scrivi

Una storia di LuigiMaiello

1

Intertwine Consiglia 61: “Oggi hai fatto una buona azione?”

Il film "Non essere cattivo" legato a "Salvamm o' munno" di Enzo Avitabile con i Bottari e a "Il visconte dimezzato" di Italo Calvino.

Pubblicato il 26 maggio 2016

“È un mondo difficile e vita intensa

felicità a momenti e futuro incerto

il fuoco e l'acqua con certa calma

serata di vento e nostra piccola vita

e nostro grande cuore...”

Me cago en el amor, Tonino Carotone

Quante volte nella vita di tutti i giorni siamo concentrati solo su noi stessi e poco su tutto ciò che ci circonda? Quante volte intorno a noi ci sono persone in difficoltà, ma noi, presi da mille cose, prestiamo attenzione solo al nostro orticello?

La verità è che la vita contemporanea con i suoi ritmi frenetici molto spesso ci porta a scegliere tra “noi” e “l’altro” e spesso se fai qualcosa per gli altri è tempo che sottrai a te stesso.

È tutta questione di priorità, e non parlo solo delle “grandi questioni del mondo” come la fame, la guerra, l’immigrazione, i cambiamenti climatici, ecc.; problemi che non sentiamo nostri fino a quando non ci toccano da vicino. Parlo anche del quotidiano: l’amico in difficoltà che vorrebbe parlarti, la ragazza che non vedi da un po’, i parenti con cui trascorri sempre meno tempo.

Tutti abbiamo bisogno di ottimizzare tempo e risorse, ma

“Sai cosa succede quando non vedi una persona per troppo tempo? Dimentichi come è fatta”.

Forse tutti siamo un po’ insoddisfatti e questa insoddisfazione ci porta spesso ad avere atteggiamenti egoistici che possono portarci a isolarci dagli altri.

Questo malcontento lo ritroviamo sempre più spesso anche sul grande schermo e così capita che una frase come questa venga ripetuta in più film:

“A te basta quello che abbiamo? A me no”

Di sicuro a pronunciarla è stato Elio Germano in Alaska di Claudio Cupellini, ma il concetto è presente in tanti film contemporanei che raccontano di persone ai margini della società.

Il titolo della puntata Intertwine Consiglia pt.61 è “Oggi hai fatto una buona azione?” e ricorda un po’ il “Fa’ la cosa giusta” di Spike Lee, ma per ora, la prima cosa da fare è “Non essere cattivo”.

“A Ce’ non guarda’ il mare che poi te vengono i pensieri”

Cesare è un ragazzone che vive ai margini della società nella Ostia degli anni ’90 e ha un solo grande amico, Vittorio. I due si conoscono da una vita. Sono come fratelli e cresciuti in un quartiere degradato, vivono di espedienti, si drogano, bevono e si azzuffano con altri sbandati come loro.

La loro vita è fatta di notti in discoteca, corse in auto, alcool, droghe sintetiche, spaccio di cocaina, poi una partita a pallone in spiaggia e un gelato.

Nulla ha senso nella vita di Cesare, ma lui ha un pensiero fisso: la sua nipotina malata, che lo aspetta a casa. Figlia della sorella morta di AIDS, la piccola è accudita dalla madre di Cesare, ma per curarla servono i soldi e lui cerca di procurarseli in vari modi.

Sono gli anni ’90 a Ostia: lo scenario è desolante e c’è ancora lo spettro dell’eroina e dell’AIDS, ma ci sono anche le pasticche.

Un giorno Vittorio sta per rimanerci sotto a causa dell’extasy: su una strada deserta vede un autobus pieno di persone che invadono la strada, ferma l’auto per non investirli, ma in realtà in strada non c’è nessuno.

Da quel momento Vittorio cambia vita: inizia a lavorare in un cantiere, si fa una famiglia e cerca di convincere anche Cesare che quella sia la strada giusta, ma Cesare non la pensa allo stesso modo.

“La vita è dura e se non sei duro come la vita, non vai avanti.”

Non essere cattivo racconta una realtà cupa, dove a brillare sono solo i neon dei bar di notte e gli occhi dei due protagonisti maschili: Luca Marinelli (Cesare) e Alessandro Borghi (Vittorio).

