scrivi

Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine Il Codice Fibra

Da "torna come Mr Simpatia" a "Mr Simpatia è banale"

Il passo è stato breve...

1.2K visualizzazioni

Pubblicato il 16 febbraio 2018 in Giornalismo

0

"Comprare un disco e ascoltarlo significa segnare un momento nella tua vita". (Fabri Fibra)

"Mr Simpatia l'ho fatto io, l'ho scritto io, l'ho pensato io, l'ho realizzato io, l'ho portato in tour io, Mr Simpatia sono io. Quel disco ha cambiato la storia del rap italiano, non ci sono cazzi. Quindi non andatelo a scoprire nel 2011 per poi venire nel mio Facebook domani a scrivere: torna Mr Simpatia! E' la più grossa cazzata che possiate pensare e scrivere. Vi dico una cosa, non mi infastidisce nemmeno. Mi vergogno per voi, se lo ascoltate nel 2011 è già fuori contesto, come festeggiare il Natale in piena estate. Non potrete mai capire che cosa significhi realmente quel disco". (Fabri Fibra - Dietrologia).

Se si vergognava già nel 2011 per voi, figuriamoci nel 2018; se era fuori contesto già nel 2011, figuriamoci nel 2018. Oggi quando ho letto su Facebook "Fibra è sopravvalutato, Mr Simpatia ha rime banali" avrei voluto, d'istinto, bestemmiare tutti i santi e le madonne del calendario con l'aggiunta di qualche santo e madonna nuovi di zecca e non è per Fibra, manco per Mr Simpatia, ma proprio perchè, come dice Sfiber, non avete le armi, gli strumenti e le capacità per, anche solo intuire, che cazzo significhi quel cazzo di disco!

E' fuori contesto oggi più che mai, ma in quel 2004 il panorama era ben diverso, ci sono cose, ragazzi e ragazze, che internet e tutto il fantastico mondo di Google e Social, non potrà mai darvi, neanche se ci passate una vita a documentarvi, a cercare, a scaricare ecc. e quella cosa si chiama "vissuto". Voi non c'eravate, voi non sapete e non potete sapere, chi eravamo noi in quel 2004 e che cosa era Mr Simpatia per noi, come per chi l'ha scritto e portato ovunque. Eravamo in trenta circa sotto quel palco, ti facevi i chilometri per vederlo e lo guardavi su quel palchetto rimediato, risicato, che se poco poco sbagliava a mettere un piede, o faceva un passo più lungo, Sfiber precipitava a terra. E tu lì sotto che lo guardavi come se lui fosse un Dio, un Profeta, Allah, Manitù, ma è inutile che ve lo racconto, perchè non capireste lo stesso, non c'eravate, voi Mr Simpatia lo sentite soltanto con le orecchie, ecco perchè poi vi soffermate sulle stronzate per criticarlo. Noi, invece, i trenta sfigati a tappa, Mr Simpatia lo respiravamo a pieni polmoni, quell'album ha segnato una generazione, ha segnato un momento della nostra vita, ha dato voce a chi voce non aveva...e quelli senza voce eravamo noi. Quella generazione che va dalla classe dal 73 agli anni 80 circa, quelli che avevano i genitori che si scandalizzavano per gli Articolo 31, figuriamoci quando girò Mr Simpatia, noi eravamo quelli che, nel 2001, pensavano di essere circondati da adulti pazzi che avevano scambiato Eminem per Hannibal quandò arrivò a Sanremo.

Noi eravamo quelli affogati in un mare di complessi, i turbati distratti che non sapevano che fare, dove andare, perchè ti impedivano anche di pensare. Noi eravamo quelli che se solo la pensavi una bestemmia partivano i pizzoni a staccarti la testa; quelli che non avevano scelta e potevano solo dire "sì mamma", "va bene papà"...mi ricordo che un giorno mio padre, durante una festa di paese, quindi piazza piena di gente, mi ha mollato un pizzone in piena faccia, davanti a tutti, solo perchè stavo parlando sola con un ragazzo, cioè mi ha picchiato perchè stavamo parlando solo io e lui e non c'era nessun altro; noi eravamo quelli che la pippa di religione te la dovevi subire, non avevamo l'opzione "fa religione o attività alternativa"? Noi eravamo quelli che a 18 anni dovevi partire per il militare, ti beccavi un anno di torture, il nonnismo, lontano anni luce da casa, dagli amici e magari avevi dovuto pure mandare a puttane un lavoro che già facevi.

