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Una storia di GiovanniMinio

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La storia di Mary

Pubblicato il 17 marzo 2017

Mary era nata in un piccolo centro della Calabria.

Era un paese dell'entroterra dove le donne vestivano di nero, gli uomini giravano d'inverno con le cappe e le galline razzolavano tranquille nei viottoli sterrati.

La gente sbirciava dalle finestre i pochi forestieri che passavano di là con un senso di curiosità frammista ad una certa riservatezza.

I suoi genitori l'avevano chiamata così per un segno d'emancipazione dal nome Maria ed erano stati molto contenti della sua venuta al mondo. Avevano festeggiato la sua nascita con i parenti e gli amici del luogo e si era mangiato per diversi giorni.

I primi anni della sua vita erano trascorsi abbastanza felici e pieni di gioia.

Intorno a lei il paese era gremito di gente.

I bambini giocavano all'aria aperta, correvano sui prati e potevano divertirsi quanto volevano.

Anche Mary lo faceva a più non posso, correndo con gli amici, godendo dell'aria fresca e pregna dell'odore di legna bruciata che proveniva dai camini e di quello dei gustosi piatti che le donne preparavano nelle loro abitazioni.

La gente lavorava, chi nelle campagne, chi come artigiano ed anche se c'era comunque povertà la vita trascorreva tranquilla e serena.

Le famiglie si aiutavano fra loro se c'era qualche problema ed intorno la campagna era fertile e rigogliosa e dava i suoi frutti.

Ma poi era scoppiata la guerra. Neanche il suo paese era stato risparmiato dai lutti.

Suo padre era morto al fronte e sua madre anche lei colpita da una scheggia di bomba, era morta poco dopo.

Il paese era andato semidistrutto.

Mary ancora bambina, rimase sola ed orfana in una completa desolazione.

Per fortuna una sua zia suora si occupò di lei.

La prese accanto a sé e la portò nel convento dove viveva e là fu' accolta subito benevolmente.

Le sorelle del convento furono molto contente del nuovo arrivo e cercarono di alleviare il dolore di Mary per la perdita dei genitori nel modo migliore possibile. La tennero con loro e la crebbero amorevolmente come una figlia.

Gli anni trascorsero lieti per Mary tra le mura del convento anche se doveva sottostare alle regole che le venivano imposte e seguire le prescrizioni.

Cresciuta, ad una certa eta' Mary si fece suora di clausura ed entro' in un altro convento.

Ma dopo qualche anno, riflette' bene e dopo averci pensato a lungo decise che quella non era la sua vita

e quindi si spoglio' dell'abito religioso e scese nel mondo.

Intorno a lei si stagliava un'orizzonte non certo molto roseo.

La guerra era finita e lei comincio' a vedere la vita nella sua realtà, fuori dalle mura dei conventi.

Emigro' dalla sua terra e subito dopo conobbe Mario, un uomo del quale si innamoro'.

Mary rimase incinta.

I due portarono avanti la nascita del bimbo che chiamarono Giovanni ma dopo non molto Mario l'abbandono' in cerca di fortuna in altri luoghi.

Mary rimase di nuovo sola e questa volta con un figlio da tirare su'.

Imbracciato il fucile della buona volontà, non si arrese a tutti gli ostacoli e si mise a cercare lavoro.

Ma questo si dimostro' subito molto difficile.

Cerco', cerco' con tutte le sue forze.

Trovo' ben poco.

E dopo un'innumerevole serie di sconfitte, di dure prove a cui si sottopose anche a causa

dell'imbecillità del sistema italiano, capì che il vero progetto della sua vita era quello di creare lei stessa lavoro per gli altri.

Ma non sapeva da dove iniziare.

Un giorno mentre si trovava a camminare lungo un torrente incontrò una signora che le parlò di come attraverso delle scuole appropriate, si potesse ottenere un giusto equilibrio e benessere interiore in modo da essere in grado poi di diffondere il proprio pensiero in modo genuino ed efficace, sviluppando le proprie qualità e capacità, correggendo anche i propri errori e giungere a ciò che si voleva.

Così intraprese una scuola di formazione personale coadiuvata da una serie d'intensi studi a cui si dedicò intensamente.

Mise tutta l'anima e la buona volontà in questa scuola e nel frattempo trovava piccoli lavori per poter andare avanti, crescere come poteva suo figlio e farlo studiare.

Alla fine riuscì nel suo percorso.