I due attori sono in splendida forma e il merito è anche del regista Claudio Caligari, che conosce bene la materia avendo già raccontato il degrado di Ostia in Amore tossico del 1983.

Non essere cattivo è stato prodotto da Valerio Mastandrea ed è stato il terzo e ultimo lungometraggio di Caligari, che purtroppo è deceduto poco dopo il termine delle riprese del film.

L’ultimo film di Caligari è un film duro, ma anche commovente, dove a tenere legato il tutto è soprattutto il senso di disperazione dei protagonisti.

Valerio Mastandrea e Claudio Caligari durante le riprese.

È il racconto filmico di tante periferie italiane e i luoghi scelti per raccontare questa storia sono emblematici. Il film infatti è girato nella Ostia commissariata dopo l’inchiesta di Mafia Capitale: un territorio simbolo dell’assenza dello stato, dove il lavoro non c’è e i ragazzi sono lasciati a un futuro da improvvisare giorno per giorno.

Nel film i giovani sembrano pascolare sul lungomare, ma sulle spiagge assolate non cresce l’erba. C’è solo il deserto.

Le possibilità nella vita non sono uguali per tutti, e allora forse davvero bisogna considerarsi fortunati a nascere in un luogo, piuttosto che in un altro.

“I cattivi non sono solo cattivi, e non sempre è colpa loro se lo sono”.

Non c’è vittimismo né rassegnazione in queste parole, ma di certo vi è la consapevolezza che vivere in certi posti è più complicato rispetto ad altri.

Il film finisce con il sorriso di un bambino appena nato, che riconcilia con il mondo e dà un senso di speranza a tutti.

“Salvamm’o munno”

È il messaggio lanciato con forza da Enzo Avitabile in un dialetto facilmente comprensibile e che si serve anche del ritmo dei Bottari, i percussionisti che utilizzano botti, tini e falci come strumenti.

Il titolo del disco è emblematico: Salviamo il mondo e Avitabile lo vuole salvare soprattutto col suo ritmo travolgente.

Il disco parte fortissimo già dalla prima traccia “Abball’ cu me”, dove l'invito a ballare insieme trascende la connotazione modernamente goliardica dell'espressione (“Stasera andiamo a ballare”) per diventare evocativo di tradizioni remote, di un'epoca e di popoli che consideravano il ballo un rito sacro, capace di vincere le forze del male.

Il disco continua con “Tutt’egual’ song‘e creature” (Sono tutti uguali i bambini), dove i parla dell’infanzia, spesso violata, degli abitanti più sfortunati del mondo.

“Tutt'eguale song 'e criature, nisciuno è figlio de nisciuno

tutt nati dall'ammore se sape come si nasce, ma nun se sape comme se more”

Sono tutti uguali i bambini, nessuno è figlio di nessuno.

Tutti nascono dall’amore, si sa come si nasce, ma non si sa come si muore.

I Bottari sono un gruppo musicale che nasce a Portico (Caserta) e riprendono una tradizione contadina dove gli attrezzi impiegati nel lavoro quotidiano venivano percossi per scacciare gli spiriti maligni o per propiziare un buon raccolto.

Il dialetto di Avitabile col ritmo arcaico dei Bottari, parla di un mondo che non va, e i titoli delle canzoni sono emblematici: “Chest è l’Africa”, “Peste”, “Canta Palestina” (dove a cantare è una ragazza israeliana), mentre il ritornello di “Salvamm o’ munno” ripete in un loop infinito:

“simm’ tutt’uno” e “salvamm’ o munno”.

Enzo Avitabile con i Bottari.

Il Mediorente e l’Africa sono tra i temi privilegiati di quest’artista, che però li lega fortemente anche alla tradizione popolare campana e napoletana come in Tarantella bruna, mentre della città di Napoli si parla soprattutto in “Puort’ aller’”: un porto allegro, nonostante le mille difficoltà che ci sono.

