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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Cons. 30: "Il Grande Fratello c’è,ma non si vede"

La serie tv Dead Set "intrecciata" a Hello Nasty dei Beastie Boys e a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Pubblicato il 01 ottobre 2015

Da giovedì scorso è tornata in atto l'eterna lotta tra il bene e il male, l’eterno scontro tra chi guarda il Grande Fratello e chi no.

Chi pensava che il Grande Fratello fosse morto o, almeno, andato in pensione, deve ricredersi e rassegnarsi all’idea che anche quest’anno sarà possibile assistere alle avventure dei concorrenti nella casa, ai loro giri più o meno svestiti e alle loro docce.

Sarà possibile, insomma, spiare le loro vite.

Ma quest’anno, a dire il vero, “Il Grande Fratello c’è, ma non si vede”.

Alessia Marcuzzi, conduttrice de Il Grande Fratello.

Badate bene, non stiamo parlando del Grande Fratello ipotizzato da Orwell in "1984".

Non parliamo dell’occhio segreto di orwelliana memoria che controlla costantemente la vita di ciascun individuo sulla Terra.

Semplicemente c’è stato un calo degli spettatori alla prima puntata (24 settembre) del reality show di Canale 5.

Circa due milioni di telespettatori in meno rispetto alla prima puntata del GF13, che già non era stata la migliore delle edizioni.

Le motivazioni possono essere di vario tipo. Noi diremo la nostra alla fine dell’articolo e daremo anche la soluzione per noi più adatta a riportare gli ascolti in alto.

Ora però Intertwine Consiglia pt.30: “Il Grande Fratello c’è, ma non si vede” inizia,

con la mini serie televisiva britannica Dead Set.

Dead Set.

Dead Set è una mini-serie di cinque episodi, creata dallo scrittore Charlie Brooker.

Andata in onda nel 2008 sul canale inglese E4, costola a pagamento del canale pubblico Channel4, è stata portata in Italia da MTV.

Per chi volesse guardarla è disponibile in streaming gratuito grazie a Bonsai TV, che ha pubblicato tutti gli episodi sul suo canale Youtube. La trama è abbastanza semplice.

La vicenda parte dalla sala di registrazione del Big Brother (Grande Fratello inglese), in una delle serata di maggior ascolto, quella dell’eliminazione e da lì a breve ci sarà la fatidica frase:

“Il concorrente che deve abbandonare la casa è..”

Dead Set.

Ad uscire dalla casa è l’avvenente Pippa, e questo sembra far passar in secondo piano cosa sta succedendo fuori. Ma fuori la situazione è irreparabile, per cui si decide di interrompere la trasmissione e mandare in onda il TG, perché la nazione è in fiamme e gli zombie stanno devastando tutto.

Tra coloro che sono salvi fino a quel momento ci sono i sei ragazzi chiusi nella casa più spiata del paese: quella del Grande Fratello, isolati dal mondo per 100 giorni.

Chiaro il gioco metaforico su cui verrà costruita la narrazione: lo zombie, decerebrato a causa del morbo, è simulacro del telespettatore, intontito dai nefasti effrtti della tv.

In tutta la storia emergono, tra gli altri, diversi personaggi.

Dead Set.

Prima Kelly, assistente alla produzione, che ad un certo punto fa il suo ingresso nella casa tra i concorrenti, nel tentativo di scappare dagli zombie che la inseguono e si tramuta nel leader naturale del gruppo.

Altro personaggio è Patrick, il produttore della serie del Big Brother.

Patrick è l’altro lato della società preso di mira dalla serie, quello che reputa i reality programmi spazzatura per teledipendenti, ma allo stesso tempo sfrutta la situazione per cavarne fuori del denaro. Il punto importante è che lui non viene mai descritto come un “essere intellettivo superiore”, anzi, diventa egli stesso vittima del tipico humour inglese.

Nel programma troviamo un mini cosmo dalle caratteristiche sopra le righe: la drag queen, la rappresentate delle minoranze grassa e di colore, il duro dalle poche parole, il belloccio, la bionda formosa.

Tra questi c’è Joplin, sorta di intellettuale infiltrato nel gruppo, all’inizio incarnazione, nel video, del telespettatore supponente. Rappresenta l’essere pensante del gruppo, ma finisce per caratterizzarsi come un personaggio negativo.

Nella serie vi è una critica forte alla sindrome voyeuristica di cui è da sempre accusata l’audience del Grande Fratello.

Sintesi di tutto ciò è la scena in cui Joplin spia da un finto specchio la doccia di una delle inquiline, mentre a pochi passi un’altra è moribonda .

Il finale è l’unico possibile: l’infezione si diffonderà e tutto il mondo sarà composto da zombie.

Lo sguardo degli autori di Dead Set entra in modo lucido e tremendo nella cultura televisiva, dalla parte del pubblico.

Qualcuno potrebbe parlare di una visione “apocalittica” dei mass media, infatti, in questa serie viene presentato un pubblico che pensa di avere il potere nelle sue mani, ma non è altro che un potere apparente.

In realtà, secondo noi, con l’aumentare dell’offerta televisiva (e non) gran parte del potere del piccolo schermo è svanito, e quel sistema di idee “imposto” non vincola tutto il pubblico.