Termino' la scuola e si sentì allora effettivamente in grado di affrontare seriamente il mondo

lavorativo e di portare avanti le proprie idee. La vita gli appariva adesso in modo diverso.

Cambiò città.

Pian piano, un po' alla volta, si organizzo'. Fondo' un'associazione con lo scopo di aiutare e di dare supporto a donne che si erano trovate in difficoltà come lei e se possibile trovarle lavoro.

Da là nacque la sua nuova missione.

Trovo' dei buoni collaboratori e si diede da fare.

Ben presto la nuova associazione prese corpo ed inizio' a funzionare.

Cominciarono ad arrivare donne in cerca d'aiuto, portavano con loro non solo sofferenza ma anche delle idee nuove, dei nuovi progetti che volevano mettere in pratica.

Nuove conoscenze arrivavano sposando l'idea di aiutare e collaborare mettendo in gioco le proprie risorse.

Si trovarono delle sedi.

Si crearono possibilità di lavoro che si ampliavano, si collegavano, si moltiplicavano ed i ruoli

lavorativi aumentarono dando vita ad un'intensa economia.

Col passare del tempo grazie anche alla cooperazione delle persone che la fiancheggiavano, Mary riuscì a trovare sempre più fondi e risorse.

Le donne arrivavano sempre più numerose, veniva dato loro aiuto, sostentamento e venivano poi inserite, dopo corsi di formazione in mansioni, lavori.

La cosa prese forma.

Anche se davanti a loro si presentavano situazioni confuse, difficili, talvolta molto gravi, la

fermezza, la determinazione di Mary sapeva far funzionare le cose, risolvere le crisi, uscire dai problemi ed il suo dinamismo era il motore trainante di tutta l'associazione.

Sapeva dar vigore ai propri collaboratori, imprimere loro i giusti valori e rendere intorno la vita

piacevole ed allo stesso tempo produttiva, non mancandole una giusta dose di briosità, ne' la

creatività.

Così l'associazione assunse sempre più un'importanza fondamentale per le persone che vi

entravano.

Essa sapeva dar conforto e talvolta quell'affetto che a molte era mancato.

Non che' sapeva guidarle e dare loro quelle competenze che servivano.

Pian piano assunse un ruolo d'utilità pubblica e di vitale importanza ed essendo assai vantaggiosa per chi vi si avvicinava, si allargo' a macchia d'olio, si espanse, diventò una struttura importante.

Le donne si avvicinavano ad essa ormai in tante ed entrando nella sua ottica si facevano coraggio.

Intanto Mary continuava dritta per la sua strada.

Il figlio cresceva e le cose cominciavano ad andare bene.

Anche le nuove opportunità d'inserimento per le associate crescevano.

Si comincio' a creare una vasta rete che andava dall'accoglienza all'integrazione effettiva.

Ben presto ne vennero a conoscenza personalità importanti che a loro volta cercavano di aiutare l'associazione come potevano.

La struttura dilago'.

Produsse dei cambiamenti nei substrati sociali.

Prima a livello regionale, poi si diffuse sempre più.

Comincio' ad essere di rilevante importanza per l'economia.

Il governo la prese in seria considerazione e la integro' nel programma nazionale.

I vari settori dell'industria, dell'artigianato, dell'agricoltura etc. la vollero al loro fianco.

Le cose cambiarono grazie a Mary.

In Italia mutarono parecchie situazioni e finalmente muto' anche l'immagine della donna ed il suo ruolo.

Il problema del lavoro risultò più facile per tutti, più fluido e semplice.

S'intrapresero nuove soluzioni e sistemi lavorativi.

Mary sviluppò sempre più il suo progetto, aveva fatto centro.

Nel frattempo il figlio era cresciuto, aveva finito gli studi, aveva trovato lavoro presso

l'associazione stessa ed aveva conosciuto una ragazza con la quale si era sposato ed aveva avuto un figlio a sua volta.

Mary era diventata nonna.

Ora Mary poteva dedicare qualche momento anche al suo nipotino.

Quelli erano momenti lieti per Mary che li trascorreva nel parco vicino casa in compagnia del

nuovo arrivato.

In quei momenti era felice.

Giocava con suo nipote e gli raccontava delle favole, guardando intorno a se' il tremolare delle foglie ed ascoltando il cinguettio degli uccellini.

Allargò sempre più le sue conoscenze e tramandò a suo nipote ciò che aveva capito ed imparato.

Tornò nel suo paese d'origine, rivisse i suoi momenti felici della prima infanzia.

Andò sulla tomba dei suoi genitori e visitò il convento che l'aveva raccolta.

