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Una storia di mary

Fuori nevica e io scrivo

scrivo di me

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Pubblicato il 19 febbraio 2018 in Poesia

Tags: arte Poesia scrivere

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Fuori nevica e io scrivo, scrivo di me.

Cadono dal cielo piccoli fiocchi bianchi con la pretesa di coprire tutto, fieri di sporcare i davanzali e i tetti delle case. Scendono lenti, sembra facciano fatica a rimanere sospesi, ma è solo apparenza. Siamo quasi a marzo ma il freddo qui, si fa ancora sentire e vedere con il grigio rosa dell’inverno. Il tempo passa e io vorrei essere proprio come quel manto bianco che mette a tacere ogni cosa, che fa del silenzio il suo rifugio e del gelo la sua campana di vetro. La mente è altrove, fugge verso un sole che tarda ad arrivare, eppure io lo aspetto. Lo aspetto sempre. Le mani scrivono e i pensieri volano su questo foglio bianco, dove nascondo ciò che provo. Lo so che dovrei dire cosa sento adesso ma non ci riesco. Posso dirvi cosa non sento, cosa non ho avuto. Questo sì. È da una vita che vado in cerca di parole giuste, senza trovarle mai. Avrei bisogno di quelle sbagliate, quelle che non ho mai avuto il coraggio di dire a me stessa. Sarà la neve di marzo, saranno gli alberi che mal sopportano il peso di questa polvere bianca, proprio come me. Non lo so cosa sia. Non chiedetemelo. Non ho risposte. Non ne ho mai avute. So che vorrei essere soltanto uno di quei minuscoli fiocchi, bianchi come le ali di un angelo, leggeri come i petali di un fiore. Andrei lontano, in alto, fluttuerei come una piuma, fino ad arrivare sulla cima di una montagna qualsiasi. Vorrei respirare un’aria nuova che sappia di camomilla e menta selvatica, di fragole e ciliegie, di caffè e di pane appena sfornato. Profumi, fiori, un cielo nuovo. Mi ritrovo in tutto questo. La Natura è una fissa dimora, un cuscino morbido, una tazza di té caldo al limone. Questa è casa, per me. Ecco perché oggi e domani e sempre, vorrei essere neve, per cadere e ricominciare, e smettere di cercare il mio posto nel mondo. Lo troverò? Preferisco scivolare via, via da tutto, senza sapere dove arriverò, un giorno. La verità è che sono troppo incostante. Persino il vento gioca con i miei umori, mi avrà scambiata per una di quelle nuvole cariche di pioggia che si piega al suo volere.

Non so se mi servirà, ma sto seguendo le piccole orme di un passerotto… ma io, ancora non so volare.

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