, nel primo e nell'ultimo dei cassetti. Negli altri ogni tentativo di saltare per non bruciarmi fra radici non ancora piantate.

Unduetrequattrocinque cassetti e voli.

Seisetteottonovedieci e ipotesi.

Mi erano simpatici anche i conti che a volte non tornavano: si accovacciavano silenti e cominciavo a ridere. Ogni sorriso era un biglietto aperto al cielo.

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-Cosa sono i cassetti?, mi chiedesti un giorno all'improvviso.

-Ritagli di cuore, risposi a bruciapelo senza starci a pensare. -Ritagli ben cuciti insieme, mi affrettai a precisare.

-Parli come se ne avessi a bizzeffe!

Risi, risi e poi ancora risi senza riuscire a fermarmi. Non so esattamente cosa mi prese. Mi stavi sezionando e non te ne accorgevi, ma non vedevi le ferite che sanguinavano quiete.

Poi urlai con quanto fiato avessi in gola: -Bastaaaaaaaaaaaa!

Spalancai la finestra perchè sentivo mancarmi. Una cosa era discutere dei cassetti, un'altra dei numeri. Chi eri per elucubrare su cifre e misure? Chi per indagare sui miei cassetti?

La vita è un fiume impetuoso che ti travolge, ti stringe alla gola, ti libera, ti srotola tutta senza protezioni e, incauta, ti trovi a camminare a carponi senza neppure desiderarlo e ad annusare il terreno quasi fosse un nuovo cielo. In quel preciso istante ho cominciato a metter via i cassetti, uno ad uno, per confezionarli diversamente. Ad ogni tessera un colore diverso e uno sguardo diverso. Piccolo, grande, allargato, smisurato, profondo, inquieto, cusioso.

Cu-rio-so!

E tu pretendevi ti raccontassi tessera per tessera, colore per colore, quel vortice misterioso? Come avrei potuto? Ci ero dentro per intero, braccia incluse. Occhi inclusi. Piedi inclusi.

Ci ero dentro perchè c'eri anche tu. Ci ero dentro perchè non eravamo diversi in una diversa normalità.

-Cosa sono i cassetti?

Non mi giunge che l'eco, un sibilo di te a rimpire ogni soffio.

E rido e piango e salto come fa l'acqua sulla roccia.

E salto e pianGo e rido, con la certezza di trovarti.

-Allora? I cassetti?

La vita è un sigillo che sa sciogliere chi ti incontra all'alba, con rattoppi da saziare insieme ai desideri.

Te l'avrei spiegato più tardi che volevo rinascere ad ogni istante per non vedermi piovere addosso una vita che non sapevo raccontare, più forte di una preghiera.

Te l'avrei detto che l'amore val la pena sempre, anche quando perde le parole e si zittisce. Un cielo capovolto, un mare rovesciato mutano forse identità?

L'amore è in ogni ritaglio, avvinghiato alle suture.

Te l'avrei rammentato, sì, come, non ao ancora.

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