Noi eravamo quelli che se per sbaglio ti scappava mezza parolaccia rischiavi la perforazione del timpano per le urla dei genitori...eravamo quelli che dovevano fumare di nascosto le sigarette (figuriamoci altro), eravamo quelli che vivevano le gite come se fossero una fuga da Alcatraz...mi ricordo valigie piene di alcolici, bustine di erba, ritornavi dalla gita di quattro giorni, che avevi gli occhi di un Panda e la faccia triste perchè tornavi in galera. E non era un bene quello che facevamo, ma i leoni in gabbia quando escono poi sbranano chiunque. E noi, quella generazione, eravamo proprio leoni in gabbia e quando andavi in gita era l'uscire dalla gabbia, ti eri talmente rotto i coglioni che eri capace di fare di tutto, esageravi, era normale farlo perché poi non avevi altro modo per sentirti un attimo vivo (mi prendo più droghe di quanto il mio organismo vuole, mi piantono un paletto di adrenalina dritto al cuore), perchè stavi ancora con mamma che a ventanni ti diceva "non accettare le caramelle dagli sconosciuti".

Vi sembra banale Mr Simpatia, sì...perchè voi non c'eravate, ma soprattutto voi non avete i limiti che avevamo noi...oggi in depressione ci andate se non avete l'iphone di ultima generazione, o la mutandina firmata da far vedere fuori dai jeans, o l'occhiale che fa figo, noi ci andavamo perchè, in sostanza, ci era impedito di vivere, di scegliere, di fare, di agire e pensare. E semmai ti ribellavi erano pizzoni. Noi siamo quelli del "fai come ti dico io finché stai sotto il tetto di casa" e per fare quello che volevi, che desideravi, dovevi tagliare i ponti, come ha fatto Fibra che voleva fare musica. Dovevi scappare...io mi sono sentita più libera da sposata che quando ero a casa con i miei. A quei tempi se ti trovavano un preservativo in tasca scattava il processo in famiglia, di sesso non potevi parlarne, manco per sbaglio e se facevi domande ti prendevano per deficiente a 15 anni che ti raccontavano dell'apetta e il fiore. Noi siamo quelli che si sono fatti sterminare dall'eroina, perché non avevamo stimoli, ce li toglievano a priori, ci soffocavano, ci strangolavano. La mia generazione credo che abbia avuto il più alto tasso di matrimoni riparatori del XXI secolo, mia sorella si è sposata a 15 anni per dire, e non vi sto a raccontare le scenate che si innescarono quando disse che era incinta...io avevo 6 anni e vi giuro che quel giorno ce l'ho stampato nella testa come se fosse ieri, mio padre prese il tavolo della cucina, appena apparecchiato con i piatti della minestra, e lo scaraventò in aria, non lo dico per dire eh lo fece davvero...dopo di che assestò due sberle a mia sorella in piena faccia con una forza tale da scaraventarla a terra. Ma la colpa di chi era? Di chi le aveva raccontato dell'apetta e del fiore, invece, che dirle la verità...ma non potevi neanche pensarlo, figuriamoci a dirlo. E noi, ragazzi miei, non avevamo Google per scoprire il mondo, come voi, se ti raccontavano dell'apetta e del fiore, beh poi dovevi andare a tentativi per scoprire nella pratica come stavano davvero i fatti. Il preservativo, per carità, un nemico mortale per i genitori, perchè se parlavi di certe cose, secondo la loro assurda mentalità, equivaleva poi a farle, non ci arrivavano proprio al fatto che le facevi comunque e alla cieca, il che era assai peggio, perchè poi ti ritrovavi come mia sorella. incinta a 15 anni, sposata e mamma a 16 e che cazzo fai più? Niente, ti sei bruciata una vita, per quanto i figli siano belli, ti sei bruciata una vita a quell'età.

Voi oggi avete internet che vi apre un mondo, uscite quando vi pare, fate tardi il sabato sera, io per dire dovevo rietrare alle 18 il sabato sera e potevo uscire alle 16, con tanto di mamma che passava ogni due per tre a vedere dove stavo e che facevo. Per voi oggi è lecito bestemmiare, dire parolacce, offendere, insultare, scopate quando volete, fate collezione di fighe e cazzi, potete andare anche a puttane, tanto ve le hanno sdoganate con le escort, parlate di sesso, usate il preservativo, andate in giro vestiti come cazzo vi pare, le ragazze vanno anche in giro mezze nude, i ragazzi con mezzo culo fuori per far vedere la firmetta sui boxer, fumate, vi fate le canne, postate foto in cui vi fate le canne, prendete la patente e avete già la macchinetta pronta, l'iphone nuovo, mandate a fanculo alla velocità della luce...e sì, per voi risulta banale un Mr Simpatia, perchè quella rabbia, quell'impotenza, quella depressione, quella solitudine, quell'Italia non l'avete mai vissuta e mai la vivrete.