Esiste infatti una fetta di pubblico (più o meno grande) che rifiuta un sistema del genere e riesce a vedere con distacco la situazione, ritrovandosi a essere al di fuori dell’universo “zombie”, una minoranza che in Dead Set, però, non esiste.

Copertina di Hello Nasty dei Beastie Boys.

“Telecomando per cambiare la stazione

Ma questo non cambia la situazione

Hai visto cosa intendo

Io sono piccolo gnomo che è nei tuoi sogni..”

Sono questi i versi di Remote Control, pezzo dei Beastie Boys, in cui non è difficile riscontrare una forte critica alla tv.

In realtà i Beastie Boys sono forti da sempre, fin dal 1979, anno in cui sono comparsi sulla scena musicale, riuscendo a mantenere sempre dei suoni attuali e di impatto.

Remote Control fa parte di Hello Nasty, quinto album in studio dei Beastie Boys, premiato tra l’altro, come Miglior album di musica alternativa ai Grammy Awards 1999.

Tra i pezzi più famosi del disco c’è Body Movin, che oltre ad essere un invito a ballare sulle tonalità hip hop, ha, dalla sua, anche un gran bel video, ispirato al fumetto italiano Diabolik.

Il disco è composto da 22 tracce con un’abbondanza di suoni elettronici, ma anche dance, dub, hip hop, ma soprattutto rap.

Un rap dai toni forti, come nella già citata Body Movin, ma anche in Super Disco Breakin, che apre l'album. Due minuti che fanno capire subito con chi e con che musica avremo a che fare nelle successive 21 canzoni.

Trova spazio anche l’hip hop “old school” come in The Move o lo scratch come MC’s and One Dj.

Hello Nasty, come tutti gli album dei Beastie Boys, è un disco che ci invita a spegnere la tv e iniziare a ballare, ma non solo.

C’è spazio anche per dei pezzi di musica jazz più “soft” come Picture this e Sneaking Out The Hospital (jazz misto a scratch) o quello misto a bossa di Song For Junior, mentre Song For The Man ci riporta alle melodie e alle atmosfere tipiche dei dischi di Frank Zappa.

Hello Nasty è un frullato di stili al centro del quale troviamo sempre New York e soprattutto un Hip Hop. Old style.

Il nostro intreccio di questa settimana si chiude con il mondo immaginato in Fahrenheit 451 da Ray Bradbury.

Nel suo romanzo di fantascienza del 1953, Bradbury immagina un futuro senza libri e dominato dalla televisione.

“Le cose che voi cercate, Montag, sono su questa terra, ma il solo modo per cui l'uomo medio potrà vederne il 99% sarà un libro…”

Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, in Fahrenheit 451 troviamo una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

La prima volta Fahrenheit 451 viene pubblicato 1953 su Playboy. Vi state chiedendo il perché? Sugli USA pendeva ancora l’ombra del maccartismo e nessun editore voleva rischiare la pubblicazione di un libro così eccezionalmente fuori dal coro.

All'inizio della narrazione Montag sembra convinto della sua missione distruttiva:

“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse..”

Ma poi cambia idea e, come accade spesso, è l’amore a metterci lo zampino.

“L'amor che move il sole e l'altre stelle” misto a un’infrazione alle regole cambierà, per fortuna il corso della storia.

Egli decide di leggere un breve trafiletto di un libro che dovrebbe bruciare. In seguito, attirato dalla sua prima fugace lettura, salva alcuni libri e inizia a leggerli di nascosto.

Chi gli suggerisce di infrangere le regole? Clarisse, una ragazza sua vicina di casa, che ha un modo di fare e di vedere di cose del tutto originale, dovuto al fatto che i familiari di Clarisse non possiedono la televisione, ma trascorrono il tempo parlando tra di loro.

Fahrenheit 451 è un grande classico della fantascienza, ma anche un libro profetico, in grado di prevedere i danni della televisione-spazzatura quando ancora il Grande Fratello era solo una creatura di George Orwell.

Torniamo agli ascolti bassi della prima puntata del Grande Fratello.

Come dice Aldo Grasso sul Corriere della Sera di sabato scorso: “il paradosso è che quest’anno c’è anche un lavoro di scrittura (dopo tanti anni in cui è stata sventolata la favola della spontaneità).”

Se inizialmente, infatti, tutto sembrava più naturale (sebbene non lo fosse mai stato del tutto), quest’edizione, almeno dalla prima puntata, sembra maggiormente diretta dall’esterno della casa.

Il problema però secondo noi è un altro.

Nel mondo della Rete e delle serie tv di nuova generazione, le avventure dei personaggi che si alternano nel confessionale tra una doccia e una lite in cucina risultano non soltanto datate, ma anche piuttosto deprimenti.

D’altronde ogni prodotto ha un suo ciclo di vita, e mantenerlo attrattivo dal 2000 ad oggi, senza grandi modifiche, ci sembra difficile, soprattutto quando la novità e l'originalità dell'inizio scompaiono e si subisce una concorrenza molto più forte.

Altro errore, e con questo chiudiamo, è mandare in onda il Grande Fratello di giovedì sera, quando le persone sono impegnate a leggere Intertwine Consiglia. Nel backstage, infatti, si vocifera che sarà cambiato il giorno di programmazione.

Notizia shock: il GF14 rimbalzerà alla domenica al posto de Il Segreto, fatevene una ragione.

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