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Una storia di EdoP

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Regno Unito di Gran Bretagna, Francia e... Italia!

Cosa sarebbe successo se Francia e Italia fossero entrate nel Commonwealth?

Pubblicato il 14 marzo 2017

Quest'ucronia si basa su documento riservato recuperato in archivi britannici e su un'altra fantastoria sul sito Utopiaucronia, per il quale scrivo anch'io, che rivela che, nel 1956, il capo di governo francese Guy Mollet propose che l'instabile Quarta Repubblica francese entrasse nel Commonwealth d'oltremanica sotto la Corona britannica, condividendone la sovranità. L'allora primo ministro britannico Anthony Eden respinse l'ipotetico progetto, nonostante i due Paesi fossero politicamente molto vicini, in occasione del contenimento dell'Egitto di Nasser e dell'occupazione del canale di Suez. Anche perché gli stessi USA pretesero il ritiro anglo-francese e la vicinanza tra Parigi e Londra si dissolse, in vista della nascente CEE (Comunità Economica Europea), rafforzando così i legami franco-tedeschi.

Qui di seguito immagino come sarebbe andata la storia se quest'unione si fosse realizzata, partendo dall'immediato secondo dopoguerra.

Winston Churchill e Charles De Gaulle

ANTEFATTI

Alla fine della Seconda guerra mondiale, alcuni ambienti politici franco-britannici tornano a sostenere, con Winston Churchill e Charles De Gaulle, come all'inizio dell'invasione nazista, un'unione e un progetto di costituzione di organismi comuni nella difesa, politica estera, finanziaria ed economica tra i due paesi.

Ma, il progetto sembra nuovamente sospendersi durante la liberazione del continente nel 1945, in vista dell'instaurarsi di un nuovo ordine bipolare e della cortina di ferro tra oriente ed occidente.

Elisabetta Windsor e Filippo Mountbatten

Intanto, nel 1947, la figlia del re Giorgio VI del Regno Unito, la principessa Elisabetta, erede al trono, sposa Filippo Mountbatten, nato principe ellenico e nipote del re di Grecia.

Nonostante ci si stia addentrando nella Guerra fredda e nell'epoca della decolonizzazione, i governi britannico e francese non pensano di cedere il passo in fretta ai nuovi andamenti indipendentistici d'oltremare.

1952: dopo aver posto le basi per una prima comunità economica continentale, la CECA (Comunità Europa del Carbone e dell'Acciaio), da parte di Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi; la prima rifiuta con un veto l'istituzione di una difesa militare comune, la CED (Comunità Europea di Difesa), portando gli accordi continentali in un senso meramente economico e doganale. La nazione francese, infatti, non può permettere che un'organizzazione sovranazionale soppianti il suo esercito, proprio quando in Indocina e in Algeria ci sono sommovimenti anti-coloniali.

Il 6 febbraio Elisabetta II succede come regina del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Commonwealth allo scomparso Giorgio VI, mentre il marito Filippo diventa consorte della sovrana. Inizia una seconda 'Età elisabettiana'.

Questo sono punti a favore per il partito "franco-britannico" che può tornare alla ribalta e fare pressione ai rispettivi governi e parlamenti. Lo stesso De Gaulle, da nazionalista convinto, inizia a sostenere il progetto, vedendolo come un'occasione per mantenere l'impero coloniale francese. Il generale è notoriamente cripto-realista, non sostiene ufficialmente una restaurazione ma non la vede di cattivo occhio. L'unione franco-britannica non è ben accetta negli ambienti monarchici francesi più legittimisti, che sostengono i Borbone-Orléans.

1953: il 2 giugno viene organizzata una fastosa cerimonia per l'incoronazione di Elisabetta II a Londra, nell'abbazia di Westminster, secondo la tradizione, alla presenza della parìa britannica e del clero anglicano.

L'evento è registrato dalla BBC e l'incoronazione è guardata da milioni di telespettatori in tutto il mondo, trasmettendola in 39 lingue diverse.

Nel frattempo i francesi sono costretti a ritirarsi dall'Indocina nel 1954 e particolarmente preoccupante appare la richiesta d'indipendenza dell'Algeria, ormai in aperta ribellione.

I partiti di destra accusano la Quarta Repubblica di instabilità cronica e di essere un "regime dei partiti", tanto che dopo la metà del decennio si sono succeduti quasi una ventina di governi. Alcuni esponenti politici del centrodestra e del centrosinistra iniziano a sostenere apertamente l'unione franco-britannica, che non significa cessione di sovranità ma collaborazione e condivisione di difesa e politica estera.

1956: le diplomazie francese e britannica decidono di incontrarsi per discutere del progetto decennale di unione tra i due paesi. Secondo alcuni sondaggi, di alcuni quotidiani, entrambe le opinioni pubbliche nazionali sono in gran parte favorevoli, anche se qualche generale dell'esercito, soprattutto francese, invoca provvedimenti per alto tradimento.

Il 10 settembre, il presidente del Consiglio francese Guy Mollet, tornato al governo con la Sezione Francese dell'Internazionale Operaia, propone formalmente al governo di Londra, guidato dal primo ministro britannico Anthony Eden, del Partito Conservatore, l'adesione della Francia al Commonwealth, per suggellare i buoni rapporti tra due antiche democrazie parlamentari, rafforzare il proprio arsenale militare per la Guerra fredda, i possessi d'oltremare, condividere il capo dello Stato britannico e una cittadinanza comune.