Mr Simpatia è stata la voce di una generazione, la mia, quella di Fibra, è stato un momento che ha segnato una generazione di frustrati, complessati del cazzo che eravamo noi. Noi i trenta a tappa, noi che amavamo il rap e che vedevano in quell'album e in Fibra la nostra salvezza, perchè cantare Mr Simpatia sotto quel palco significava non essere soli in quel casino aperto. Significava sentirsi compresi, ti guardavi intorno e vedevi che tante altre persone stavano come te, come Fibra...ma è inutile dirlo, per voi resterà solo banale, perchè non potete capirlo, è fuori contesto, è come festeggiare il Natale in piena estate.

Ha cambiato il rap italiano, mai nessuno aveva osato tanto, le canzoni dei tanto decantati Articolo 31, a confronto di Mr Simpatia, sembravano prediche della domenica durante la Messa. E non ci vuole molto a capirlo perchè su dieci rapper che sono emersi negli ultimi anni, almeno nove dicono che hanno iniziato ascoltando Fibra e almeno sei vi dicono che hanno amato Mr Simpatia.

"Arrivato dalla musica dance ero abituato ad andare a 1000 all'ora. La musica italiana mi sembrava una vecchia lenta 500 che andava a 2 all'ora, uno stagno fermo da anni. La maggior parte degli artisti proponevano da decenni la stessa musica e gli stessi contenuti, allontanandosi sempre di più dalle nuove generazioni. Quando Paola mi portò Fibra fu come un fulmine a ciel sereno. Finalmente era arrivato il sasso che avrebbe devastato lo stagno! Fabri rappresenta per la generazione 2k il vero cambiamento, l'Artista che ha immediatamente fatto sembrare molti colleghi dei vecchietti che producevano canzoni per anziani. Per essere ancora più chiaro, Fabri è il nostro Elvis e quando uscì fece sembrare in grandi cantanti dell'epoca dei nonnetti. Era il Battisti dei nostri tempi che quando arrivò sulle scene mandò in pensione colossi della musica come Villa e Little Tony per citarne alcuni...In poche parole Fabri ha portato alla musica italiana una boccata di aria fresca. Finalmente un artista di grande talento con dei testi pieni zeppi di contenuti e finalmente questi testi erano contemporanei. Inizialmente è stata molto dura, non tutti capivano la forza di questo ragazzo che con i suoi testi diretti e alcune volte violenti ti arrivava in faccia e nello stomaco come un pugno di Tyson. Sono felice e orgoglioso di essere stato uno degli artefici del successo di questo grande Artista che tra trent'anni verrà ricordato come il più grande cantautore dei nostri tempi". (Cibelli - Universal, prima di Tradimento e dopo Mr Simpatia).

Io sono orgogliosa di averlo respirato dal vivo, dal 98 a oggi, questo grande artista e con tutto il cuore e la rabbia che ho sentito oggi, potrei chiudere in modo volgare, pesante, mandandovi, giustamente, a quel paese, ma voglio dirvi altro.

Mr Simpatia mi ha insegnato a essere indipendente, a pensare con la mia testa, a non mollare mai, a credere in me, a fregarmene degli altri, mi ha aiutato a decifrare bene la merda che mi circonda, mi ha soprattutto insegnato che se hai qualcosa da dire lo devi fare altrimenti è peggio tenerselo dentro. E' un po' il motivo per cui sono qui a scrivere questo articolo, un po' è anche il motivo per cui faccio la scrittrice, scrivo libri ecc. In Doppia F, parlando proprio di Mr Simpatia, a un certo punto cito una delle due bestemmie nette che vi sono contenute e lo faccio senza censura, senza asterischi, puntini che fungono da bip scritti, la scrivo proprio chiara e tonda come viene rappata e che vi devo dire anche questo l'ho ereditato da Mr Simpatia, perchè forse è la lezione più cara che mi ha lasciato: è inutile nascondersi dietro a un dito, è troppo facile, sarà dura la verità da dire, è difficile farlo, ma va detta senza tanti merletti.

Rimango presente ieri come oggi, prima in trenta, oggi molti di più, voi però non potete giudicarlo Mr Simpatia, non appartiene al vostro tempo, lo potete solo ascoltare, ma continuerà a scivolarvi addosso il suo vero significato, quello che ha rappresentato, non vi arriverà mai dentro, perchè dentro voi non lo avete Mr Simpatia...la mia generazione sì, noi siamo stati tanti piccoli Mr Simpatia muti che, a una certa, hanno trovato il loro profeta che urlava la loro rabbia, il loro dolore e la solitudine e la depressione che sentivano dentro e che voi non avrete mai.

Non è banale, semplicemente non vi appartiene, ha segnato il nostro tempo e mai potrà segnare il vostro, voi lo ascoltate senza emozioni, noi lo abbiamo respirato e su Momenti no abbiamo sentito l'anima che piangeva, voi non conoscete quel dolore, noi sì...i trenta sotto al palchetto risicato e improvvisato. Noi e Mr Simpatia.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×