Parlare di Avitabile, stando seduti a scrivere è onestamente complicato per uno che lo ha ascoltato soprattutto dal vivo. Inoltre, parlando di quest’artista, non posso evitare di menzionare una delle sue canzoni più belle (per me): Mane e mane che però fa parte di Black Tarantella.

“Chi nun cunusce 'o scuro, nun po' capì 'a luce”

“Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.”

Il protagonista de Il visconte dimezzato di Italo Calvino è un giovane che, arruolatosi nell’esercito cristiano per sconfiggere gli Infedeli in Boemia, nella prima battaglia viene gravemente ferito da una potente cannonata che l’aveva colpito in pieno.

Il narratore nello specifico rievoca la storia dello zio:

“Mio zio era allora nella prima giovinezza: l’età in cui i sentimenti stanno tutti in uno slancio confuso‚ non distinti ancora in male e in bene; l’età in cui ogni nuova esperienza‚ anche macabra e inumana‚ è tutta trepida e calda d’amore per la vita.”

La cannonata divide il corpo dello zio in due parti: una buona e una cattiva.

All’inizio sembra essere sopravvissuta soltanto la seconda, che mostra un'indole crudele, infierisce sui sudditi e cerca di sposare la bella Pamela con ogni mezzo.

Alcuni eremiti però avevano ritrovato l'altra metà, quella buona, che si prodiga per riparare ai misfatti dell'altra, e chiede in sposa Pamela.

"Avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell'uomo tagliato in due, dell'uomo dimezzato, fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra. "

La linea di frattura tra bene e male viene ricondotta da Calvino all’interno della stessa persona, dove la lotta tra i due diviene la metafora anche per parlare dell’incompletezza dell’uomo.

Lo stile di Calvino è come sempre impeccabile, ma oltre alla sua nota bravura, qui possiamo notare come riesca a trattare un tema così complesso con ironia, creando una storia surreale, fuori da qualsiasi schema. L’autore stesso spiega il concetto:

"Io credo che il divertire sia una funzione sociale, corrisponde alla mia morale: penso sempre al lettore che si deve sorbire tutte queste pagine, bisogna che si diverta, bisogna che abbia anche una gratificazione."

Calvino utilizza la metafora della scissione tra bene e male per indagare il tema delle contrastanti personalità che abitano l'uomo, che si attuano nelle continue indecisioni della vita quotidiana.

È come se le diverse spinte emotive e razionali fossero delle diverse voci che si mescolano dentro di noi, ma soltanto una ha la possibilità di attualizzarsi e uscire dalle nostre labbra.

Nella nostra condizione di uomini viviamo molteplici stati d'animo che combattono tra di loro, tutto in quell'eterno conflitto tra bene e male che prende vita inconsapevolmente ogni giorno.

Secondo l’autore quindi, per avere una piena conoscenza di noi stessi, dobbiamo abbracciare tutti i frammenti del nostro essere e unirli, piuttosto che lasciarli dispersi.

Bisogna accettare se stessi in ogni parte, abbracciando una visione globale dell’essere.

"Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l'aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, e te lo auguro ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa."

Al di là di discorsi complessi che meriterebbero una trattazione approfondita di tipo sociologico e psicologico, emerge con forza la necessità di trovare del tempo per noi stessi e per gli altri, senza però trascurare le proprie passioni, perché se è vero che “chi si ferma è perduto”, dall’altra parte “si perde tutto chi non si ferma mai”.

Ora ricordate la domanda iniziale: “Oggi hai fatto una buona azione?”

Permetteteci di chiudere il cerchio con una richiesta per voi.

Chi ci segue, sa che abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding per implementare nuove funzionalità che miglioreranno l'esperienza degli scrittori e dei lettori di Intertwine.

Ciò che vi chiediamo, per chi non l’avesse già fatto, è di contribuire anche con una piccola offerta alla nostra raccolta fondi, perché anche una cifra piccola, unita a tante altre, può esserci davvero molto utile.

Finora la campagna sta andando molto bene, ma c'è bisogno del sostegno di tutti per raggiungere il traguardo stabilito e poter usufruire di quei soldi.

Quindi se volete, ecco il link per contribuire:

https://www.eppela.com/it/projects/7831-intertwine

Grazie dal Team Intertwine!

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×