Il 28 settembre Eden, in visita a Parigi, annuncia il benestare del progetto di Mollet da parte del governo britannico. Secondo Mollet non è difficile far accettare Elisabetta II ai francesi, anzitutto perché parla un ottimo francese e poi una certa nostalgia in certi segmenti sociali, tendenzialmente conservatori, è sempre rimasta e sarebbe totalmente diversa dai monarchi francesi, per la natura della sua educazione parlamentare e democratica.

4-5 ottobre: Mollet approva con Eden, a Londra, l'adesione della Francia al Commonwealth. Il governo francese abbozza il referendum sull'adesione.

25 novembre: il referendum sull'adesione al Commonwealth britannico in Francia (che è pure istituzionale) vede la vittoria dei favorevoli al 55%. Il nome ufficiale del paese torna ad essere dopo più di un secolo Regno di Francia, nome tuttavia poco usato in favore di Stato francese, entrambi i paesi mantengono i rispettivi governi, amministrazioni, diplomazie, valute e bandiere. Per le cerimonie ufficiali presso la corte d'oltremanica si usa anche l'Union Jack col tricolore francese. L'8 dicembre il presidente francese René Coty rassegna le dimissioni. Le istituzioni laiche e repubblicane sono comunque mantenute.

Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Francia.
Union Jack britannica con bandiera francese

1957: il 1° gennaio la regina Elisabetta II è incoronata a Parigi, presso la cattedrale di Notre-Dame, come regina di Francia. Il clero cattolico francese la vede di buon occhio nonostante certi suoi esponenti storgano il naso essendo una monarca protestante. Ella assume il nome di Elisabetta I sul continente. Segue il discorso all'Assemblea Nazionale, dove sono riaffermati i valori del costituzionalismo inglese e della Rivoluzione francese. Il nome della nuova entità politica è Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Francia. Vengono ripristinati formalmente i titoli nobiliari e la famiglia reale britannica acquisisce alcune regge e castelli d'oltremare, come ad esempio quelli della Loira. Nella capitale francese Elisabetta risiede all'Eliseo per le cerimonie, ma preferisce abitare il castello di Fontainbleau e in una tenuta in Provenza. Il marito Filippo, già duca di Edimburgo, è nominato duca di Versailles. La regina del Regno Unito diventa anche regina di Andorra, condividendone la diarchia col vescovo di Urgell, con la carica di co-principessa.

Il 25 marzo a Roma viene sancita la nascita della CEE (Comunità Economica Europea) a cui partecipano i paesi firmatari: Francia, Germania Ovest, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. La politica interna britannica decide di rimanere ancora fuori dal processo economico europeo, sapendo comunque di giovarne tramite il Commonwealth, essendone membro pure la Francia.

Nuove elezioni politiche in giugno assegnano la vittoria al nuovo movimento del generale De Gaulle, Unione per la Nuova Francia, che giura di fronte a Elisabetta all'Eliseo e viene incaricato di formare un nuovo governo.

Uno dei suoi primi provvedimenti è adattare legislativamente l'Unione francese (Union française), il sistema coloniale del secondo dopoguerra, al Commonwealth, ribattezzandolo Comunità francese.

La regina Elisabetta in Francia

Il nuovo grande Regno Unito franco-britannico ottiene il supporto del presidente degli USA Dwight Eisenhower, ritenendolo un baluardo delle libertà, delle tradizioni e delle democrazia europee contro l'imperialismo sovietico.

L'avvento della nuova monarchia oltralpe entusiasma e rinfocola alcuni esponenti dei partiti monarchici italiani che paventano un progetto simile anche per il Bel Paese, mentre altri difendono i Savoia in esilio e lo ritengono inaccettabile. Il primo a supportare l'adesione è lo stesso presidente del Consiglio e leader della Democrazia Cristiana, Amintore Fanfani, nel 1959.

L'anno successivo, nel 1960, il Parlamento italiano decide di iniziare a discutere la proposta di adesione al Regno Unito, che il primo ministro britannico, Harold Macmillan, propone in visita a Roma al presidente del Consiglio Antonio Segni. Mentre poi questi è sostituito da Fernando Tambroni e scoppiano sommovimenti contro l'appoggio neofascista al suo governo, viene approvata una modifica dell'articolo 138 della Costituzione repubblicana, per poterla modificare. I partiti di sinistra e repubblicani e una parte della DC insorgono, mentre altre parti della DC, i monarchici e i liberali sono favorevoli all'operazione, a patto che, secondo la maggioranza dei partiti, venga mantenuta integralmente la legge fondamentale dello Stato.

Nel 1961, Fanfani, tornato al governo, decide di indire un nuovo referendum di adesione e istituzionale, che si tiene il 21 maggio e vede il 56% degli italiani favorevoli all'entrata nel Commonwealth. La Costituzione antifascista è mantenuta totalmente, tranne la forma repubblicana. Viene restaurato formalmente il Regno d'Italia, con Elisabetta I di Windsor. Il 2 giugno diventa "festa della Costituzione", mentre il 5 giugno Elisabetta è incoronata in San Giovanni in Laterano alla presenza di migliaia di persone. Poi compie una generale visita alla Città Eterna, incontrando il capo di governo italiano e i suoi ministri nei palazzi del potere, il sindaco, il Papa in Vaticano e andando poi alla sua nuova residenza romana del Quirinale, che è lasciato nel frattempo dal presidente Giovanni Gronchi. Infine la regina d'Italia pronuncia un discorso ufficiale al Parlamento, garantendo continuità e difesa dei valori democratici e antifascisti italiani. Inizia così la storia d'Italia nel Commonwealth britannico, a cento anni dall'Unità...

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