Nonché si ricordò dell'altro convento, della sua scelta di farsi suora e della sua decisione di lasciare gli abiti religiosi.

Poi gli capitò di rincontrare Mario.

Lui era andato a vivere in Svizzera, aveva trovato lavoro, aveva fatto carriera, si era sposato ma non aveva avuto figli.

Si era lasciato dalla moglie e con i soldi che aveva guadagnato era tornato nel suo paese e si era comprato una bella casa con un pezzo di terreno intorno che amava coltivare.

Quando i due si rividero capirono tutte e due che c'era ancora del tenero tra loro.

Così tornarono insieme e questa volta si sposarono e andarono a vivere sotto lo stesso tetto.

Il loro matrimonio fu' festeggiato allegramente dai conoscenti, dagli amici e dai pochi parenti rimasti.

Rimasero tutti contenti alla notizia di questa unione perchè sia lui che lei avevano lasciato buoni ricordi nella gente del luogo.

I festeggiamenti durarono diversi giorni e coincisero con la festa del paese.

La gente li celebro' con la gioia nel cuore.

Ricevettero molti regali per il matrimonio tra cui anche due gatti.

La loro era stata all'inizio una breve storia anche piuttosto burrascosa a causa soprattutto della loro situazione precaria che si era interrotta presto ma in realtà il fuoco non si era mai spento.

Iniziarono una nuova vita sentimentale, questa volta matura e piena d'armonia.

Mary rivide pure la sua zia suora che si era fatta molto anziana e che viveva ancora nel suo

convento.

Le due furono molto contente di riabbracciarsi e Mary che non aveva mai scordato quello che la zia aveva fatto per lei e di come l'avesse salvata da una morte quasi certa, di questo le ne era molto grata.

La vita per Mary ora aveva tutta un'altra piega.

A parte i piccoli problemi di ogni giorno, le difficoltà e le sofferenze erano state superate.

I desideri si erano ormai realizzati.

Iniziò un periodo sereno.

Mario e Mary andavano molto d'accordo.

Vivevano nella casa di lui da dove Mary dirigeva la sua associazione.

Si svegliavano presto la mattina, facevano colazione, ascoltavano il canto degli uccellini e

coltivavano il terreno intorno.

I due gatti che condividevano amorevolmente la loro casa, miagolavano ogni tanto, facevano compagnia e spesso anche le fusa.

Anche loro si amavano e rendevano la casa più accogliente e armoniosa e la vita più spassosa.

Loro figlio riabbraccio' finalmente il padre che non aveva più visto e con cui aveva mantenuto solo rapporti epistolari.

Lo perdono' del suo abbandono.

I due si ritrovarono, nacque un nuovo rapporto e Mario pote' conoscere anche suo nipote con cui andava molto d'accordo e con cui anche lui si poteva sbizzarrire a raccontare favolette e tenerselo sulle ginocchia.

Anche la moglie di Giovanni si trovo' bene con il suocero come del resto si era trovata in armonia con Mary.

Si ricreo' insomma una famiglia che si era spezzata quasi sul nascere.

Mary era contenta e continuava a migliorare la sua associazione attraverso le varie collaborazioni ed anzi questo nuovo assetto della sua vita

sentimentale la porto' veramente a dare il meglio di se stessa.

Grazie a questo l'associazione progredì ancora.

Fece passi da gigante.

S'ingrandì ancora di più.

Cominciò a far parte di tutta la vita sociale, economica Italiana.

Entrò anche nella politica e sistemò le cose anche qua'.

L'Italia progredì, sia economicamente sia culturalmente.

Si rivalutarono le sue bellezze.

Il commercio prosperava.

La gente era contenta di come andavano le cose.

Si fecero nuovi progetti per le energie alternative e s'investirono risorse per nuove figure lavorative.

L'associazione di Mary aveva assunto un'importanza poderosa.

I governi delle altre nazioni si accorsero del progetto di Mary e dei suoi sviluppi divenuti a livello nazionale.

Lo presero d'esempio.

Le chiesero una collaborazione, cooperarono a diffonderlo ovunque, ne fecero un fiore all'occhiello e lo propagarono su tutto il pianeta.

Il mondo cambiò.

Le donne non furono più ritenute ne' oggetti ne' subalterne agli uomini e sparì la violenza nei loro confronti.

Furono aiutate nel loro cammino.

A loro volta aiutarono gli uomini a risolvere i mille problemi che affliggevano l'Umanità.

Mary sorrise.

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